Premio Internazionale di Letteratura “Abbiate il coraggio di essere felici”- edizione 2016/2017

logo-premioNéorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”

e

Il Giardino di Calliope

con il patrocinio di

Regione Toscana (in attesa di conferma)

in collaborazione con

 MCL Toscana

Associazione culturale “Il Giglio”

Associazione culturale “Il Club dei Creativi

indicono il

 Premio Internazionale di Letteratura

“Abbiate il coraggio di essere felici”

edizione 2016/2017

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REGOLAMENTO 

  1. Tutte le opere dovranno essere inviate inderogabilmente entro il 31/01/2017.
  2. Il concorso esclude ogni forma di lucro e destinerà parte del ricavato al progetto vEyes (virtual Eyes) – ONLUS di supporto per ricerche mediche, biomediche, bioinformatiche e genetiche, con particolare attenzione verso malattie di tipo degenerativo, che portino come conseguenza primaria ad una perdita grave del visus, fino alla totale cecità, oltre ad occuparsi di prevenzione, sempre in ambito malattie della vista, soprattutto a favore di bimbi. (http://www.veyes.it/)
  3. La partecipazione è aperta a tutti coloro che amano la Letteratura e prevede l’invio di testi in lingua italiana, inediti e/o mai premiati in altri concorsi. Saranno accettati anche testi in lingua straniera solo se corredati di traduzione.

SEZIONI ADULTI

A – Poesia: inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

 B – Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

C – Narrativa breve: inviare 1 testo di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

 

Racconto

Lettera

Articolo giornalistico

 D – Videopoesia Adulti: inviare 1 video non superiore ai 4 minuti compatibile con la piattaforma YouTube.

 E – Sezione a tema: “L’amore” – inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12.

“Dove vediamo odio e buio, cerchiamo di portare un po’ di amore e di speranza, per dare un volto più umano alla società.” (Papa Francesco)

 SEZIONI STUDENTI

 F – Studenti Scuola Primaria

 G – Studenti Scuola Secondaria inferiore

H – Studenti Scuola Secondaria superiore

 Poesia inviare 1 poesia di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

 Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

 Narrativa breve: inviare 1 testo per classe di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

– Racconto

– Lettera

– Articolo giornalistico.

Nelle sezioni F – G è consentito partecipare per classe oppure a titolo individuale nel solo caso in cui la classe dello studente non partecipi, riportando i dati della scuola nella scheda di adesione.

Per le classi l’insegnante deve indicare nello stesso file delle poesie:

  • Classe, Sezione, Scuola, e-mail e indirizzo completo della Scuola
  • Nome e Cognome Insegnante, Indirizzo e-mail dell’Insegnante (se disponibile)
  • Elenco degli studenti che hanno contribuito alla realizzazione delle opere inviate.

Per i concorrenti minorenni è necessaria la dichiarazione di autorizzazione alla partecipazione di chi ne esercita la patria potestà. 

SPEDIZIONE DEGLI ELABORATI

La spedizione deve essere effettuata via posta elettronica inviando una unica mail, entro il 31/01/2017 all’indirizzo concorsoletterariomcl@gmail.com con oggetto “Premio internazionale di Letteratura 2016/2017, allegando:

  • Scheda di adesione debitamente compilata in ogni sua parte e copia della ricevuta di versamento (sezioni A – B – C – D – E – F)
  •  2 copie dei testi, in formato Word, carattere Times 12, di cui 1 anonima e 1 completa di dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore), o la video poesia.  

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Gli autori a parziale copertura delle spese organizzative si impegnano a versare per ogni sezione:

  • Sezioni A – B – C – D – E – F: € 10 (dieci)
  • Sezioni F – G – H: gratuito
  • Soci MCL: gratuito

Modalità di pagamento:

Carta   PostePay  n. 4023600935642183 intestata  a Umberto Viliani (Presidente MCL Toscana),  Codice  Fiscale  VLNMRT64C09D612T

 GIURIA E PREMI

La Commissione giudicante è così composta:

Dante Maffia (Presidente di Giuria): docente, scrittore, medaglia d’oro alla cultura della Presidenza della Repubblica, candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

Antonella Ronzulli (Presidente del Premio): Direttore editoriale Litho Commerciale, Coordinatore Arti Letterarie presso Associazione culturale “Il Club dei Creativi”, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio (Presidente del Comitato): docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, fondatrice blog culturale “Il Giardino di Calliope”, Presidente “Progetto Fiaba”, autrice, pittrice, musicista

Anna Balsamo: Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Paola Casali Grossi: preside Liceo e professoressa di lettere

Renato Fedi: poeta

Vittorio Magrini: scrittore

Fatima Finessi: operatrice culturale

Saranno assegnati per ogni sezione i seguenti premi:

1° classificato: Coppa e Attestato

2° classificato: Targa e Attestato

3° classificato: Medaglia e Attestato

Dal 4° al 10°: Attestato di Merito

Attestato di partecipazione a tutti gli iscritti che ne faranno richiesta (invio telematico).

La Giuria il cui operato è incontestabile, insindacabile e inappellabile, potrà assegnare a discrezione ulteriori menzioni e premi.

Le poesie premiate e altre ritenute meritevoli, senza compenso alcuno per gli autori, verranno pubblicate nell’Antologia “Abbiate il coraggio di essere felici” a cura della Litho Commerciale (sponsor ufficiale) che sarà presentata nel corso della premiazione. La proprietà letteraria resterà comunque dell’Autore.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Firenze in data e luogo da definire. Tutti gli autori sono invitati. Saranno contattati in tempo utile solo i premiati che sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).

 NORME GENERALI

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata di questo regolamento.

Farà fede la data di invio della mail, in nessun caso sarà restituita la quota versata. Non sono previsti rimborsi per spese di viaggio e alloggio. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Saranno esclusi tutti i componimenti che conterranno parole o concetti volgari, violenti, razzisti, contro ogni religione, i componenti che superano i limiti di lunghezza, quelli spediti oltre il termine stabilito o pervenuti senza scheda di adesione compilata o copia della ricevuta di pagamento.

 IL COMITATO DEL PREMIO

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli

Presidente del Comitato: Annamaria Vezio

Presidente di Giuria: Dante Maffia

Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

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Scarica Bando

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/bando-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Scarica Scheda di adesione

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/scheda-adesione-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/1815787758664949/

 

Annunci

Cerimonia di Premiazione del Premio internazionale di Poesia “Abbiate il coraggio di essere felici”

locandina cerimonia 2015
.
logo premio

 .
I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).
Per decisione del Comitato organizzatore, considerata la elevata qualità artistica delle opere pervenute al concorso verranno assegnati numerosi attestati / segnalazioni di merito / menzioni d’onore.

Sarà inoltre possibile acquistare in loco l’Antologia poetica Abbiate il coraggio di essere felici realizzata appositamente per il concorso al costo di € 10 a copia.

SEZIONE A       SEZIONE F

SEZIONE C     SEZIONE E

SEZIONE B - PREMIO PRESIDENZA

Comitato e Giuria

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente di giuria: Annamaria Vezio
Responsabile evento: Massimo Rinaldi

Antonella Ronzulli – Direttore editoriale Litho Commerciale, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, Coordinatrice Arti Letterarie Associazione Culturale “Il Club dei Creativi”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio – Docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, scrittrice, poetessa, pittrice, musicista

Anna Balsamo – Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Jacopo Chiostri – Giornalista, scrittore, Responsabile eventi Caffè storico/letterario Giubbe Rosse di Firenze

Daniela Cattani Rusich – Pubblicista, scrittrice, poetessa, editor, perfomer

Beatrice Bausi Busi – Pubblicista, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Renato Fedi – Scrittore e poeta

Fatma Finessi – Responsabile eventi Associazione Orma Cultura, operatrice culturale

Giovanni Mulè – Pedagogista e poeta

 cover antologia 2015

Velato sfogo di Mario Di Nicola

Dismetto gli argini delle domande,
a un Dio e a me stesso,
sull’eventualità della ragion veduta.

Come se fosse possibile rispondersi per davvero.

Ma incredule lacrime appagano menti febbrili,
unico sollievo all’invero del caso.
Sono preda dei miei rancori,
sopravvenuti nell’arcigna piega
delle mie labbra.

E’ difficile scriversi con il cuore.

La mia amica dice che sono poeta,
la mia allegoria è poetica amica,
la poesia è una conoscente amichevole.

Levare le emozioni nei paesaggi abbozzati,
pulire una tela romana,

Io chiedo scusa per il tempo accordatomi,
ragion veduta del fato verso i miei ricordi.

Salvezze infinite.

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2014

“Giornata Mondiale della Poesia” – 2015

“21 marzo 2015 – Giornata Mondiale della Poesia”

 Evento Facebook

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“Le vostre poesie”

 

“Poesia” di Renato Fedi

 

Parole sparse

semi in cerca di zolle ad attecchire,

precise in riga a far sentinella al cuore,

vestite a festa con tele al color pastello.

 

Parole accese

che scagliano pietre contro i dannati,

figlie del tuono che percuote gli animi,

nate dal fuoco che brucia le emozioni.

 

Parole in rima

ad inchiostrare il mondo inanimato,

vele spiegate per conquistar la pace,

spese al mercato dell’indifferenza.

 

Semplici parole.

 

 

“Profumo di sera” di Francesca Montomoli

 

Tratteggi bianchi sul grigio infinito,

bava di lumaca che s’inargenta di luna

e presto si dissecca nel sole.

Così seguo la mia via con gli occhi bassi

attenti alla linea di mezzeria.

Col passo lento e svelto,

col fiato quieto e stanco,

secondo il giorno e il tempo

che se li porta via.

E nella chioma di rigogliosi rovi,

gelosi custodi di frutti e sogni,

brandelli restano di pelle e desideri.

Petali persi di ginestre e portulache,

pendule madonne fra cardi spinosi,

mi salutano lievi nel crepuscolo che avanza.

Profuma di sonno e polvere

quest’aria di carta ingiallita

fra le rughe delle mani

e le ginocchia inclini alla preghiera.

Profuma di sera.

 

 

“Due passi nel cuore” di  Lorenzo Pais

 

Le mani si intrecciano,

il desiderio ed il timore,

il cuore che vola

sulle tue labbra

nel primo bacio,

emozioni sognate

emozioni reali,

anni che passano

nonostante tutto

tutto conduce a te

oggi come ieri,

oggi come domani.

 

 

Laura Mucelli Klemm, Psyché, Francia alla poesia e all’umanità 2014

 

Non siamo eterni

viviamoci perenni

dilettandoci di luce

nello sfondo aureo

Bussa il sole

dividendo attimi

cosparge raggi

Mentre respiro la tua aura

tu sparpagli il mio sorriso

Sull’orlo degli eventi

ci diamo la mano

nella grazia intima

di un bene comune.

 

 

“Cara Amica” di Ada Crippa

 

Sapessi cara amica

come è bianca la luna

stasera

 

ma vuoto è il ponte illuminato

che scruto

nessuno che sventoli una bandiera

avanzare indomito.

 

Nei rifugi delle città morte

si sta scomodi

ognuno nel suo angolo

fa gomitate per allargarsi

carne che si gonfia sapessi

a dismisura di pretesto.

 

Fuori il silenzio

nevica bianco

e rosso il sangue

si raggruma nel gelo

dell’indifferenza

 

le nostre case – cara amica-

erano così piccole di mura

che abbiamo imparato

le ali

 

 

“L’anno che verrà” di Italo Zingoni

 

Da qui

 

Scrivo di ciò che non è

vado oltre il pentagramma

vivo come disperso

in un verso un po’ jazz

nella gamma infinita

di una scala appoggiata alle stelle

che una meta non ha

se non quella di salire nel nulla.

 

Da qui all’infinito

c’è spazio per ogni emozione

basta solo fare una scorta

di piccole cose di cocci di briciole

di ogni sorta di inutili scorie

di storie finite di foto ingiallite.

 

Portare altro non serve

il resto si può sempre trovare

l’importare è lasciare nel vuoto

quel senso di noia

che troppo spesso ci assale

e reinventarsi la vita

per quel tanto che vale.

 

Mi appello alla vostra bontà

-la comprensione non serve-

al giudizio severo di un mondo

dove soltanto i pazzi e i poeti

raccontano storie senza perché

e parlano e scrivono di ciò che non è.

 

 

“A nudo” di Marina de Sanctis

 

Corrode l’amore

quando la notte si desta

senza riguardo alcuno

a centellinare le virgole

e quei punti interrotti

di ogni riverbero di ieri

di ogni oggi e mai

o sempre

o quel dentro che non cheta

che non plaude all’imbelle sorriso

non elargito a forza

né strappato al pegno

ma vivo

nel pur dolente ricordo

dell’amore che desta

quando la notte non ha riguardo

mentre si stringe il tempo.

 

 

“Nel deserto” di Gianni Berna

Chi mai potrà immaginare

Che un giorno

Ho avuto anch’io voglia di piangere

Ne ho tanta ancora

Ma lacrime non scendono dai miei occhi

Arido deserto avanti a me

Vento che alza fitta sabbia

A coprir le mie arse carni

Ad offuscare il mio guardo stanco

Non vedo ombra d’essere vivente

Attraversarmi il passo

Nel nulla vago

Trascinando queste mie stanche membra

Nell’opprimente calura

Di sconfinata piana

Non grida o risa o pianti

Se non il sordo rumor del vento

Riempie il mio sentir

E quella sabbia che s’alza senza sosta

Ricoprirà il mio corpo

Mi nasconderà al mondo

Che ignoro

Se mai saprà

Che su di esso

Un tempo

Ho camminato anch’io

 

 

Poesia di Lidia Caporaletti (Penny Lane)

 

Il vento aveva il sapore dei suoi baci.

In esso si nascondeva

quell’indefinibile forza

nella quale ogni giorno

mi tuffavo come fosse

il mare più profondo.

Profonde erano le mie ferite.

Profondo era il mio orgoglio

e la voglia di risalire sempre.

Ad ogni costo.

Ad ogni vita.

Profondo era il senso

di quell’amore che solo noi

sapevamo di possedere.

 

 

“Non moriranno mai” di Dora Millaci

 

Speranze

che brillano alla luce del sole

e nelle notti di luna

speranze

che palpitano nei cuori

speranze

che vivono di ricordi

speranze

che colmano le vite

speranze

che bruciano d’amore

speranze

come rifugi in cui rintanarsi

speranze

che non moriranno mai

anche se le vedi

ancora lontane da te.

 

 

Poesia di Andrea Traversa

 

Ricaccio in gola la mia frustrazione

Senza la necessità di un commiato

Riformulo il concetto di emozione

Ripassando lieve sul terreno calpestato

 

La differenza è insita nelle tue inclinazioni

La differenza è figlia di padri e madri

Figli a loro volta di contraddizioni

Che hanno trasformato i derubati in ladri

 

Senza una lacrima a riempire il mare

Senza un cancello da scavalcare

Senza un diario già vecchio da buttare o da rifare

Tra frasi date per buone e bugie da rottamare.

 

 

“Una nuova stagione” di Valerio Achille Semenzin e Annalisa Palma

 

Lunghi erano i nostri capelli,

Ora meno… molto meno;

Alcuni si sono fermati,

Altri cresceranno ancora;

Immaginandoli sempre lunghi per tutti e due,

Li raccoglieremo in un’unica treccia,

Che ci farà sentire vicini,

Nei momenti in cui saremo lontani;

 

I capelli corti saranno simbolo del cambiamento,

Che una volta terminato, avrà fatto cambiare quel periodo;

E mentre al mio rientro e al tuo,

I capelli, avvolgendo le nostre menti suadenti,

Saranno lunghi e meravigliosi come il tempo.

 

Il tempo è tutto,

Il tempo è nulla;

E senza tempo,

Ti accorgi che non puoi amare,

Non puoi dormire,

Insomma non vivi,

Tutto finisce con il tempo;

Se non ce l’hai,

Allora vi è solo morte,

Silenzio, dolore e distruzione;

Ripenserai senza sosta a tante cose,

Forse con rammarico, chi lo può dire?

Ricominciamo a vivere, a sperare e amare,

 

La stagione del mai sta per iniziare,

Non è niente ma per noi è già qualche cosa;

Un’altra possibilità di provare ad amare e vincere i nostri egoismi;

Grazie di averci concesso un’altra possibilità;

Un’altra stagione della nostra vita.

 

 

Poesia  di Fabio De Cuia

 

Pioggia,

fenomenica ascesa

di rombi lucenti,

su ordine di sequenza attesa

scolpiti diamanti in libera resa,

sistema di algebrica nuvola

in forza al tempo,

perso

nel suo ricco evento compiuto,

il dono,

fra tuono e vento!

 

(tratta da “Fra Tuono e Vento”)

 

 

Poesia di Heros Magri

 

…ci sono momenti in cui

La malinconia di aver perso qualcuno

Pare alienarci da tutti e tutto

È solo un pensare senza pentimento

Non è umano buttare via ogni cosa

Di un rapporto concluso

Ogni sorriso,ogni lacrima

Hanno dato corpo e anima

Alla persona che sei ora

Alla persona che non merita

E non vuole star sola

 

…ogni tramonto di un sorriso

ogni lacrima asciugata

Ti ha reso finalmente pronta

Ad aspettare l ultimo capitolo

Del diario scritto dal tuo cuore

Quanto desideri finalmente scrivere

Quella frase?

E vissero ed invecchiarono assieme

Felici e contenti…

Leggera ti mordi le labbra

E sorridi… e attendi…

 

 

“Le stagioni dell’acqua” di Stefania Giallanella

 

Quando la goccia

dell’acqua sovrana

lascia lo scroscio

la roccia, la pioggia

timida e tumida

goccia di brina scivola, ride

si rotola e cade

anche nel fango non prova vergogna

d’essere lieve ristoro d’arsura

anche la grotta, la gola profonda

liete riecheggiano al canto di stilla

gemma purissima, diamante dell’aria

lenta discende sul candido campo

verno o primula o afa ristora

fino ad autunno perché scenda ancora

 

 

“Trasparenza dell’amore” di Manola Aramini

 

Ti ho trovato in luce di polvere,

tra mille persone.

 

Sembravi tu

con tutto il tuo enorme sole freddo.

 

Ho cominciato a correre

per raccogliere le tue mani bianche di gesso.

 

Poi mi sono accorta che era un inganno,

c’era solo un uomo che ti rassomigliava .

 

Allora ho sfiorato la trasparenza dell’amore

e i tuoi occhi glaciali

che si scaldano su di me.

 

 

“Io ti ho dato un bacio” di Nicolò Castelli

 

Ho toccato le tue labbra al buio, come un cieco le ho sfiorate,

Il mio é un desiderio grande

di te, sogno la tua dimora

e io a te vicino. Ti penso

e nella realtà sei un’ombra

che aleggia imperitura

nella mia anima, non sei solo

una parola ma concreta beltà nella mia anima

che dolcemente accarezza il mio pensiero.

Cado e volo nel silenzio,

non voglio perderti,

il dolore mio, con te, sparisce,

cerco il sentiero che a te mi conduce.

E penso.. sono solo amore puro che per te provo.

 

 

“Nel mio orto amoroso ti accolsi” di Silvana Poccioni

 

Nel mio orto amoroso ti accolsi

fiore cresciuto in un recinto disabitato

e i tuoi occhi erano stelle in una notte di novilunio

distese su una muraglia di ombre.

 

Il temporale sferzava la mia casa

ma ti accolsi col cuore gonfio di speranza

come un campo di frumento

con gli steli piegati dalla pioggia

attende il sole a ripararli.

 

Non fu lunga l‘attesa

perché la tua luce sfuggisse alle reti del buio

e d’un baleno svanisse l’infanzia di nebbia

con lo stupito fragore del mare sul faro.

 

Ora hai la forza di una giovane spiga

l’irrefrenabile ebbrezza di un’onda

vento fresco che frusta la mia schiena e mi ridesta

affinché io baci mai sazio le tue labbra

tu la mia bocca

e alto risuoni il mio allegro canto di uomo.

 

 

Alta marea (a te, mare profondo) di Izabella Teresa Kostka

 

Lo senti,

quel sussurrare soave del mare ?

 

Nelle baie di Portofino

le onde giocano coi venti.

 

Tra i nidi delle cicale,

le fragranze del pino,

le gocce di memoria

adagiano impolverate.

Il tempo intrappolato

nei granelli di sabbia,

gli albatri viaggiatori

rubano con disinvoltura,

tra le piume provate

delle loro ferite ali,

ogni minuscolo ricordo

proteggono pensierosi.

Galleggiano silenti

malinconici sguardi,

dalla brezza marina

soavemente baciati,

le sagome dimenticate

nell’immensità dei secoli,

intravedono commossi

nel presente sospesi.

 

Lo ascolti,

quel tumulto nel grembo marino crescente?

 

Nell’unisono eterno coi nostri pensieri

viviamo uniti al canto divino.

Sommersi dal passare degli ultimi anni

nell’alta marea degli umani tormenti.

 

Te lo ricordi,

quell’attimo eterno nello scorrere del mare?

 

(tratta da “Caleidoscopio” 2015)

 

 

“Immensa” di Anna Bonarrigo

 

E sei immensa,

immensa poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

 

 

Poesia di Fabio De Cuia

 

Si raggiunge facilmente da qui

il mare ,

con te,

terra di sole che naviga a vela al centro del porto,

tempo d’attesa che scruta silente l’arrivo del volto,

cuore di petto che schiude la vita al tocco del volo

lunghe le mani a graffiare il mondo di bozza al molo,

e si riparte così ….

tra le mani il colore del vento

tra le dita l’ineludibile sapore del canto,

dall’incredulo onore di un battito

alla speranza che rende

visibile l’attimo,

quella che di certezza conduce

ad un fiore in ombra,

ad uno stelo in luce.

D’assopita mente è l’ amata via ,

in orizzonte fiera ne

curva la vita ,

su linea smarrita

ne dona la scia

riposa in te donna amica

l’ anima rapita,

stupita amata cercata,

nel corpo feudo del vicino ascolto

rubato dal sole del suo splendido raccolto,

vive di voce in noi che doniamo al vertice ego

speranza di vita in lettura d’ eco.

Cuori cerchiati in angoli nudi per le

giocose vie di giorni maturi,

silenziose ancore di sepolti abissi

in regnanti onde di cirri eclissi .

Agio di vissuta cattura in noi

le stelle,

che dalle mani ne spolveriamo il cielo,

non amiamo per quello

che concreto rende

la sua spirale nascita,

porgiamo al suo umile condottiero

la parte più vera

di un insolito sognato

eterno

smarrito sentiero.

 

 

“Un’altra me” di Lucia D’Alessandro

 

Un’altra me, sta sullo sfondo paziente

tesse poesie nell’ombra e nutre sogni

Con briciole di oro fine strofina il piombo

con briciole di vendetta onora vecchi conti

Inutile a se stessa, gradino pericolante

quando rigetta la pazienza, i versi, i dogmi

Scorrono lente, palindrome notti bianche

Con l’impeto dei fujenti schiumando il morso

letargiche ribellioni liberando

cieli morti, uccelli implumi, viaggi interrotti

Silenziose nidiate covate nella mente

del cuore frammenti.

 

 

“Muri” di Dora Millaci

 

Diversità nelle menti degli uomini

eppur tutti pensano.

 

Diversità di linguaggio

eppur tutti parlano.

 

Diversità nella fede

eppur tutti credono.

 

Perché dunque si creano fazioni?

Perché s’innalzano muri?

Perché si fanno differenze?

Non siamo forse tutti esseri umani?

 

Tutti amiamo,

sogniamo,

desideriamo.

Se siamo dunque uguali

perché far divisioni.

 

Guardiamo nell’animo

e scopriremo così

la nostra uguaglianza.

Ascoltiamo il cuore

e sentiremo un battito d’amore.

 

Non esistono muri

che non si possano abbattere.

Il vero muro

molte volte

è dentro di noi.

 

(tratta da “Attimi d’eternità)Attimi d’eternità

 

 

“E’ un dio, non è nato” di Stefania Giallanella

 

Osservo ogni passo

Dell’uomo sulla Terra

Il piede vacillante che segue suo padre

Quello fiero del soldato che serve una Patria

Ma illuso va a morire in un deserto

E si sente al sicuro nel suo blindato

A distribuire caramelle o bombe, non fa differenza!

Mascherato come i carri del più bel Carnevale

Acclamato da quei popoli perduti e anch’essi illusi

Tutti a bere la coppa piena di un paradiso di ceneri

 

Amo ogni solco

Scavato anche a forza di protervia

Con convinzione di cervice insonne

Che all’alba figlierà, felice

Il frutto coltivato per un’intera notte

Sarà la notte alta che guarda dritta alla paura

Sarà l’alba per quell’uomo che altri credevano larva perenne

Che tutto ammantato di oro e di gemme

Ora dorme pacifico nel letto d’un fiume celeste

E non mangia e non beve dalla terra mortale

 

E’ un dio, non è nato

 

 

“In-creazione” di Stefania Giallanella

 

Dal cosmo

 

si trasse una costola

 

ch’a Dio piacque

 

d’una natura due

 

 

“P O E S I A” di Antonio Miola

 

P orti

 

O vunque

 

E mozioni ,

 

S ogni ,

 

I nfinite

 

A rmonie !

 

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)

PLATONE: IL FEDRO (o della Bellezza) di Enrico Marco Cipollini

fedro

(Immagine free web)

Il Fedro è uno dei più belli dialoghi platonici, uno dei dialoghi principe del «divino» Platone e prende spunto da un discorso di Lisia appena ascoltato da Fedro, il quale è convinto delle tesi esposte dall’oratore [Lisia].

Secondo tale è da premiare il dono di sé non a colui che ci ama con passione, bensì a colui che non ci brama in modo passionale poiché la prima condizione è indice di instabilità e gelosia, di istinti, di pulsioni, de facto, troppo terreni e bassi.

Ora, come al solito, Socrate riconosce immediatamente l’abilità oratoria, l’eloquio forbito di Lisia esposto da Fedro ma non è per nulla entusiasta degli argomenti esposti.

Come Lisia anche Socrate riconosce che Amore è brama di Bellezza ma Eros porta l’uomo al disordine, che rende basso ed “infido” l’oggetto amato per desiderio di possesso mentre, per Socrate, ciò che conta è la ragione che non deve esser offuscata da tali istinti.

In realtà le posizioni platoniche del dialogo non si discostano dall’abilità di Lisia, dal suo arguto eloquio.

Però, per Socrate, Amore è ”divina mania” ovvero furore edificante suscitato dalla divinità, onde il discorso platonico conduce alla natura dell’anima.

Se quella divina si può considerare perfetta, non vale lo stesso ragionamento per quella umana paragonata ad un cocchio alato di un auriga, cocchio trainato da due destrieri di diverso temperamento. Uno di codesti infatti è nobile ed armonioso, tendente verso mete celesti; l’altro, invece, indomito che guarda verso il basso, la natura terrena.

Le anime umane sono come tali cavalli o meglio, come l’auriga in balìa di tali forze avverse dominate da codesti destrieri.

C’è chi tende verso l’alto, chi verso l’istinto, per debolezza, per attrazione sensitiva.

Ma c’è di più in tale dialogo. Si parla della distinzione in quattro forme della divina mania  degli dèi: la prima è aspirazione poetica di Apollo, data da Apollo; la seconda è iniziazione religiosa sotto il segno di Dioniso l’ineffabile; la terza o del furore lirico sotto il segno delle Muse ed infine la quarta o la maggiore o più alta tra ogni forma dello spirito: la  follia dettata da Afrodite.

Il discorso della follia o, meglio, del furore è ricordare la reminiscenza dell’anima che cerca nella Terra la Bellezza in rimembranza, quella conosciuta un tempo.

È chiaro che nel Dialogo c’è il superamento del filosofare sulla retorica (di Lisia in tal caso).

In effetti i retori non guardano tanto alla Verità ma alla persuasione (come i Sofisti), a differenza del discorso filosofico che fa della ricerca  del Vero (alétheia) una vera e propria scienza rigorosa.

                                                            *********

C’è nel dialogo platonico, in tutto il dialogo, la cura amorevole verso chi ascolta, una vera guida verso la Bellezza, la Giustizia sotto il nome di Verità, donde si «intellige» il valore della parola, del verbo, del dire sulla parola cosiddetta scritta. Così l’ars poetica si riallaccia a quel proemio sull’amore su cui si incentra il Fedro.

Si assiste, alla fine, alla preghiera per gli dèi affinché diano la grazia della bellezza interiore dell’anima. Un’opera tale che manifesta una esperienza estetica indimenticabile e duratura ed in effetti ci piace ricordare alcune parole platoniche in particolare (250d):

nun dè kallos monon tauten èsche moiran einai kai erasmiòtaton

(Solo la bellezza ebbe la sorte di essere la più manifesta e la più attraente o, anche,”erotica”)

 Enrico Marco Cipollini

 

 

 

 

 

“Giornata Mondiale della Poesia” – 2014

“21 marzo 2014Giornata Mondiale della Poesia”

 Evento Facebook

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“Le vostre poesie”

 1 – “Autunnale” di Renato Fedi

Se questo mondo

poi scendesse a precipizio

senza una cinta a tenerne i resti

il verso delle pieghe avrebbe un senso.

Fossero ripiegati

tutti i pensieri in massa

con una ciotola a farne ripostiglio

un solo uomo potrebbe averne il conto.

Ma qui si prende

e non si da più indietro

quasi che il piede si posi rigirato

e nel camminare proceda claudicando.

Non ho la stoffa

per cucire una mantella

e resto nudo a vorticar nel vento

come una foglia raggiunta dall’autunno.

2 – “La mia vita” di Luciano Manfredi

Tra rumori metallici

lo stridio  di macchine in funzione

ho sospeso fino a ieri

la mia vita.

Vapori

di oli nebulizzati

ungono la mia pelle

e salgono

attraverso la bocca

dei grandi aspiratori

verso le stelle.

Stamani hanno chiuso

per sempre i cancelli

e noi affidiamo

il nostro malumore

alle bandiere di ogni colore

che gridano al vento

tutto il nostro dolore.

Una piazza gremita di gente,

in mezzo un obelisco

con quattro leoni in marmo,

piena di colori

ricamata d’aranci

e di colombi

che sciamano indisturbati

in mezzo a quei rumori.

La scia di un aereo colora

di bianco il mio pensiero:

tutta la mia vita

è appesa a un filo

e mi sto arrampicando

verso il cielo.

Ma è lei

che si prende cura di me

quando ho scrosci di pioggia

nel cuore, quando

l’intreccio è arduo

e la vita è sospesa

a troppi perché.

Eppure so

che il nostro amore trionferà

perché la vita non è sempre

gioia, ma la complicità

anche nel dolore

ci saprà accompagnare.

3 – “Mancanze” di Biancamaria Muscherà

Trasportata

nel deserto dei sogni,

giaccio inerme

in un passato ormai trascorso,

avvolto

nel mistero

di sorrisi strappati.

Vana

l’attesa si tuffa

in un grigio mattino

tra gente che vive e che soffre.

Risalgono

calde le lacrime

fino a perdersi nell’ombra

di cose e di emozioni

di attimi non vissuti

di un cuore che

richiama

il suo ricordo.

4 – “Immagini” di Fabio Gagliardi

Pensieri

si muovono all’unisono

come note su pentagramma

compongono armonia d’intenti

veloci

inondano la mente

di chi vuol donare nuovo vigore

nel suo fare attento

a creare amore

5 – “Doman(darsi)” di Sabrina Longari

Chiedo

favori al destino

L’ultima sentenza

di una pace infranta

Chi sono io?

Cosa mi logora?

L’urlo del corpo

in castighi d’acqua

E le ginocchia

a tenermi intera

Particella di pensiero

in quel mare

che m’assorbe

viva presenza

6 – “Preghiera” di Donata Porcu

Liberami

da questo corpo fragile

che pur anela

a vivere per sempre

Liberami

dagli oscuri labirinti

in cui il mio essere

si perde.

Come ali

distese nel vento

l’anima gode

la frescura del giorno

Dammi campi assolati

in cui correre felice

e risate di bimbi

che siano musica ai giorni.

 7 – “Anche tu” di Gianni Berna

Anche tu

Piccola farfalla

Sei volata via

Portando insieme a te

Quel ch’era

L’ultimo mio sogno

Lontano è il tempo

In cui leggera l’aria tu muovevi

Con voli articolati

Davanti a questi occhi increduli

E l’ali tue di colori a mille

A me donavan dolce parvenza

Di leggerezza d’animo

Che solo amor sa dare

A chi in amor inerte cade

Ignorando che caduco è il bello

E che ogni cosa il tempo muta

Neanche amor

Che divino sentimento appare

Ed immortale

A tal destino sfugge

E come te

Farfalla

S’invola via

Ed ecco allor

Che il ciel s’oscura

S’inturgida la mente

Lasciando steso a terra

Un vegetal fra vegetali

Nell’infinita attesa

Di vedersi trasformar

Se questo mai vedrà

In quelle dure e fredde pietre

Che intorno ad esso

Immobili si giacciono.

8 – “Perché mi destasti dal sonno? ” di Marianna Libero

Stanca ma felice sprofondai in un sonno profondo

Mille pensieri ed idee si tramutavano in sogni…

Colori, fiori, mille immagini facevano da sfondo

Volti sorridenti e paesaggi infiniti, ma duran secondi…

Un rosso mi appare, colore di rabbia, forse d’ardore…

Provata è l’anima, immenso il dolore…

Una telefonata, tu al di là della cornetta, l’Amore…

Perchè mi destasti dal sonno? dal sogno? perchè uccidesti il mio cuore?

Ricordi passati sconvolgono i miei pensieri

Nei momenti bui ti cercai… e tanto… dov’eri?

9 – “Albatros” di Bruno Di Cerbo

Cerchi zampilli

di acqua sorgiva

camminando nel vento

affollato d’antichi ricordi

sdraiati sull’erba

bagnata dalla prima rugiada.

Riscoprire la propria immagine,

conservare l’odore del tempo,

la voce di anni lontani,

le pietre erose dal vento,

il rimpianto

di non aver mai dato abbastanza.

Lieve passare

dell’albatros sul mare,

con un richiamo di lontananze,

sulle labbra il salmastro,

cuore gonfio di profondità.

10 – “Bugie” di Rosa d’Onofrio

LE TUE NON SONO CANDELIERI

CON MANICO E BOCCIOLO,

O LA CITTA’ DELL’ALGERIA

O LA MACCHIOLINA BIANCA SULL’UNGHIA

O IL DOLCE DI CARNEVALE…

LE TUE SONO PAROLE DETTE PER INGANNARE….

CHE SENSO HA RACCONTARE BUGIE:

HAI BISOGNO DI COERENZA,

DI CONSAPEVOLEZZA DELLA VITA?

NON CREDO…

TUTTA LA VITA E’ UN GIOCO INTERATTIVO CONTINUO

TRA NOI ED IL RESTO DEL MONDO…

MA NON TRA ME E TE… NON VALE!

CONOSCERE E CONOSCERSI, RICORDATI,

E’ POSSEDERE UNA STORIA DA RACCONTARE,

UNA STORIA CHE PARLA SOLO DI ME E DI TE.

11 – “Stella” di Antonia Anna Pinna

Se potessi ritrovare

la strada che porta

alla mia stella.

Forse t’incontrerei di nuovo

e ti direi che mi dispiace

d’essermi persa.

La riaccenderei e ti canterei

i miei silenzi e ballerei

i miei dolori.

Ti guarderei come se fossi

ancora tu

e io fossi ancora io.

12 – Poesia di Rosanna Spezzati

Verso imprevisto alfin

ti leggi

agrume sempreverde

assenza e lontananza

desiderata amata

In altri occhi

il verde del tuo mare

sorprende

Oracolo muto del rifiuto

sei tempio e sfinge

divieto e illusione

e sete ad altri

di essere baciata

in ogni spazio

concesso all’universo

Epica immota

oltre ogni tempo

in cima a un

desiderio assisa

cibo di sé

divora e brucia

poi posa e placa

l’unico istante

in dono alla pupilla

13 – “Il tuo corpo” di Ada Crippa

Il tuo corpo pestato

il tuo corpo vissuto

guardato

bagnato

sudato

sofferto

ogni giorno

il tuo corpo

il vento ritorna a soffiare

il tuo corpo pestato

mani a fermare ira

il sole scioglie l’affanno

e poi l’asciuga

la notte si ritrae i piedi

il mondo non ha occhi

oh, ma dove sono rotolati gli occhi

A una Donna

Quella tua fame di vita

le dita premute

sul ventre

l’urlo delle distanze

stanze in attesa perenne

squallide vicinanze

straziano

il colmo d’amore

un cono di oltre luce

la tua voce.

(A Claudia Ruggeri)

14 –  “Poesia” di Cristiano Maiorino

quando ami qualcuno,

fallo ad occhi chiusi

e spegnendo la luce fuori

non occorrono fari

né occhiali

‘leggi’ il suo tocco

ascolta la sua voce

è un sentire diverso

un profumo come d’un fiore

uno sbocciar come di primavera

un viver come di fanciullezza

15 – “California White” di Davide R. Colacrai

Siamo farfalle che si rincorrono per l’aria leggera,

all’ombra di steli su cui riposano i sogni,

tra tonde ciliegie di sangue,

sotto il lenzuolo sgualcito del cielo,

inseguendo l’eco del primo bacio che la terra da

ai suoi figli;

al dondolare celeste del vento,

per le pieghe morbide del grano

prima che sia pane,

lungo le efelidi di un ricordo,

al frinire di un canto al presente,

sotto l’incontro fortuito di nuvole

dietro cui ozia la luna;

in un meriggio sincero come la voce del cuore,

rorido di speranze e di attesa,

che rende più dolce la calda quiete.

16 –  “Poesia” di Antonella Sturiale

Cos’è…

chi è il poeta che d’amore parla

in mezzo alla gente che d’amore sogna.

Io… poeta del mio pianto

che lento scorre al mistero della vita.

Tu…amore, mio amore che della

luce spende i bagliori più intensi,

che del cuore consuma i suoi palpiti eterni.

Le valigie dell’anima pronte,

come di partenza composte,

e le mani chiuse ai dolori

e di occhi profondi

e di pace

di mare

di oceani immensi battenti agli scogli.

E di…gioie

e ricordi che rifugiano al riso

come nascondino alla morte.

Io poeta… che mi servo di te

per scrivere le memorie,

i ricordi per dettare i miei versi

alla magia di un sogno.

Parlami al cuore

come hai sempre parlato,

con la dolcezza di parole

che d’eccesso paion finte

e nella crudeltà si compongono

come frasi sgrammaticate,

come sensazioni nel senso del Mondo.

Tu …amore che d’amore ti nutri

e vivi

e senti

e gioisci

e svinisci

e crolli

in un letto fluttuante

di foglie di verde infinito.

Tu muto che mi guardi ammirato,

muto e pacato

innamorato,

muto e pacato

nella profondità di uno sguardo.

E poi…

muto e riservato

innamorato.

Ed io…

muta e commossa

perduta nella tua anima immortale.

Muta e sperduta

nell’intimo di te.

17 – “Sogno a colori” di Giuseppe Bellanova

Sei sogno a colori,

farfalla sbagliata,

non voli su fiori

ma sulla mia anima malata

ti scaccio con forza

ma tu insistente

perfori la mia scorza

e raggiungi la mia mente.

e li ti annidi, prendendo il potere

per diventar presto padrona del campo

scacciando i pensieri ed ogni altro sapere,

son schiavo d’amore, ormai senza scampo.

18 – “Sposo la Poesia” di Elena Leica

Nell’incompiuto di un verso scrivo il mio silenzio

che più delle parole ha voce

e l’euforia di una frase attesa amplifica i sensi

quando seguo i palpiti del vissuto.

Dico il credo di un albero occhi negli occhi dell’io

trucco lo sguardo con i colori dei fiori

e col linguaggio dei sogni ricamo di stelle l’inconscio.

Mi libero dall’intimo pudore e confesso al cielo l’anima

nella fedeltà delle sensazioni.

Compio sulle labbra il verso di me stessa

e quando le parole creano l’abito al cuore

firmo il testamento dell’eterna voce custodita dagli angeli

in un silenzio da raccontare.

Con il candido Si del sempre

incido il mio essere nell’inchiostro dell’oggi

e con le fedi del domani, alle nozze del mio tempo

sposo la Poesia.

19 – “Carezze nell’ombra” di Dulcinea Annamaria Pecoraro

Carezze nell’ombra

di mani sudate posate su fragili corpi.

Fiati sprecati,

atti a strozzare i sogni.

Rubate sono le fantasie

mescolate a pazze menti,

miscelate a rivoli di sangue e lacrime.

Il perdono diventa difficile grazia,

l’orrore diventa coperta macchiata.

La volontà una riscossa

o promessa di portare cura,

dove l’amore si è perso.

20 – “Come un sussurro” di Rita Cerimele

L’aria si riscalda piano

al tiepido sole di Marzo;

lascia passare nelle narici

il profumo del sole e il sapore dell’erba,

ricollocando l’anima

all’antica essenza del Se.

Le foglie secche, lascito d’autunno,

vengono rimosse

al passaggio veloce degli scoiattoli;

volano e ricadono lente,

frusciando.

Raggi leggeri arrivano adagio,

e allo scadere dell’alba,

investono questo nuovo giorno

come un sussurro.

21 – “Intro“ di Gustavo Tempesta Petresine

Alberi, alberi alberi

intorno il tutto è pace

serena è l’ora. E’ quiete.

Solo il fruscìo non tace.

22 – “Nel silenzio una campana”  di Gabriella Afa

Nuoto nell’etere

in voli alti…..

seduta sulla gelida pietra

scolpita da venti taglienti

come schegge di cristalli di vetro

cerco angeli

per colmare vuoti di solitudine.

Ritagli di cielo

con albe e tramonti

passano come ombre su di me.

Nel bosco segreto dei miei sogni

colgo umide viole

e felci azzurre cingono il mio capo.

Percorro strade di luce

che si snodano

negli abbracci di un nuovo mattino

ascolterò l’allodola

che con il canto bacia il sole

che nasce

e poserò una lacrima

sul volto di chi non ha mai pianto.

Mi perdo nell’immensità della vita

che col suo silenzio

mi stordisce e pesa sull’anima

mentre lontana

un dolce suono diffonde

dal campanile antico

una campana…..

23 – “Il freddo che lento mi (i) spira” di Pasquale Rea Martino

Introspezione

Guardi allo specchio

l’andare

e distanti

tra file disposti

gli astanti…

brughiere di vita

tra arbusti

storie di giorni vetusti

e lacrime amare

a cui prassi voleva che fossi…

A se stante

l’asse ch’è scisso

riveste quel corpo ch’è affisso

di storie maldestre

e vita che morde eclatante…

Ceneri

di sterpi tra secche fascine

e ciocchi tarlati dal tempo

ti trovi e rivolgi lamento

e lo specchio

ti sembra parlare…

Rammenti il giardino

le foglie che il verde mattino

sfavillavano al sole

l’odore dei prati e le aiuole

gli amici

e le belle signore…

Velati

s’annaspano al tempo

ricordi passati

piaceri diffusi tra rami

quei tempi son tutti scemati

il secco che arde la pira

il freddo che lento

mi (i) spira!

24 – “E mentre” di Annamaria Barone

E mentre

dolcemente muore

questo tempo passato

di passi cancellati

di parole disperse

di gesti ancorati alle spalle

guardo all’oggi

ed a questo rincorrersi

di pensieri

intrecciati a voli

di inauditi sogni

a quest’aria

di tempestosa quiete

ed alla polvere

che riempie gli occhi

di ricordi

Oh, se solo pensassi

in ogni istante

che la vita è una ed una sola

non esisterebbe più

tempo morente

ma respiri

e battiti di ora e di poi

e mani e occhi e tempo

senza conti alla rovescia

per diventare l’infinito eterno

di questo unico attimo.

25 – “Vento di domani” di Rita Cottone

Sembra voler travolgere il tempo,

quel vento che sento correre oltre il vetro di una finestra chiusa.

L’albero spoglio di vita

resiste,

si piegano i rami e, non vogliono spezzarsi .

Aspettano che il vento si fermi,

respirare ancora e riposarsi per il prossimo freddo.

Di un altro inverno bagnato

che ha lasciato cadere foglie e sogni su viali deserti

Neve e pioggia sopra panchine arruginite,

seduti due innamorati

si guardano il futuro

negli occhi

Coperti da cappelli e sciarpe c è amore

passione

paura di domani

Ma, si stringono sorridendo e, sfiorandosi le labbra dolcemente

dipingono parole d’amore

con baci e sguardi

da conservare per sempre.

26 – “Midnight train” di Francesca Montomoli

Quel lento sferragliare

che si fa culla notturna

dentro il sorriso lunare.

Selene pallida lanterna

nel blu dei sogni

stagliati in cielo

traccia i tuoi segni

scomponi il velo

che mi nasconde.

Viaggia speranza

fra quelle sponde

e freme d’impazienza

il tenero germoglio

che lieto si piega al vento

di quel convoglio.

Gioia e tormento

ricordo e avvento

storia e futuro

tempo che scorre lento

lungo un binario.

27 –  “Dentro un quadro vivente” di Marianna Novara

In un’onda dolce

spezzettata in scaglie di sole

che con languore

dentro l’occhio umano

offre nel fuoco

vortici d’ azzurro,

e un cielo cristallino

d’un chiarore limpido

pennella il mare

con un velo di cipria rosa

e tutto luce, dall’ocra dei costoni

al muschio dei ripidi pendii…

Dimmi che mai

rimpiangerò questo tramonto,

quando mi porterai sul tuo sentiero,

che un pezzetto del mio senso

porterò lassù, come un quadro vivente

dove l’amore espande tutti i profumi

e la passione del mio esser terra,

come una donna sensuale

e insieme verginale fanciulla

tra velluti e sete scarlatte

e tra i capelli un ramo di mimosa.

28 – “Astrazioni” di Francesca Giustini

Dove tutto è nulla

immersa nel bagno delle mie astrazioni

vivo lo strano resto del mio tempo

senza sforzo nei pensieri

con le emozioni scarne ed un vuoto negli occhi

tra soffi surreali di sussurri

usciti dalle corde di un’attesa fatta di mistero

E in una spoglia stanza

con peculiare tatto

appendo i sogni

a schermaglie d’intelletto

ballando immobile una danza fiammeggiante

29 – “Canto del 21 marzo” di Carmelo Salvaggio

Se il giorno

che apparirà uscendo dalle nebbie

del freddo dell’inverno

sedendosi sul ramo come

colomba bianca

in attesa delle rondini,

ti porterà un respiro di vento nuovo.

Se quel giorno

vedrai gemme esultare sui rami del pesco

e ci sarà canto di uccelli

e al piede dei faggi

gorgoglierà il ruscello fresco di neve,

se ci saranno fiori nei prati

e nuovo sole bacerà i tuoi occhi…

Gioisci, sogna, abbraccia il mondo,

vivi, vivi la freschezza delle rose,

gioca col cielo, prenditi le stelle,

accarezza spume di mare

e canta, canta la bellezza del Creato.

Quel giorno

luminoso di vita sarà di primavera,

sboccerà poesia.

30 – “Auschwitz” di Maria Agrippina Amantia

Auschwitz

non bastava essere umiliati

derisi, sputati, come animali

marchiati

non bastava essere donne

violentate, picchiate,

abusate

all’infinito calpestate

non bastava essere bimbi

soli, sezionati, sperimentati

abortiti

non bastava morire di fame

e di sete, fino a svenire,

senza poter reagire

senza nessuno che ti potesse

aiutare.

Non bastava essere lì

su giacigli di legno

pieni di parassiti

che ti tengono sveglio

non bastava, non bastava,

non avere più pianto,

non avere futuro

non avere rimpianto.

Non bastava entrare in quel

forno

non capire, abbracciarsi,

e dire addio

a quel mondo

non bastava.. quel che resta

è un ricordo

sbiadito dal tempo

forse neanche capito

non basta ora, chieder perdono

per gli errori dell’uomo

per la sua crudeltà

per la sua ferocia

per la sua disumana viltà.

31 – “Marzo” di Amelia Squillace

S’incespica piano il sole mattutino,

nascondendo nelle nuvole

il suo occhio biricchino.

Mi dispiace ma non posso

che c’è Marzo prepotente,

si diverte come un bambino

dai giochiamo a nascondino…

Poi si stanca e pugni e calci

alle nuvole gli lancia,

poverine adesso pingono

tuoni e lampi s’accompagnano.

E così questo burlone

si diverte a più non posso,

oggi è freddo, gelo e pioggia

ma domani il sol che scotta.

Con cappotti, giacche e scarpe

ti fa togliere ridendo

ma ti dice di coprirti

te lo dice anche piangendo

32 – “Immensa” di Anna Bonarrigo

E sei immensa,

immensa Poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

33 – “La collanina d’oro” di Gianfranco Isetta

La collanina d’oro

deposta in un cassetto

riposa. Preziosità

di mia madre, gioie

d’altri tempi che tornano.

Frammenti luminosi

accudiscono l’animo

un po’ a corto di sogni.

Risentirne l’immagine

del suo viso allo specchio

Come stare all’ascolto

del rumore di fondo

che ci riporta indietro

ai primi chiari battiti

del respiro del mondo.

Un biancore di luce.

34 – “La Scelta…” di Baciami Ancora

Camminare,

sempre sullo stesso sentiero,

con un passo moderato per paura di raggiungere quel bivio…

che sai che prima o poi troverai,

potrai fermarti quante volte vuoi,

ma prima o poi quel bivio è lì ad attenderti e

dovrai fare una scelta.

Quella scelta che

hai sempre temuto

solo per paura di fare quella sbagliata.

35 – “La vita” di Filisto Dilodi

come un soffio leggero,

brezza profumata che accompagna l’aurora,

che scompiglia i tuoi capelli…..

si accendono i tuoi occhi,

si illumina il tuo sguardo……

il vento ti porta da me’.

come il mare in tempesta,

gocce d’acqua gelida,

lacrime salate,

solcano le tue guance,

segnano il tuo viso e spengono il tuo sorriso…..

l’onda ti porta via da me’!

36 – “Poesia di primavera: bosco di ontani e frassini al fiume Sesia” di Lucia D’Alessandro

Eccola dunque giunta, primavera

sollevando l’equinozio se ne viene

il bucaneve ai piedi del frassino porge il capolino

Sotto le foglie, marcite, ferve la vita in nuce

Flora dispiega i suoi merletti di minerali e semi

una ferita, sulla corteccia brucata dal capriolo

stilla di linfa fresca, come una gemma

Vinto il gelo di ritroso inverno

aveva brinato l’argine del Sesia

smentito poi dal sole, stamani

Si è levato più presto, vittorioso

mentre il piccolo carro si ritirava a settentrione

visibile nel cielo limpido all’upupa

Appollaiata a guardia dell’aurora

tra le zampe custodiva un verso nuovo

dissipate le ombre della passata stagione

Giorni brevi e pioggia a limitare

il tempo che ne fuggiva a precipizio, eppure

piccolo di una parola vorrebbe scalfire un segno

che ciò che è stato vissuto sia stato almeno degno

Di un fremito, di una risata, di un dolore

di un languore.

(Dedicata a Mariadele Marelli “lettrice creativa” delle varie stesure e cara amica.)

37 – “Moisson” di Laura Klemm (Mietitura)

Dansons!

aux quatre pôles…

Pôle nord

pôle sud

pôle coeur

pôle liesse

je t’adore

Fille des Bois

prends ma main

et ensemble tressons

des couronnes d’argent

dans la veine azurée

de nos voix qui fleurissent

Chantons!

des refrains plantureux

qui descendent en cascade

sur nos douces façades

dans la généreuse Cité de Lumière.

———————————————–

Danziamo!

ai quattro poli …

Polo nord

Polo sud

centro del cuore

della gioia

ti adoro

Ninfa, flora, figlia del bosco

prendi la mia mano

e in-sieme intrecciamo

corone d’argento

nella vena d’azzurrità

delle nostre voci che fioriscono

Cantiamo, Suvvia!

di cori sontuosi

che investono a cascata impetuosa

le nostre volte dolci

nella Città generosa della Luce.

(Tradotta da Enrico Marco Cipollini, Italia)

38 – “Rosa rossa” di Rossella D’Alba

Rosa,

rosa rossa

carnosa,

profumata e pura,

delicata al tocco

che appena

la schiude

39 – “Lux” di Rita Stanzione

Riflessi senza tempo,

trecce d’amore

la grazia

di cere d’angeli

Respiri

girano le vesti,

nugolo d’altre sete

anime di musiche

Il salmo della luce

ripetuto agli occhi,

piccole lune

a finir di vivere

40 – “Ali di farfalla” di Lorenzo Pais

Il tuo sguardo di fuoco

accende il sole

accende il diavolo che è in me,

riposto e piegato come un libro

come ali di farfalla,

pagine ingiallite dal tempo

che nessuno ha mai letto

dirompenti, prepotenti, invadenti,

sognanti su ali di farfalla.

Il tuo sguardo di fata

perennemente in lotta

con la strega che si annida,

sul dolce trasporto del vento

che si libra su ali di farfalla,

pochi giorni, qualche settimana,

il destino crudele e naturale

già segnato nella leggerezza

di un amore dalle ali di farfalla.

41 – “Ti scrivo, poesia” di Patrizia Portoghese

Ti scrivo, poesia

per ricordarmi di ciò che m’hai donato

senza nulla a pretendere se non un pensiero.

Scritto in fretta

lì,fuori la finestra su un angolo del cielo

tra le nuvole che migrano e annunciano tempesta.

Appunto ogni nota

anche quelle acute e diversamente stonate

per dare risalto ad ogni andamento riflesso.

Ti scrivo, poesia

in un attimo di silenzioso fragore

quando ogni molecola m’indurrebbe a perdonare.

Sei d’anima, poesia

che si accosta e mi abbraccia tuttavia

per consolare frammenti sparpagliati di lune

per ricomporre il presente e guardare al futuro.

42 – “Parole nel silenzio” di Fiammetta Campione

Parole

m’accarezzano l’anima

complici del silenzio

che mi circonda

Scivolano

giù fin dentro la mia penna

che tinge d’inchiostro

il foglio immacolato

Parole

succo d’anima

gocce di sangue

fertili figlie d’eterna inquietudine

Sono amiche, sorelle,

sono voli d’azzurro cielo

sono compagne di viaggio

sono la parte mia migliore

Le mie parole

sono la linfa che nutre

la fame che ho di vita.

43 – “Al giornalista Cosimo Cristina” di Rita Elia

Un sottile filo di dolore

scorre parallelo tra i silenzi e il mare…

e il sole langue senza alcuna luce

sul corpo esanime di colui che giace

tra cristalli di sogni frantumati

con in tasca una schedina già giocata

e la partita della vita ormai finita.

Grida la verità tra quei binari della ferrovia

tra pietre stinte di color vermiglio

che fanno da cuscino al capo chino…

grida la verità dove Giustizia

fu soffocata da trame d’inganni!

La Morte si rivela un’ingiustizia

quando a causarla sono mani d’uomo

e non si placa il grido della Vita

finchè la Verità resta velata;

finche la Verità rimane appesa,

sospesa, taciuta, muta!

E nel silenzio il grido senza voce fa rumore,

onde sonore a dilatare confini di menzogne,

a ricercare luce e far trovare pace

a quella morte dichiarata “infame”

senza conforto di tocco di campane!

44 – “Volo di farfalle” di Gavino Dettori   

Caleidoscopio di colori

l’intrecciarsi dei voli

di farfalle a primavera!

Il sole riflette quei colori

e li diffonde nell’aria,

ancora frizzantina

per gli ultimi sospiri

dell’inverno che s’allontana.

I primi fiori che timidamente

fanno capolino nei prati,

si vestono di quei colori

e, nel verde dell’erba

appena nata, formano

un mosaico di fantastici

disegni, opera suprema

di quel sommo artista

che è la natura. Corro

su quei capolavori e respiro

il profumo che da essi

esala, sospeso nell’aria

da miriadi di farfalle

che m’hanno prestato l’ali!

45 – “Lapilli di vita” di Michela Zanarella

In queste ossa

viaggio

e insieme mi porto

lapilli di vita.

Scavo calore

consumo il fiato,

amo.

Voglio andare

con la pelle

a restare magia

nel destino.

Voglio esplodere

di te

e sapere il sapore

del mare.

(Tratta da “Meditazioni al femminile”)

46 – “L’acero rosso” di Anna Maria Folchini Stabile

Aria fresca

nel mattino di sole

di quasi estate.

Seduta

sotto l’acero rosso

scrivo i versi

che da ieri

mi girano in testa

e ti aspetto,

ora io,

come a turno facciamo

in questa lunga vita

vissuta

insieme.

47 – “ Nella latitudine” di Silvia De Angelis

E trascende con dolcezza

il segreto più celato

quando ancora mi accarezzi la capigliatura

mamma

nella vicinanza passeggera

che allunga il calendario

ll tremore di palmi corrugati

idealizza linee di pensieri taciturni

nell’evoluzione d’un bene senza confini

affievolito da logori tessuti di vita

intinta in un involucro fragile

che assottiglia

attimo per attimo il suo spessore

Della tua estenuante recita finale

serbo gli attimi più salienti

per sedare sommosse

che faranno scalpore nel mio sé

quando il cielo diventerà

saggia latitudine per i tuoi respiri

48 – “Primavera” di Loretta Citarei

Glissa la natura

le corde del tempo rinato.

Nuove armoniche melodie

come trilli d’usignolo

si spandono nell’aria

addolcendo la mia anima

dall’inverno intristita.

Incantata

dalla danza

della risorta vita

adagio il cuore

sul giallo narciso

che imperioso

svetta

il lungo stelo

avvolto dalla sciarpa

del sole.

49 – “Con grande serenità e grande amore” di Beatrice Bausi Busi

Con grande serenità e grande amore

piccola ricerca senz’ansia

sparsa di minuzzoli di tempo

comporrò pezzettini trasparenti d’aria

e pizzichi di lievito fino

amalgamando smistando

frugando attentamente.

Vaglierò atmosfere e luoghi

colori emergenti vividi dalla memoria di viaggi

o impolverati zuccherosi impalliditi

da qualche scorcio d’infanzia.

Pennellerò con mano leggera

porosa carta avida d’assorbire

così da assaporare, man mano che si forma,

il disegno d’un angolo noto o immaginato.

Scorreranno i giorni come filo sul rocchetto

a tratti ingarbugliandosi, rimbalzando a strattoni

poi di nuovo fluidamente

con garbo squisito.

E vita

vita d’attimi e d’anni

notti rimuginate sul cuscino spiegazzato, gualcito,

giorni aspri come confetture fermentate

sciolti momenti d’inaspettata quiete

ripercorrerò….

sentieri abbandonati ma non ancora scomparsi

di cui l’esile traccia si presta ai passi

di chi ricorda più con la memoria arcana

che con gli occhi.

(tratta da “La stessa cosa fluente”)

50 – “Nuvole e vento” di Federica Bonzi

Le nuvole si scapigliano

allegre giocando

si chiamano provocandosi

Con abito di colori diversi

trasformano i giorni uguali

in passatempo della festa

Mascherate da vento

arrivano sul lago

ammiccanti ne arricciano la lentezza

Il lago cedevole danza

al ritmo del vento si illanguidisce

i flutti incalzano eccitati

Il respiro libero delle nuvole

ci raggiunge

stupisce il nostro tedio

Solletica i nostri pensieri

assolti da rimorsi

lieti di leggerezza

Soffio delicato

generoso di vaghezza

appagante di levità

(tratta da Bellezza instabile)

51 – “Muore il tempo” di Laura Divincenzo

Muore il tempo intorno a me

nella lentezza degli attimi vaganti.

Muore in una lacrima ferrata

e in un volo d’ali

planato nell’oscurità.

Nell’attesa di treni mai presi

in fermate di giorni di sole adombrati,

tra stridenti rotaie

in echi di ferrosi richiami.

La luce si spegne in sprazzi

di affievoliti riflessi.

52 – “L’albero di ciliegio” di Anna Conte

E’ primavera,

e dentro ai cuori

riverbera un battito d’amore.

Vorrei essere un ciliegio

per spandere nell’aria

cascate di petali bianchi

spinti dal vento,

che con il suo sibilo

li accompagna

in un’armoniosa danza,

ed adornar strade e

inebriare cuor gentili

nell’incanto del creato.

Folta la chioma nell’aere

silente a ricordar la vita

che copiosa,

impavida riprende.

Vorrei essere un ciliegio,

per vivere e morire,

per poi rifiorire

e donare infinita gioia

a chi ha la primavera

dentro al cuore.

Vorrei essere un ciliegio

per profumar di miele,

infervorare i sensi

e l’animo arricchire,

di chi la bellezza riesce a

cogliere e godere.

53 – “Scrivere” di Silvana Poccioni

Scrivere è un esorcismo

sulla morte

è ribellione ad una fine

che i filosofi dissero Nulla.

Scrivere è un’ipoteca sulla vita

senza precisa scadenza

la data dipende da come si legano i versi

se in nodi che un soffio di vento

discioglie

o in maniera che restino stretti

come vicoli antichi di borghi

ad avvolgere il cuore e la mente

di chi li percorre.

Scrivere è fuga dalla vita

se vita è tormento e tristezza

oppure è una gioia purissima

che non chiede compensi

se la sorte ha concesso il suo bacio al poeta.

Si possono aprire orizzonti

persino nel fondo più buio di un pozzo artesiano

se i versi hanno luce

e la speranza guida la mano

sulla pagina bianca.

Scrivere è spesso

Il coraggio di riprendere il viaggio

con la nave squassata e la vela maestra strappata

una forza scavata nel baratro nero della disperazione

e portata alla luce

come prezioso reperto

da un’antica dimora imperiale

che la lava impietosa aveva sepolto

nel silenzio di un’unica notte.

54 – “Scrutando il cielo” di Bruno Di Cerbo

E mi rannicchio a rimirar

quell’orizzonte infinito d’incanto,

di cielo e di mare

e ancor mi pare di annusare

quell’odor aspro di salsedine

che mi inebria il cuore e la mente.

E mi perdo nei meandri del pensiero

che senza sosta viaggia,

alla ricerca della mia pace,

con dubbi che non m’appartengono più.

In questo ozioso silenzio,

mi adagio nel muschio senza aroma dell’attesa

mentre un’edera distratta

si inerpica su innumerevoli tristi pensieri

che ormai muoiono in un vortice senza fine.

Ho camminato negli abissi limacciosi

della costernazione,

attraversando la mia disperazione

per sfidare il destino,

ma ancora una volta ho perso,

mentre nel tuo incedere passaggio

schiacciavi la mia vita.

E scruto il cielo,

sono frammenti dei tuoi occhi

le stelle che mi guardano

in quest’ultima notte colma di mille sguardi,

sguardi e domande senza risposta

che avvolgono le ceneri della mia esistenza,

nei chiarori bluastri senza fine

di aloni notturni.

55 – “Poesia” di Rosanna Spezzati

Sferza gli angoli al mondo

la morte

né occhi né colori

solo babele di lingue

il nome nei corpi carbone

nei tempi

nelle piazze dei panzer

nella mano dell’ amato

nella corda dell’ emarginato

ultimo monile

al giovane alieno

Né radici né età

metonimia di uomo.

56 – “Quell’insieme di noi” di Biancamaria Muscherà

Sono i singhiozzi dei miei pensieri a ferirmi il cuore,

in modo costante e con cadenti rintocchi.

Rintocchi che s’odono da lontano

e lasciano l’anima in subbuglio

e io mi dispero e piango

mentre una lieve brezza

mi trascina tra i colori dell’autunno.

Nascosto hai il viso tra i miei capelli,

sento attraversarmi dal respiro

che, vento soave, m’accarezza

portandomi tra gli abissi un tuo bacio.

Cos’è l’amore?

Due mani che si stringono,

un sorriso e l’incontro di due sguardi,

il calore delle tue labbra.

Fa’ amore mio che questa luce

sia luce ai pensieri,

che la luna ci stia accanto

e la notte ci tenga vicini.

Noi, stretti in un abbraccio,

due cuori palpitanti…

un istante di Paradiso.

 57 – “Oltre quel limite” di Renato Fedi

Sei lì, rosa da cogliere,

sei lì oltre quel limite che ci fa stranieri,

al confine delle mie fantasie,

lì dove s’apre il libro dei sogni,

lì a riempire pagine di parole non dette.

Sei lì, bocciolo da conservare,

da inseminare tra queste mie pazzie,

negli istanti in cui m’incurvo al buio,

lì a fare luce dentro alle mie nebbie,

sole a diradare le nuvole dell’età.

Rosa che non appassirà,

sei danza di profumi a vortice inatteso,

aroma che non m’uccide i giorni,

fiore di sfibrate lontane nostalgie,

umido sapore di notti d’assenza.

Sei lì, rosa da cogliere,

posta su quel limite da abbattere,

lì dove ogni tua spina cadrebbe vinta.

58 – “Bello nuotare” di Luciano Manfredi

Bello nuotare in un mare

di sentimenti contrastanti

dove il pensiero non giunge,

avvolto da un’atmosfera surreale

che prende il mio cuore

come una conchiglia

in un battito frenetico

spingendo con il suo

bordo bianco

contro il mio guscio.

Tocco il cielo con un dito sulla cresta

appeso a un filo

imbrigliato dal suo occhio.

Spumeggiando la sua essenza

mi prende;mi travolge d’improvviso,

si allunga, si retrae

lentamente

e mi entra nella mente.

59 – “Senza più malinconia” di Pasquale Rea Martino

È

di questo imbroglio

il divincolar cadente, lo scoglio

dove battere testate.

È

l’andirivieni insulso

a ravvivar ferita, il balzo

nel buio degli abissi.

È

questo convenire

tra umori esagerati, la scissi

dell’impianto ch’è la vita…

Dove sarà

la prossima volta l’ombra indelicata

quella che sempre veglia

e ti dispone malcelata

la sorte che si staglia…

Si desta

la parvenza,

la sola in assoluto la speranza

che dentro spesso cela

il verme nel nocciolo di una mela.

Si sarà festa

al sublimar incontro

tra anime straziate quel riscontro

lo stesso ambire senza fare ressa

gioire incanto quando il male cessa.

E

veder fiorire

gemme dai profumi intensi

e petali cangianti a placare i sensi

in questo andare senza interferire

distendere la vita

fluttuando con le ali

quella magia

che ti fa sentire vivo

eden

dei sensi fonte d’ideali

senza più malinconia.

Donna di Amelia Squillace

Ho ascoltato l’agitarsi di una conchiglia,

ho raccolto un mazzetto di mimose ingiallite,

una per te,un’altra per me.

Per una donna velata

ua donna truccata,

una donna sofferente

una donna ridente.

Ho fatto un girotondo

in tutto il mio mondo,

ho trovato il nulla

di mani lontane.

Ho ascoltato un rumore di una conchiglia

un rumore di donna…

60 “Il mio cuore” di Anna Maria Folchini Stabile

Ho passato la giornata a fare nulla

Pigra

Sdraiata

Trascinandomi tra il letto e la poltrona

Un libro aperto

Una poesia da scrivere

Un bicchiere vuoto

Un biscotto mordicchiato

Tutto un insieme flaccido di momenti inutili

Dove i pensieri non diventano sostanza.

Poi sei arrivato

Tu

Con il mio cuore.

E la vita

Ha ricominciato a correre.

61 – “21 marzo festa mondiale della poesia” di Loretta Citarei

Sempre

il poeta

tenga in mente

che scrivere la poesia

è come mettere

ali d’oro

ad una farfalla

che sa di vivere

un giorno solo,

ma a quel giorno

ella dona

tutta la luminosità

di cui è capace.

62 – “Dolce risveglio” di Gianni Berna

Era tanto che aspettavo

Per sussurrarti dolcemente:

BUONGIORNO AMORE !

Ed ora che sei qui

Sfioro i tuoi begli occhi

Col più tenero dei baci.

Tu mi guarderai

Inviandomi il calore

Ch’è racchiuso nel tuo cuore.

Allora io vedrò

Brillar le tue pupille,

E lentamente

Permettere a due lacrime

Di rigarti il viso.

Con queste labbra

Io le asciugherò,

Fino a veder spuntare

Dolce un tuo sorriso

Verso gli occhi miei.

Ed una volta ancora

Arriveranno al tuo sentir

In brusio leggero:

TI VOGLIO TANTO BENE

DOLCE AMORE MIO!

63 – “Attimi” di Bruno Di Cerbo

Rintocchi lenti, quasi offuscati

di antiche campane,

si accompagnano impercettibili

a raggi ormai cadenti d’un sole

in estenuanti battaglie,

con rabboccanti, irrequiete nubi d’Autunno.

Mattino silenzioso!

La nebbia sulla pianura avanza,

circonda le mura del cuore,

soffoca l’umano pianto

che s’adagia su monti intorno,

su leggiadri colli e misteriose valli,

da torrenti tortuosi e freddi solcate,

all’ombra di vecchi castagni

e di soavi carezze intrise di rugiada

n’è colma la brezza del mattino.

Il dolore trasuda, si stende ,

avvolge la riva,

il sole offuscato barcolla.

Ovunque il fumo dei camini salendo

imbratta il cielo,

la gente del borgo china il capo,

volti già vecchi e stanchi;

dilaga col vento di brezza il mio Io,

s’abbatte, s’infuria,

dal nulla venuto!

Pensieri fugaci mi sorpassano,

richiamando immagini a tratte sfumate

ma ancor vive nella mente mia;

un vento gelido smuove gli alberi

con un fremito tra le foglie d’Autunno

e nubi s’addensano grigie

come l’ora breve e misteriosa

che avvolge il crepuscolo.

Evapora poi d’un tratto

la tua ombra ingannevole,

trasformandosi nuovamente in nebbia

sempre più densa,

che appanna e scompiglia

la mia Esistenza.

64 – “Vorrei” di Luciano Manfredi

Vorrei che il cielo

fosse senza nuvole

indaco sempre

orizzonte di sogni

tessuto come tappeto pregiato.

Vorrei che la luna squarciasse

di luce

la notte,così come tu illumini

i miei occhi.

Vorrei stringere le tue mani

perdermi nel verde

Lago,

incorniciato

da orchidee bianche,

dietro il cristallo

fino al midollo.

Sembri dura,amore,

ma non lo sei.

Piuma

che fluttua e si libra

nel mio

pensiero

Soffice

ti adagi

e mi

carezzi

il cuore.

65 – “Come se”…  di Anna Maria Folchini Stabile

E facciamo finta di niente

Come se la bufera fosse passata

Come se tu non mi avessi parlato

Come se io non ti avessi parlato

Come se noi non sapessimo.

Andremo oltre questo cielo imbronciato.

Resteranno solo sfilacci di nuvole

E una piccola cicatrice nel cuore.

66 – “Shhh, silenzio” di Annamaria Vezio

Cosa vuoi che dica l’infinito

quando deve ingurgitare

l’attimo finito

Cosa vuoi che dicano parole

il cielo e le sue stelle

Son bocche lassù cucite

attaccate al manto nero

né tremolano né dicono

e più non san vibrare

Per pudore

ogni elemento tace

non osa risvegliar la mente

da sopita audacia,

da sofferta pace

Shhh, silenzio.

 

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)