Néorìa

La parola come inizio e fine di un concetto. 
Da amante d’un ermetismo letterario e poetico, indico nella singola parola il significato più intenso che ognuno di noi è capace di carpire. Una sola parola può esprimere un’esistenza sublime, aprendo un mondo poetico, dove la poesia ne diviene la cura, con la capacità delle parole stesse di sostituirsi al diniego del vivere quotidiano. La mia esistenza, vissuta, aggredita, bevuta, ha necessità di lavarsi nelle poche rime di una qualsiasi lirica composta: una ricerca, dopo lo spleen decadente e lo stesso ermetismo a volte troppo “circoscritto in terminologie non popolari”. Néorìa è la mia scommessa con il mondo, un ragionamento sull’esistenza analizzata da altri punti di vista, ma non per questo verità assoluta.
Cercare l’inizio o la fine del poeta è inutile.  
“Nel momento in cui si scrive, tutto è perduto” recita una mia lirica, nel senso che perduta la via del reale, ci si incammina nell’amato vago dell’animo. I sentimenti vengono spremuti da occhi, cuore, anima e la poesia diviene tormento della verità. Il poeta soffre nel descriversi, perso nel desiderio di raccontarsi fino alla fine. La poesia deve fa innamorare chi legge, deve far vivere anche l’oscurità del silenzio voluto o dovuto. Le parole vanno ricercate nel turpiloquio interiore del sapere, senza mai carpire l’esterno già vissuto o già descritto. Il poeta deve limare la propria angoscia di farsi leggere, tagliando come un sarto l’abito della cerimonia della lirica: Néorìa è la voglia di vestirsi da poeta, senza indossare nulla, è la ricerca spirituale ermetica – nichilista all’ombra di una sola parola. La ricerca dell’infinito, deve avvenire con la ricerca dell’esistenza di un Dio senza “religione – sociale ”, che nella natura, ha scritto per noi le più belle liriche senza usare parole.
Un ponte immaginario unisce la voglia di essere poeta e lettore. 
La bellezza di una poesia si misura nel frastuono che produce nell’animo, senza sconti, senza indugio o riflessioni: deve entrare, bruciare la ragione, invaghire le muse e sbattere le ali del divenire lettore, senza mai chiedere scusa. Poesia è la capacità di spalmare in una sola frase la propria esistenza, facendola divenire suono, musica, immagine all’occhio altrui.  Se riuscirò a raffigurarmi in un solo termine avrò compiuto il mio lavoro, nel frattempo raccolgo il respiro di chi, prima di me, ha cercato di ampliare le sue vedute semplicemente scrivendo. A Dio piacendo, continuo.
Tratto dal libro 310307 di Mario Di Nicola
© Lettere Animate – 2012
Questo testo è protetto da copyright 
Vietata la riproduzione anche parziale

2 commenti su “Néorìa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...