Sono un Ermetico di Mario Di Nicola

Sono un ermetico

………Credo nella tematica del “segreto poetare”, l’oscuro scrivere le emozioni “vere” del poeta, i fondamentali del segreto sentire attraverso la divulgazione nello scrivere in versi, lacerati, mistici, essenziali, quasi a scomparire nella stessa segretezza del verso pensato.

L’intimo del poeta diviene la metamorfosi dell’universo concepito come creazione del se, attingendo la spiritualità pura del respirare l’uomo, viverlo e classificarlo nella tematica  realizzata da un desiderio non acclamato; perché si ha la coscienza che la rappresentazione di se stessi, nella facilità di mostrarsi, trasfigura con la brutalità sociale di una tradizione letteraria “sociale”, orientata a voler capire il letterato o curatore di una idea, volerlo attingere ad esempio.

L’ermetico non desidera questo, esso raffigura l’esito finale di una domanda fatta allo spazio eterno, continuo, dispersivo, ma che come risposta trova l’approdo alle soglie di un mare. Estraneo ai molti, ma capace di poter bagnare le anime approdate, per carpire con una sola parola, la profondità dello stesso. Senza doverlo capire per forza.

La puntualità del verso ermetico, sta nella soglia del non voler farsi vedere in toto, nel voler solo raffigurare un istante, un momento nevralgico, come una foto, una visione istantanea, capace di tagliare il senso della visione, in mille percorsi da farsi.

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Esercizio Vitale di Mario di Nicola

Corro nelle vene

dei tempi
delle stanche donne

come cavalli fumanti nella stalla
respiro ansioso le allegoriche more tue

raccolte nei cesti voluttuosi
di fresche tovaglie lavate a candeggina

e rapito dai miei ricordi
immagino quelli che ho sempre voluto non avere

tu sei una di quelle,
ma oggi, e oggi, posso

ti riempio di colori
ti riempio di gioie
ma ti svuoto di parole
che prima o poi
si sbaglia nel parlare

come le onde del mare
che s’arruffano sugli scogli

saluto come il mio amico prete
benedicendo il creato,
non lo comprendo

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2000

Velato sfogo di Mario Di Nicola

Dismetto gli argini delle domande,
a un Dio e a me stesso,
sull’eventualità della ragion veduta.

Come se fosse possibile rispondersi per davvero.

Ma incredule lacrime appagano menti febbrili,
unico sollievo all’invero del caso.
Sono preda dei miei rancori,
sopravvenuti nell’arcigna piega
delle mie labbra.

E’ difficile scriversi con il cuore.

La mia amica dice che sono poeta,
la mia allegoria è poetica amica,
la poesia è una conoscente amichevole.

Levare le emozioni nei paesaggi abbozzati,
pulire una tela romana,

Io chiedo scusa per il tempo accordatomi,
ragion veduta del fato verso i miei ricordi.

Salvezze infinite.

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2014

LA LINEA OLTRE LA LINEA di Mario Di Nicola

Montata,
licenziosa lacrima,
nelle indolenti sere senza me.
Sarò presente al riflesso
del cappio, della popolana sgualcita barbaria,
delle menti senza ragione,
delle emozioni senza i sensi,
della tua bocca, senza regalità
dei tuoi ardori, senza voglia,
delle festanti comari a dolose notizie,
perchè l’umanità rasenta indolenti sere.
Senza me.

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2014

La sposa non voluta, di Mario Di Nicola

 

La sposa non voluta

Cosa raffresca l’ardito cielo plumbeo?
il mero ingorgo dei tuoi seni tra vestaglie sgualcite?
il destino velato dei riccioli tuoi come rovi?
il rancido sapore delle mani tue, impastate di olio e sale?
nulla,
nulla che possa cambiare il senso di una visione,
la sola e pura destinazione del fato,
averti incontrato nel mentre ero assorto nei miei occhi.

Qualcuno questo lo chiama amore.

Tutti di diritti riservati come per legge
Mario Di Nicola © copyright. 2014