“Giornata Mondiale della Poesia” – 2015

“21 marzo 2015 – Giornata Mondiale della Poesia”

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“Le vostre poesie”

 

“Poesia” di Renato Fedi

 

Parole sparse

semi in cerca di zolle ad attecchire,

precise in riga a far sentinella al cuore,

vestite a festa con tele al color pastello.

 

Parole accese

che scagliano pietre contro i dannati,

figlie del tuono che percuote gli animi,

nate dal fuoco che brucia le emozioni.

 

Parole in rima

ad inchiostrare il mondo inanimato,

vele spiegate per conquistar la pace,

spese al mercato dell’indifferenza.

 

Semplici parole.

 

 

“Profumo di sera” di Francesca Montomoli

 

Tratteggi bianchi sul grigio infinito,

bava di lumaca che s’inargenta di luna

e presto si dissecca nel sole.

Così seguo la mia via con gli occhi bassi

attenti alla linea di mezzeria.

Col passo lento e svelto,

col fiato quieto e stanco,

secondo il giorno e il tempo

che se li porta via.

E nella chioma di rigogliosi rovi,

gelosi custodi di frutti e sogni,

brandelli restano di pelle e desideri.

Petali persi di ginestre e portulache,

pendule madonne fra cardi spinosi,

mi salutano lievi nel crepuscolo che avanza.

Profuma di sonno e polvere

quest’aria di carta ingiallita

fra le rughe delle mani

e le ginocchia inclini alla preghiera.

Profuma di sera.

 

 

“Due passi nel cuore” di  Lorenzo Pais

 

Le mani si intrecciano,

il desiderio ed il timore,

il cuore che vola

sulle tue labbra

nel primo bacio,

emozioni sognate

emozioni reali,

anni che passano

nonostante tutto

tutto conduce a te

oggi come ieri,

oggi come domani.

 

 

Laura Mucelli Klemm, Psyché, Francia alla poesia e all’umanità 2014

 

Non siamo eterni

viviamoci perenni

dilettandoci di luce

nello sfondo aureo

Bussa il sole

dividendo attimi

cosparge raggi

Mentre respiro la tua aura

tu sparpagli il mio sorriso

Sull’orlo degli eventi

ci diamo la mano

nella grazia intima

di un bene comune.

 

 

“Cara Amica” di Ada Crippa

 

Sapessi cara amica

come è bianca la luna

stasera

 

ma vuoto è il ponte illuminato

che scruto

nessuno che sventoli una bandiera

avanzare indomito.

 

Nei rifugi delle città morte

si sta scomodi

ognuno nel suo angolo

fa gomitate per allargarsi

carne che si gonfia sapessi

a dismisura di pretesto.

 

Fuori il silenzio

nevica bianco

e rosso il sangue

si raggruma nel gelo

dell’indifferenza

 

le nostre case – cara amica-

erano così piccole di mura

che abbiamo imparato

le ali

 

 

“L’anno che verrà” di Italo Zingoni

 

Da qui

 

Scrivo di ciò che non è

vado oltre il pentagramma

vivo come disperso

in un verso un po’ jazz

nella gamma infinita

di una scala appoggiata alle stelle

che una meta non ha

se non quella di salire nel nulla.

 

Da qui all’infinito

c’è spazio per ogni emozione

basta solo fare una scorta

di piccole cose di cocci di briciole

di ogni sorta di inutili scorie

di storie finite di foto ingiallite.

 

Portare altro non serve

il resto si può sempre trovare

l’importare è lasciare nel vuoto

quel senso di noia

che troppo spesso ci assale

e reinventarsi la vita

per quel tanto che vale.

 

Mi appello alla vostra bontà

-la comprensione non serve-

al giudizio severo di un mondo

dove soltanto i pazzi e i poeti

raccontano storie senza perché

e parlano e scrivono di ciò che non è.

 

 

“A nudo” di Marina de Sanctis

 

Corrode l’amore

quando la notte si desta

senza riguardo alcuno

a centellinare le virgole

e quei punti interrotti

di ogni riverbero di ieri

di ogni oggi e mai

o sempre

o quel dentro che non cheta

che non plaude all’imbelle sorriso

non elargito a forza

né strappato al pegno

ma vivo

nel pur dolente ricordo

dell’amore che desta

quando la notte non ha riguardo

mentre si stringe il tempo.

 

 

“Nel deserto” di Gianni Berna

Chi mai potrà immaginare

Che un giorno

Ho avuto anch’io voglia di piangere

Ne ho tanta ancora

Ma lacrime non scendono dai miei occhi

Arido deserto avanti a me

Vento che alza fitta sabbia

A coprir le mie arse carni

Ad offuscare il mio guardo stanco

Non vedo ombra d’essere vivente

Attraversarmi il passo

Nel nulla vago

Trascinando queste mie stanche membra

Nell’opprimente calura

Di sconfinata piana

Non grida o risa o pianti

Se non il sordo rumor del vento

Riempie il mio sentir

E quella sabbia che s’alza senza sosta

Ricoprirà il mio corpo

Mi nasconderà al mondo

Che ignoro

Se mai saprà

Che su di esso

Un tempo

Ho camminato anch’io

 

 

Poesia di Lidia Caporaletti (Penny Lane)

 

Il vento aveva il sapore dei suoi baci.

In esso si nascondeva

quell’indefinibile forza

nella quale ogni giorno

mi tuffavo come fosse

il mare più profondo.

Profonde erano le mie ferite.

Profondo era il mio orgoglio

e la voglia di risalire sempre.

Ad ogni costo.

Ad ogni vita.

Profondo era il senso

di quell’amore che solo noi

sapevamo di possedere.

 

 

“Non moriranno mai” di Dora Millaci

 

Speranze

che brillano alla luce del sole

e nelle notti di luna

speranze

che palpitano nei cuori

speranze

che vivono di ricordi

speranze

che colmano le vite

speranze

che bruciano d’amore

speranze

come rifugi in cui rintanarsi

speranze

che non moriranno mai

anche se le vedi

ancora lontane da te.

 

 

Poesia di Andrea Traversa

 

Ricaccio in gola la mia frustrazione

Senza la necessità di un commiato

Riformulo il concetto di emozione

Ripassando lieve sul terreno calpestato

 

La differenza è insita nelle tue inclinazioni

La differenza è figlia di padri e madri

Figli a loro volta di contraddizioni

Che hanno trasformato i derubati in ladri

 

Senza una lacrima a riempire il mare

Senza un cancello da scavalcare

Senza un diario già vecchio da buttare o da rifare

Tra frasi date per buone e bugie da rottamare.

 

 

“Una nuova stagione” di Valerio Achille Semenzin e Annalisa Palma

 

Lunghi erano i nostri capelli,

Ora meno… molto meno;

Alcuni si sono fermati,

Altri cresceranno ancora;

Immaginandoli sempre lunghi per tutti e due,

Li raccoglieremo in un’unica treccia,

Che ci farà sentire vicini,

Nei momenti in cui saremo lontani;

 

I capelli corti saranno simbolo del cambiamento,

Che una volta terminato, avrà fatto cambiare quel periodo;

E mentre al mio rientro e al tuo,

I capelli, avvolgendo le nostre menti suadenti,

Saranno lunghi e meravigliosi come il tempo.

 

Il tempo è tutto,

Il tempo è nulla;

E senza tempo,

Ti accorgi che non puoi amare,

Non puoi dormire,

Insomma non vivi,

Tutto finisce con il tempo;

Se non ce l’hai,

Allora vi è solo morte,

Silenzio, dolore e distruzione;

Ripenserai senza sosta a tante cose,

Forse con rammarico, chi lo può dire?

Ricominciamo a vivere, a sperare e amare,

 

La stagione del mai sta per iniziare,

Non è niente ma per noi è già qualche cosa;

Un’altra possibilità di provare ad amare e vincere i nostri egoismi;

Grazie di averci concesso un’altra possibilità;

Un’altra stagione della nostra vita.

 

 

Poesia  di Fabio De Cuia

 

Pioggia,

fenomenica ascesa

di rombi lucenti,

su ordine di sequenza attesa

scolpiti diamanti in libera resa,

sistema di algebrica nuvola

in forza al tempo,

perso

nel suo ricco evento compiuto,

il dono,

fra tuono e vento!

 

(tratta da “Fra Tuono e Vento”)

 

 

Poesia di Heros Magri

 

…ci sono momenti in cui

La malinconia di aver perso qualcuno

Pare alienarci da tutti e tutto

È solo un pensare senza pentimento

Non è umano buttare via ogni cosa

Di un rapporto concluso

Ogni sorriso,ogni lacrima

Hanno dato corpo e anima

Alla persona che sei ora

Alla persona che non merita

E non vuole star sola

 

…ogni tramonto di un sorriso

ogni lacrima asciugata

Ti ha reso finalmente pronta

Ad aspettare l ultimo capitolo

Del diario scritto dal tuo cuore

Quanto desideri finalmente scrivere

Quella frase?

E vissero ed invecchiarono assieme

Felici e contenti…

Leggera ti mordi le labbra

E sorridi… e attendi…

 

 

“Le stagioni dell’acqua” di Stefania Giallanella

 

Quando la goccia

dell’acqua sovrana

lascia lo scroscio

la roccia, la pioggia

timida e tumida

goccia di brina scivola, ride

si rotola e cade

anche nel fango non prova vergogna

d’essere lieve ristoro d’arsura

anche la grotta, la gola profonda

liete riecheggiano al canto di stilla

gemma purissima, diamante dell’aria

lenta discende sul candido campo

verno o primula o afa ristora

fino ad autunno perché scenda ancora

 

 

“Trasparenza dell’amore” di Manola Aramini

 

Ti ho trovato in luce di polvere,

tra mille persone.

 

Sembravi tu

con tutto il tuo enorme sole freddo.

 

Ho cominciato a correre

per raccogliere le tue mani bianche di gesso.

 

Poi mi sono accorta che era un inganno,

c’era solo un uomo che ti rassomigliava .

 

Allora ho sfiorato la trasparenza dell’amore

e i tuoi occhi glaciali

che si scaldano su di me.

 

 

“Io ti ho dato un bacio” di Nicolò Castelli

 

Ho toccato le tue labbra al buio, come un cieco le ho sfiorate,

Il mio é un desiderio grande

di te, sogno la tua dimora

e io a te vicino. Ti penso

e nella realtà sei un’ombra

che aleggia imperitura

nella mia anima, non sei solo

una parola ma concreta beltà nella mia anima

che dolcemente accarezza il mio pensiero.

Cado e volo nel silenzio,

non voglio perderti,

il dolore mio, con te, sparisce,

cerco il sentiero che a te mi conduce.

E penso.. sono solo amore puro che per te provo.

 

 

“Nel mio orto amoroso ti accolsi” di Silvana Poccioni

 

Nel mio orto amoroso ti accolsi

fiore cresciuto in un recinto disabitato

e i tuoi occhi erano stelle in una notte di novilunio

distese su una muraglia di ombre.

 

Il temporale sferzava la mia casa

ma ti accolsi col cuore gonfio di speranza

come un campo di frumento

con gli steli piegati dalla pioggia

attende il sole a ripararli.

 

Non fu lunga l‘attesa

perché la tua luce sfuggisse alle reti del buio

e d’un baleno svanisse l’infanzia di nebbia

con lo stupito fragore del mare sul faro.

 

Ora hai la forza di una giovane spiga

l’irrefrenabile ebbrezza di un’onda

vento fresco che frusta la mia schiena e mi ridesta

affinché io baci mai sazio le tue labbra

tu la mia bocca

e alto risuoni il mio allegro canto di uomo.

 

 

Alta marea (a te, mare profondo) di Izabella Teresa Kostka

 

Lo senti,

quel sussurrare soave del mare ?

 

Nelle baie di Portofino

le onde giocano coi venti.

 

Tra i nidi delle cicale,

le fragranze del pino,

le gocce di memoria

adagiano impolverate.

Il tempo intrappolato

nei granelli di sabbia,

gli albatri viaggiatori

rubano con disinvoltura,

tra le piume provate

delle loro ferite ali,

ogni minuscolo ricordo

proteggono pensierosi.

Galleggiano silenti

malinconici sguardi,

dalla brezza marina

soavemente baciati,

le sagome dimenticate

nell’immensità dei secoli,

intravedono commossi

nel presente sospesi.

 

Lo ascolti,

quel tumulto nel grembo marino crescente?

 

Nell’unisono eterno coi nostri pensieri

viviamo uniti al canto divino.

Sommersi dal passare degli ultimi anni

nell’alta marea degli umani tormenti.

 

Te lo ricordi,

quell’attimo eterno nello scorrere del mare?

 

(tratta da “Caleidoscopio” 2015)

 

 

“Immensa” di Anna Bonarrigo

 

E sei immensa,

immensa poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

 

 

Poesia di Fabio De Cuia

 

Si raggiunge facilmente da qui

il mare ,

con te,

terra di sole che naviga a vela al centro del porto,

tempo d’attesa che scruta silente l’arrivo del volto,

cuore di petto che schiude la vita al tocco del volo

lunghe le mani a graffiare il mondo di bozza al molo,

e si riparte così ….

tra le mani il colore del vento

tra le dita l’ineludibile sapore del canto,

dall’incredulo onore di un battito

alla speranza che rende

visibile l’attimo,

quella che di certezza conduce

ad un fiore in ombra,

ad uno stelo in luce.

D’assopita mente è l’ amata via ,

in orizzonte fiera ne

curva la vita ,

su linea smarrita

ne dona la scia

riposa in te donna amica

l’ anima rapita,

stupita amata cercata,

nel corpo feudo del vicino ascolto

rubato dal sole del suo splendido raccolto,

vive di voce in noi che doniamo al vertice ego

speranza di vita in lettura d’ eco.

Cuori cerchiati in angoli nudi per le

giocose vie di giorni maturi,

silenziose ancore di sepolti abissi

in regnanti onde di cirri eclissi .

Agio di vissuta cattura in noi

le stelle,

che dalle mani ne spolveriamo il cielo,

non amiamo per quello

che concreto rende

la sua spirale nascita,

porgiamo al suo umile condottiero

la parte più vera

di un insolito sognato

eterno

smarrito sentiero.

 

 

“Un’altra me” di Lucia D’Alessandro

 

Un’altra me, sta sullo sfondo paziente

tesse poesie nell’ombra e nutre sogni

Con briciole di oro fine strofina il piombo

con briciole di vendetta onora vecchi conti

Inutile a se stessa, gradino pericolante

quando rigetta la pazienza, i versi, i dogmi

Scorrono lente, palindrome notti bianche

Con l’impeto dei fujenti schiumando il morso

letargiche ribellioni liberando

cieli morti, uccelli implumi, viaggi interrotti

Silenziose nidiate covate nella mente

del cuore frammenti.

 

 

“Muri” di Dora Millaci

 

Diversità nelle menti degli uomini

eppur tutti pensano.

 

Diversità di linguaggio

eppur tutti parlano.

 

Diversità nella fede

eppur tutti credono.

 

Perché dunque si creano fazioni?

Perché s’innalzano muri?

Perché si fanno differenze?

Non siamo forse tutti esseri umani?

 

Tutti amiamo,

sogniamo,

desideriamo.

Se siamo dunque uguali

perché far divisioni.

 

Guardiamo nell’animo

e scopriremo così

la nostra uguaglianza.

Ascoltiamo il cuore

e sentiremo un battito d’amore.

 

Non esistono muri

che non si possano abbattere.

Il vero muro

molte volte

è dentro di noi.

 

(tratta da “Attimi d’eternità)Attimi d’eternità

 

 

“E’ un dio, non è nato” di Stefania Giallanella

 

Osservo ogni passo

Dell’uomo sulla Terra

Il piede vacillante che segue suo padre

Quello fiero del soldato che serve una Patria

Ma illuso va a morire in un deserto

E si sente al sicuro nel suo blindato

A distribuire caramelle o bombe, non fa differenza!

Mascherato come i carri del più bel Carnevale

Acclamato da quei popoli perduti e anch’essi illusi

Tutti a bere la coppa piena di un paradiso di ceneri

 

Amo ogni solco

Scavato anche a forza di protervia

Con convinzione di cervice insonne

Che all’alba figlierà, felice

Il frutto coltivato per un’intera notte

Sarà la notte alta che guarda dritta alla paura

Sarà l’alba per quell’uomo che altri credevano larva perenne

Che tutto ammantato di oro e di gemme

Ora dorme pacifico nel letto d’un fiume celeste

E non mangia e non beve dalla terra mortale

 

E’ un dio, non è nato

 

 

“In-creazione” di Stefania Giallanella

 

Dal cosmo

 

si trasse una costola

 

ch’a Dio piacque

 

d’una natura due

 

 

“P O E S I A” di Antonio Miola

 

P orti

 

O vunque

 

E mozioni ,

 

S ogni ,

 

I nfinite

 

A rmonie !

 

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)