“Giornata Mondiale della Poesia” – 2015

“21 marzo 2015 – Giornata Mondiale della Poesia”

 Evento Facebook

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“Le vostre poesie”

 

“Poesia” di Renato Fedi

 

Parole sparse

semi in cerca di zolle ad attecchire,

precise in riga a far sentinella al cuore,

vestite a festa con tele al color pastello.

 

Parole accese

che scagliano pietre contro i dannati,

figlie del tuono che percuote gli animi,

nate dal fuoco che brucia le emozioni.

 

Parole in rima

ad inchiostrare il mondo inanimato,

vele spiegate per conquistar la pace,

spese al mercato dell’indifferenza.

 

Semplici parole.

 

 

“Profumo di sera” di Francesca Montomoli

 

Tratteggi bianchi sul grigio infinito,

bava di lumaca che s’inargenta di luna

e presto si dissecca nel sole.

Così seguo la mia via con gli occhi bassi

attenti alla linea di mezzeria.

Col passo lento e svelto,

col fiato quieto e stanco,

secondo il giorno e il tempo

che se li porta via.

E nella chioma di rigogliosi rovi,

gelosi custodi di frutti e sogni,

brandelli restano di pelle e desideri.

Petali persi di ginestre e portulache,

pendule madonne fra cardi spinosi,

mi salutano lievi nel crepuscolo che avanza.

Profuma di sonno e polvere

quest’aria di carta ingiallita

fra le rughe delle mani

e le ginocchia inclini alla preghiera.

Profuma di sera.

 

 

“Due passi nel cuore” di  Lorenzo Pais

 

Le mani si intrecciano,

il desiderio ed il timore,

il cuore che vola

sulle tue labbra

nel primo bacio,

emozioni sognate

emozioni reali,

anni che passano

nonostante tutto

tutto conduce a te

oggi come ieri,

oggi come domani.

 

 

Laura Mucelli Klemm, Psyché, Francia alla poesia e all’umanità 2014

 

Non siamo eterni

viviamoci perenni

dilettandoci di luce

nello sfondo aureo

Bussa il sole

dividendo attimi

cosparge raggi

Mentre respiro la tua aura

tu sparpagli il mio sorriso

Sull’orlo degli eventi

ci diamo la mano

nella grazia intima

di un bene comune.

 

 

“Cara Amica” di Ada Crippa

 

Sapessi cara amica

come è bianca la luna

stasera

 

ma vuoto è il ponte illuminato

che scruto

nessuno che sventoli una bandiera

avanzare indomito.

 

Nei rifugi delle città morte

si sta scomodi

ognuno nel suo angolo

fa gomitate per allargarsi

carne che si gonfia sapessi

a dismisura di pretesto.

 

Fuori il silenzio

nevica bianco

e rosso il sangue

si raggruma nel gelo

dell’indifferenza

 

le nostre case – cara amica-

erano così piccole di mura

che abbiamo imparato

le ali

 

 

“L’anno che verrà” di Italo Zingoni

 

Da qui

 

Scrivo di ciò che non è

vado oltre il pentagramma

vivo come disperso

in un verso un po’ jazz

nella gamma infinita

di una scala appoggiata alle stelle

che una meta non ha

se non quella di salire nel nulla.

 

Da qui all’infinito

c’è spazio per ogni emozione

basta solo fare una scorta

di piccole cose di cocci di briciole

di ogni sorta di inutili scorie

di storie finite di foto ingiallite.

 

Portare altro non serve

il resto si può sempre trovare

l’importare è lasciare nel vuoto

quel senso di noia

che troppo spesso ci assale

e reinventarsi la vita

per quel tanto che vale.

 

Mi appello alla vostra bontà

-la comprensione non serve-

al giudizio severo di un mondo

dove soltanto i pazzi e i poeti

raccontano storie senza perché

e parlano e scrivono di ciò che non è.

 

 

“A nudo” di Marina de Sanctis

 

Corrode l’amore

quando la notte si desta

senza riguardo alcuno

a centellinare le virgole

e quei punti interrotti

di ogni riverbero di ieri

di ogni oggi e mai

o sempre

o quel dentro che non cheta

che non plaude all’imbelle sorriso

non elargito a forza

né strappato al pegno

ma vivo

nel pur dolente ricordo

dell’amore che desta

quando la notte non ha riguardo

mentre si stringe il tempo.

 

 

“Nel deserto” di Gianni Berna

Chi mai potrà immaginare

Che un giorno

Ho avuto anch’io voglia di piangere

Ne ho tanta ancora

Ma lacrime non scendono dai miei occhi

Arido deserto avanti a me

Vento che alza fitta sabbia

A coprir le mie arse carni

Ad offuscare il mio guardo stanco

Non vedo ombra d’essere vivente

Attraversarmi il passo

Nel nulla vago

Trascinando queste mie stanche membra

Nell’opprimente calura

Di sconfinata piana

Non grida o risa o pianti

Se non il sordo rumor del vento

Riempie il mio sentir

E quella sabbia che s’alza senza sosta

Ricoprirà il mio corpo

Mi nasconderà al mondo

Che ignoro

Se mai saprà

Che su di esso

Un tempo

Ho camminato anch’io

 

 

Poesia di Lidia Caporaletti (Penny Lane)

 

Il vento aveva il sapore dei suoi baci.

In esso si nascondeva

quell’indefinibile forza

nella quale ogni giorno

mi tuffavo come fosse

il mare più profondo.

Profonde erano le mie ferite.

Profondo era il mio orgoglio

e la voglia di risalire sempre.

Ad ogni costo.

Ad ogni vita.

Profondo era il senso

di quell’amore che solo noi

sapevamo di possedere.

 

 

“Non moriranno mai” di Dora Millaci

 

Speranze

che brillano alla luce del sole

e nelle notti di luna

speranze

che palpitano nei cuori

speranze

che vivono di ricordi

speranze

che colmano le vite

speranze

che bruciano d’amore

speranze

come rifugi in cui rintanarsi

speranze

che non moriranno mai

anche se le vedi

ancora lontane da te.

 

 

Poesia di Andrea Traversa

 

Ricaccio in gola la mia frustrazione

Senza la necessità di un commiato

Riformulo il concetto di emozione

Ripassando lieve sul terreno calpestato

 

La differenza è insita nelle tue inclinazioni

La differenza è figlia di padri e madri

Figli a loro volta di contraddizioni

Che hanno trasformato i derubati in ladri

 

Senza una lacrima a riempire il mare

Senza un cancello da scavalcare

Senza un diario già vecchio da buttare o da rifare

Tra frasi date per buone e bugie da rottamare.

 

 

“Una nuova stagione” di Valerio Achille Semenzin e Annalisa Palma

 

Lunghi erano i nostri capelli,

Ora meno… molto meno;

Alcuni si sono fermati,

Altri cresceranno ancora;

Immaginandoli sempre lunghi per tutti e due,

Li raccoglieremo in un’unica treccia,

Che ci farà sentire vicini,

Nei momenti in cui saremo lontani;

 

I capelli corti saranno simbolo del cambiamento,

Che una volta terminato, avrà fatto cambiare quel periodo;

E mentre al mio rientro e al tuo,

I capelli, avvolgendo le nostre menti suadenti,

Saranno lunghi e meravigliosi come il tempo.

 

Il tempo è tutto,

Il tempo è nulla;

E senza tempo,

Ti accorgi che non puoi amare,

Non puoi dormire,

Insomma non vivi,

Tutto finisce con il tempo;

Se non ce l’hai,

Allora vi è solo morte,

Silenzio, dolore e distruzione;

Ripenserai senza sosta a tante cose,

Forse con rammarico, chi lo può dire?

Ricominciamo a vivere, a sperare e amare,

 

La stagione del mai sta per iniziare,

Non è niente ma per noi è già qualche cosa;

Un’altra possibilità di provare ad amare e vincere i nostri egoismi;

Grazie di averci concesso un’altra possibilità;

Un’altra stagione della nostra vita.

 

 

Poesia  di Fabio De Cuia

 

Pioggia,

fenomenica ascesa

di rombi lucenti,

su ordine di sequenza attesa

scolpiti diamanti in libera resa,

sistema di algebrica nuvola

in forza al tempo,

perso

nel suo ricco evento compiuto,

il dono,

fra tuono e vento!

 

(tratta da “Fra Tuono e Vento”)

 

 

Poesia di Heros Magri

 

…ci sono momenti in cui

La malinconia di aver perso qualcuno

Pare alienarci da tutti e tutto

È solo un pensare senza pentimento

Non è umano buttare via ogni cosa

Di un rapporto concluso

Ogni sorriso,ogni lacrima

Hanno dato corpo e anima

Alla persona che sei ora

Alla persona che non merita

E non vuole star sola

 

…ogni tramonto di un sorriso

ogni lacrima asciugata

Ti ha reso finalmente pronta

Ad aspettare l ultimo capitolo

Del diario scritto dal tuo cuore

Quanto desideri finalmente scrivere

Quella frase?

E vissero ed invecchiarono assieme

Felici e contenti…

Leggera ti mordi le labbra

E sorridi… e attendi…

 

 

“Le stagioni dell’acqua” di Stefania Giallanella

 

Quando la goccia

dell’acqua sovrana

lascia lo scroscio

la roccia, la pioggia

timida e tumida

goccia di brina scivola, ride

si rotola e cade

anche nel fango non prova vergogna

d’essere lieve ristoro d’arsura

anche la grotta, la gola profonda

liete riecheggiano al canto di stilla

gemma purissima, diamante dell’aria

lenta discende sul candido campo

verno o primula o afa ristora

fino ad autunno perché scenda ancora

 

 

“Trasparenza dell’amore” di Manola Aramini

 

Ti ho trovato in luce di polvere,

tra mille persone.

 

Sembravi tu

con tutto il tuo enorme sole freddo.

 

Ho cominciato a correre

per raccogliere le tue mani bianche di gesso.

 

Poi mi sono accorta che era un inganno,

c’era solo un uomo che ti rassomigliava .

 

Allora ho sfiorato la trasparenza dell’amore

e i tuoi occhi glaciali

che si scaldano su di me.

 

 

“Io ti ho dato un bacio” di Nicolò Castelli

 

Ho toccato le tue labbra al buio, come un cieco le ho sfiorate,

Il mio é un desiderio grande

di te, sogno la tua dimora

e io a te vicino. Ti penso

e nella realtà sei un’ombra

che aleggia imperitura

nella mia anima, non sei solo

una parola ma concreta beltà nella mia anima

che dolcemente accarezza il mio pensiero.

Cado e volo nel silenzio,

non voglio perderti,

il dolore mio, con te, sparisce,

cerco il sentiero che a te mi conduce.

E penso.. sono solo amore puro che per te provo.

 

 

“Nel mio orto amoroso ti accolsi” di Silvana Poccioni

 

Nel mio orto amoroso ti accolsi

fiore cresciuto in un recinto disabitato

e i tuoi occhi erano stelle in una notte di novilunio

distese su una muraglia di ombre.

 

Il temporale sferzava la mia casa

ma ti accolsi col cuore gonfio di speranza

come un campo di frumento

con gli steli piegati dalla pioggia

attende il sole a ripararli.

 

Non fu lunga l‘attesa

perché la tua luce sfuggisse alle reti del buio

e d’un baleno svanisse l’infanzia di nebbia

con lo stupito fragore del mare sul faro.

 

Ora hai la forza di una giovane spiga

l’irrefrenabile ebbrezza di un’onda

vento fresco che frusta la mia schiena e mi ridesta

affinché io baci mai sazio le tue labbra

tu la mia bocca

e alto risuoni il mio allegro canto di uomo.

 

 

Alta marea (a te, mare profondo) di Izabella Teresa Kostka

 

Lo senti,

quel sussurrare soave del mare ?

 

Nelle baie di Portofino

le onde giocano coi venti.

 

Tra i nidi delle cicale,

le fragranze del pino,

le gocce di memoria

adagiano impolverate.

Il tempo intrappolato

nei granelli di sabbia,

gli albatri viaggiatori

rubano con disinvoltura,

tra le piume provate

delle loro ferite ali,

ogni minuscolo ricordo

proteggono pensierosi.

Galleggiano silenti

malinconici sguardi,

dalla brezza marina

soavemente baciati,

le sagome dimenticate

nell’immensità dei secoli,

intravedono commossi

nel presente sospesi.

 

Lo ascolti,

quel tumulto nel grembo marino crescente?

 

Nell’unisono eterno coi nostri pensieri

viviamo uniti al canto divino.

Sommersi dal passare degli ultimi anni

nell’alta marea degli umani tormenti.

 

Te lo ricordi,

quell’attimo eterno nello scorrere del mare?

 

(tratta da “Caleidoscopio” 2015)

 

 

“Immensa” di Anna Bonarrigo

 

E sei immensa,

immensa poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

 

 

Poesia di Fabio De Cuia

 

Si raggiunge facilmente da qui

il mare ,

con te,

terra di sole che naviga a vela al centro del porto,

tempo d’attesa che scruta silente l’arrivo del volto,

cuore di petto che schiude la vita al tocco del volo

lunghe le mani a graffiare il mondo di bozza al molo,

e si riparte così ….

tra le mani il colore del vento

tra le dita l’ineludibile sapore del canto,

dall’incredulo onore di un battito

alla speranza che rende

visibile l’attimo,

quella che di certezza conduce

ad un fiore in ombra,

ad uno stelo in luce.

D’assopita mente è l’ amata via ,

in orizzonte fiera ne

curva la vita ,

su linea smarrita

ne dona la scia

riposa in te donna amica

l’ anima rapita,

stupita amata cercata,

nel corpo feudo del vicino ascolto

rubato dal sole del suo splendido raccolto,

vive di voce in noi che doniamo al vertice ego

speranza di vita in lettura d’ eco.

Cuori cerchiati in angoli nudi per le

giocose vie di giorni maturi,

silenziose ancore di sepolti abissi

in regnanti onde di cirri eclissi .

Agio di vissuta cattura in noi

le stelle,

che dalle mani ne spolveriamo il cielo,

non amiamo per quello

che concreto rende

la sua spirale nascita,

porgiamo al suo umile condottiero

la parte più vera

di un insolito sognato

eterno

smarrito sentiero.

 

 

“Un’altra me” di Lucia D’Alessandro

 

Un’altra me, sta sullo sfondo paziente

tesse poesie nell’ombra e nutre sogni

Con briciole di oro fine strofina il piombo

con briciole di vendetta onora vecchi conti

Inutile a se stessa, gradino pericolante

quando rigetta la pazienza, i versi, i dogmi

Scorrono lente, palindrome notti bianche

Con l’impeto dei fujenti schiumando il morso

letargiche ribellioni liberando

cieli morti, uccelli implumi, viaggi interrotti

Silenziose nidiate covate nella mente

del cuore frammenti.

 

 

“Muri” di Dora Millaci

 

Diversità nelle menti degli uomini

eppur tutti pensano.

 

Diversità di linguaggio

eppur tutti parlano.

 

Diversità nella fede

eppur tutti credono.

 

Perché dunque si creano fazioni?

Perché s’innalzano muri?

Perché si fanno differenze?

Non siamo forse tutti esseri umani?

 

Tutti amiamo,

sogniamo,

desideriamo.

Se siamo dunque uguali

perché far divisioni.

 

Guardiamo nell’animo

e scopriremo così

la nostra uguaglianza.

Ascoltiamo il cuore

e sentiremo un battito d’amore.

 

Non esistono muri

che non si possano abbattere.

Il vero muro

molte volte

è dentro di noi.

 

(tratta da “Attimi d’eternità)Attimi d’eternità

 

 

“E’ un dio, non è nato” di Stefania Giallanella

 

Osservo ogni passo

Dell’uomo sulla Terra

Il piede vacillante che segue suo padre

Quello fiero del soldato che serve una Patria

Ma illuso va a morire in un deserto

E si sente al sicuro nel suo blindato

A distribuire caramelle o bombe, non fa differenza!

Mascherato come i carri del più bel Carnevale

Acclamato da quei popoli perduti e anch’essi illusi

Tutti a bere la coppa piena di un paradiso di ceneri

 

Amo ogni solco

Scavato anche a forza di protervia

Con convinzione di cervice insonne

Che all’alba figlierà, felice

Il frutto coltivato per un’intera notte

Sarà la notte alta che guarda dritta alla paura

Sarà l’alba per quell’uomo che altri credevano larva perenne

Che tutto ammantato di oro e di gemme

Ora dorme pacifico nel letto d’un fiume celeste

E non mangia e non beve dalla terra mortale

 

E’ un dio, non è nato

 

 

“In-creazione” di Stefania Giallanella

 

Dal cosmo

 

si trasse una costola

 

ch’a Dio piacque

 

d’una natura due

 

 

“P O E S I A” di Antonio Miola

 

P orti

 

O vunque

 

E mozioni ,

 

S ogni ,

 

I nfinite

 

A rmonie !

 

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)

“Giornata Mondiale della Poesia” – 2014

“21 marzo 2014Giornata Mondiale della Poesia”

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“Le vostre poesie”

 1 – “Autunnale” di Renato Fedi

Se questo mondo

poi scendesse a precipizio

senza una cinta a tenerne i resti

il verso delle pieghe avrebbe un senso.

Fossero ripiegati

tutti i pensieri in massa

con una ciotola a farne ripostiglio

un solo uomo potrebbe averne il conto.

Ma qui si prende

e non si da più indietro

quasi che il piede si posi rigirato

e nel camminare proceda claudicando.

Non ho la stoffa

per cucire una mantella

e resto nudo a vorticar nel vento

come una foglia raggiunta dall’autunno.

2 – “La mia vita” di Luciano Manfredi

Tra rumori metallici

lo stridio  di macchine in funzione

ho sospeso fino a ieri

la mia vita.

Vapori

di oli nebulizzati

ungono la mia pelle

e salgono

attraverso la bocca

dei grandi aspiratori

verso le stelle.

Stamani hanno chiuso

per sempre i cancelli

e noi affidiamo

il nostro malumore

alle bandiere di ogni colore

che gridano al vento

tutto il nostro dolore.

Una piazza gremita di gente,

in mezzo un obelisco

con quattro leoni in marmo,

piena di colori

ricamata d’aranci

e di colombi

che sciamano indisturbati

in mezzo a quei rumori.

La scia di un aereo colora

di bianco il mio pensiero:

tutta la mia vita

è appesa a un filo

e mi sto arrampicando

verso il cielo.

Ma è lei

che si prende cura di me

quando ho scrosci di pioggia

nel cuore, quando

l’intreccio è arduo

e la vita è sospesa

a troppi perché.

Eppure so

che il nostro amore trionferà

perché la vita non è sempre

gioia, ma la complicità

anche nel dolore

ci saprà accompagnare.

3 – “Mancanze” di Biancamaria Muscherà

Trasportata

nel deserto dei sogni,

giaccio inerme

in un passato ormai trascorso,

avvolto

nel mistero

di sorrisi strappati.

Vana

l’attesa si tuffa

in un grigio mattino

tra gente che vive e che soffre.

Risalgono

calde le lacrime

fino a perdersi nell’ombra

di cose e di emozioni

di attimi non vissuti

di un cuore che

richiama

il suo ricordo.

4 – “Immagini” di Fabio Gagliardi

Pensieri

si muovono all’unisono

come note su pentagramma

compongono armonia d’intenti

veloci

inondano la mente

di chi vuol donare nuovo vigore

nel suo fare attento

a creare amore

5 – “Doman(darsi)” di Sabrina Longari

Chiedo

favori al destino

L’ultima sentenza

di una pace infranta

Chi sono io?

Cosa mi logora?

L’urlo del corpo

in castighi d’acqua

E le ginocchia

a tenermi intera

Particella di pensiero

in quel mare

che m’assorbe

viva presenza

6 – “Preghiera” di Donata Porcu

Liberami

da questo corpo fragile

che pur anela

a vivere per sempre

Liberami

dagli oscuri labirinti

in cui il mio essere

si perde.

Come ali

distese nel vento

l’anima gode

la frescura del giorno

Dammi campi assolati

in cui correre felice

e risate di bimbi

che siano musica ai giorni.

 7 – “Anche tu” di Gianni Berna

Anche tu

Piccola farfalla

Sei volata via

Portando insieme a te

Quel ch’era

L’ultimo mio sogno

Lontano è il tempo

In cui leggera l’aria tu muovevi

Con voli articolati

Davanti a questi occhi increduli

E l’ali tue di colori a mille

A me donavan dolce parvenza

Di leggerezza d’animo

Che solo amor sa dare

A chi in amor inerte cade

Ignorando che caduco è il bello

E che ogni cosa il tempo muta

Neanche amor

Che divino sentimento appare

Ed immortale

A tal destino sfugge

E come te

Farfalla

S’invola via

Ed ecco allor

Che il ciel s’oscura

S’inturgida la mente

Lasciando steso a terra

Un vegetal fra vegetali

Nell’infinita attesa

Di vedersi trasformar

Se questo mai vedrà

In quelle dure e fredde pietre

Che intorno ad esso

Immobili si giacciono.

8 – “Perché mi destasti dal sonno? ” di Marianna Libero

Stanca ma felice sprofondai in un sonno profondo

Mille pensieri ed idee si tramutavano in sogni…

Colori, fiori, mille immagini facevano da sfondo

Volti sorridenti e paesaggi infiniti, ma duran secondi…

Un rosso mi appare, colore di rabbia, forse d’ardore…

Provata è l’anima, immenso il dolore…

Una telefonata, tu al di là della cornetta, l’Amore…

Perchè mi destasti dal sonno? dal sogno? perchè uccidesti il mio cuore?

Ricordi passati sconvolgono i miei pensieri

Nei momenti bui ti cercai… e tanto… dov’eri?

9 – “Albatros” di Bruno Di Cerbo

Cerchi zampilli

di acqua sorgiva

camminando nel vento

affollato d’antichi ricordi

sdraiati sull’erba

bagnata dalla prima rugiada.

Riscoprire la propria immagine,

conservare l’odore del tempo,

la voce di anni lontani,

le pietre erose dal vento,

il rimpianto

di non aver mai dato abbastanza.

Lieve passare

dell’albatros sul mare,

con un richiamo di lontananze,

sulle labbra il salmastro,

cuore gonfio di profondità.

10 – “Bugie” di Rosa d’Onofrio

LE TUE NON SONO CANDELIERI

CON MANICO E BOCCIOLO,

O LA CITTA’ DELL’ALGERIA

O LA MACCHIOLINA BIANCA SULL’UNGHIA

O IL DOLCE DI CARNEVALE…

LE TUE SONO PAROLE DETTE PER INGANNARE….

CHE SENSO HA RACCONTARE BUGIE:

HAI BISOGNO DI COERENZA,

DI CONSAPEVOLEZZA DELLA VITA?

NON CREDO…

TUTTA LA VITA E’ UN GIOCO INTERATTIVO CONTINUO

TRA NOI ED IL RESTO DEL MONDO…

MA NON TRA ME E TE… NON VALE!

CONOSCERE E CONOSCERSI, RICORDATI,

E’ POSSEDERE UNA STORIA DA RACCONTARE,

UNA STORIA CHE PARLA SOLO DI ME E DI TE.

11 – “Stella” di Antonia Anna Pinna

Se potessi ritrovare

la strada che porta

alla mia stella.

Forse t’incontrerei di nuovo

e ti direi che mi dispiace

d’essermi persa.

La riaccenderei e ti canterei

i miei silenzi e ballerei

i miei dolori.

Ti guarderei come se fossi

ancora tu

e io fossi ancora io.

12 – Poesia di Rosanna Spezzati

Verso imprevisto alfin

ti leggi

agrume sempreverde

assenza e lontananza

desiderata amata

In altri occhi

il verde del tuo mare

sorprende

Oracolo muto del rifiuto

sei tempio e sfinge

divieto e illusione

e sete ad altri

di essere baciata

in ogni spazio

concesso all’universo

Epica immota

oltre ogni tempo

in cima a un

desiderio assisa

cibo di sé

divora e brucia

poi posa e placa

l’unico istante

in dono alla pupilla

13 – “Il tuo corpo” di Ada Crippa

Il tuo corpo pestato

il tuo corpo vissuto

guardato

bagnato

sudato

sofferto

ogni giorno

il tuo corpo

il vento ritorna a soffiare

il tuo corpo pestato

mani a fermare ira

il sole scioglie l’affanno

e poi l’asciuga

la notte si ritrae i piedi

il mondo non ha occhi

oh, ma dove sono rotolati gli occhi

A una Donna

Quella tua fame di vita

le dita premute

sul ventre

l’urlo delle distanze

stanze in attesa perenne

squallide vicinanze

straziano

il colmo d’amore

un cono di oltre luce

la tua voce.

(A Claudia Ruggeri)

14 –  “Poesia” di Cristiano Maiorino

quando ami qualcuno,

fallo ad occhi chiusi

e spegnendo la luce fuori

non occorrono fari

né occhiali

‘leggi’ il suo tocco

ascolta la sua voce

è un sentire diverso

un profumo come d’un fiore

uno sbocciar come di primavera

un viver come di fanciullezza

15 – “California White” di Davide R. Colacrai

Siamo farfalle che si rincorrono per l’aria leggera,

all’ombra di steli su cui riposano i sogni,

tra tonde ciliegie di sangue,

sotto il lenzuolo sgualcito del cielo,

inseguendo l’eco del primo bacio che la terra da

ai suoi figli;

al dondolare celeste del vento,

per le pieghe morbide del grano

prima che sia pane,

lungo le efelidi di un ricordo,

al frinire di un canto al presente,

sotto l’incontro fortuito di nuvole

dietro cui ozia la luna;

in un meriggio sincero come la voce del cuore,

rorido di speranze e di attesa,

che rende più dolce la calda quiete.

16 –  “Poesia” di Antonella Sturiale

Cos’è…

chi è il poeta che d’amore parla

in mezzo alla gente che d’amore sogna.

Io… poeta del mio pianto

che lento scorre al mistero della vita.

Tu…amore, mio amore che della

luce spende i bagliori più intensi,

che del cuore consuma i suoi palpiti eterni.

Le valigie dell’anima pronte,

come di partenza composte,

e le mani chiuse ai dolori

e di occhi profondi

e di pace

di mare

di oceani immensi battenti agli scogli.

E di…gioie

e ricordi che rifugiano al riso

come nascondino alla morte.

Io poeta… che mi servo di te

per scrivere le memorie,

i ricordi per dettare i miei versi

alla magia di un sogno.

Parlami al cuore

come hai sempre parlato,

con la dolcezza di parole

che d’eccesso paion finte

e nella crudeltà si compongono

come frasi sgrammaticate,

come sensazioni nel senso del Mondo.

Tu …amore che d’amore ti nutri

e vivi

e senti

e gioisci

e svinisci

e crolli

in un letto fluttuante

di foglie di verde infinito.

Tu muto che mi guardi ammirato,

muto e pacato

innamorato,

muto e pacato

nella profondità di uno sguardo.

E poi…

muto e riservato

innamorato.

Ed io…

muta e commossa

perduta nella tua anima immortale.

Muta e sperduta

nell’intimo di te.

17 – “Sogno a colori” di Giuseppe Bellanova

Sei sogno a colori,

farfalla sbagliata,

non voli su fiori

ma sulla mia anima malata

ti scaccio con forza

ma tu insistente

perfori la mia scorza

e raggiungi la mia mente.

e li ti annidi, prendendo il potere

per diventar presto padrona del campo

scacciando i pensieri ed ogni altro sapere,

son schiavo d’amore, ormai senza scampo.

18 – “Sposo la Poesia” di Elena Leica

Nell’incompiuto di un verso scrivo il mio silenzio

che più delle parole ha voce

e l’euforia di una frase attesa amplifica i sensi

quando seguo i palpiti del vissuto.

Dico il credo di un albero occhi negli occhi dell’io

trucco lo sguardo con i colori dei fiori

e col linguaggio dei sogni ricamo di stelle l’inconscio.

Mi libero dall’intimo pudore e confesso al cielo l’anima

nella fedeltà delle sensazioni.

Compio sulle labbra il verso di me stessa

e quando le parole creano l’abito al cuore

firmo il testamento dell’eterna voce custodita dagli angeli

in un silenzio da raccontare.

Con il candido Si del sempre

incido il mio essere nell’inchiostro dell’oggi

e con le fedi del domani, alle nozze del mio tempo

sposo la Poesia.

19 – “Carezze nell’ombra” di Dulcinea Annamaria Pecoraro

Carezze nell’ombra

di mani sudate posate su fragili corpi.

Fiati sprecati,

atti a strozzare i sogni.

Rubate sono le fantasie

mescolate a pazze menti,

miscelate a rivoli di sangue e lacrime.

Il perdono diventa difficile grazia,

l’orrore diventa coperta macchiata.

La volontà una riscossa

o promessa di portare cura,

dove l’amore si è perso.

20 – “Come un sussurro” di Rita Cerimele

L’aria si riscalda piano

al tiepido sole di Marzo;

lascia passare nelle narici

il profumo del sole e il sapore dell’erba,

ricollocando l’anima

all’antica essenza del Se.

Le foglie secche, lascito d’autunno,

vengono rimosse

al passaggio veloce degli scoiattoli;

volano e ricadono lente,

frusciando.

Raggi leggeri arrivano adagio,

e allo scadere dell’alba,

investono questo nuovo giorno

come un sussurro.

21 – “Intro“ di Gustavo Tempesta Petresine

Alberi, alberi alberi

intorno il tutto è pace

serena è l’ora. E’ quiete.

Solo il fruscìo non tace.

22 – “Nel silenzio una campana”  di Gabriella Afa

Nuoto nell’etere

in voli alti…..

seduta sulla gelida pietra

scolpita da venti taglienti

come schegge di cristalli di vetro

cerco angeli

per colmare vuoti di solitudine.

Ritagli di cielo

con albe e tramonti

passano come ombre su di me.

Nel bosco segreto dei miei sogni

colgo umide viole

e felci azzurre cingono il mio capo.

Percorro strade di luce

che si snodano

negli abbracci di un nuovo mattino

ascolterò l’allodola

che con il canto bacia il sole

che nasce

e poserò una lacrima

sul volto di chi non ha mai pianto.

Mi perdo nell’immensità della vita

che col suo silenzio

mi stordisce e pesa sull’anima

mentre lontana

un dolce suono diffonde

dal campanile antico

una campana…..

23 – “Il freddo che lento mi (i) spira” di Pasquale Rea Martino

Introspezione

Guardi allo specchio

l’andare

e distanti

tra file disposti

gli astanti…

brughiere di vita

tra arbusti

storie di giorni vetusti

e lacrime amare

a cui prassi voleva che fossi…

A se stante

l’asse ch’è scisso

riveste quel corpo ch’è affisso

di storie maldestre

e vita che morde eclatante…

Ceneri

di sterpi tra secche fascine

e ciocchi tarlati dal tempo

ti trovi e rivolgi lamento

e lo specchio

ti sembra parlare…

Rammenti il giardino

le foglie che il verde mattino

sfavillavano al sole

l’odore dei prati e le aiuole

gli amici

e le belle signore…

Velati

s’annaspano al tempo

ricordi passati

piaceri diffusi tra rami

quei tempi son tutti scemati

il secco che arde la pira

il freddo che lento

mi (i) spira!

24 – “E mentre” di Annamaria Barone

E mentre

dolcemente muore

questo tempo passato

di passi cancellati

di parole disperse

di gesti ancorati alle spalle

guardo all’oggi

ed a questo rincorrersi

di pensieri

intrecciati a voli

di inauditi sogni

a quest’aria

di tempestosa quiete

ed alla polvere

che riempie gli occhi

di ricordi

Oh, se solo pensassi

in ogni istante

che la vita è una ed una sola

non esisterebbe più

tempo morente

ma respiri

e battiti di ora e di poi

e mani e occhi e tempo

senza conti alla rovescia

per diventare l’infinito eterno

di questo unico attimo.

25 – “Vento di domani” di Rita Cottone

Sembra voler travolgere il tempo,

quel vento che sento correre oltre il vetro di una finestra chiusa.

L’albero spoglio di vita

resiste,

si piegano i rami e, non vogliono spezzarsi .

Aspettano che il vento si fermi,

respirare ancora e riposarsi per il prossimo freddo.

Di un altro inverno bagnato

che ha lasciato cadere foglie e sogni su viali deserti

Neve e pioggia sopra panchine arruginite,

seduti due innamorati

si guardano il futuro

negli occhi

Coperti da cappelli e sciarpe c è amore

passione

paura di domani

Ma, si stringono sorridendo e, sfiorandosi le labbra dolcemente

dipingono parole d’amore

con baci e sguardi

da conservare per sempre.

26 – “Midnight train” di Francesca Montomoli

Quel lento sferragliare

che si fa culla notturna

dentro il sorriso lunare.

Selene pallida lanterna

nel blu dei sogni

stagliati in cielo

traccia i tuoi segni

scomponi il velo

che mi nasconde.

Viaggia speranza

fra quelle sponde

e freme d’impazienza

il tenero germoglio

che lieto si piega al vento

di quel convoglio.

Gioia e tormento

ricordo e avvento

storia e futuro

tempo che scorre lento

lungo un binario.

27 –  “Dentro un quadro vivente” di Marianna Novara

In un’onda dolce

spezzettata in scaglie di sole

che con languore

dentro l’occhio umano

offre nel fuoco

vortici d’ azzurro,

e un cielo cristallino

d’un chiarore limpido

pennella il mare

con un velo di cipria rosa

e tutto luce, dall’ocra dei costoni

al muschio dei ripidi pendii…

Dimmi che mai

rimpiangerò questo tramonto,

quando mi porterai sul tuo sentiero,

che un pezzetto del mio senso

porterò lassù, come un quadro vivente

dove l’amore espande tutti i profumi

e la passione del mio esser terra,

come una donna sensuale

e insieme verginale fanciulla

tra velluti e sete scarlatte

e tra i capelli un ramo di mimosa.

28 – “Astrazioni” di Francesca Giustini

Dove tutto è nulla

immersa nel bagno delle mie astrazioni

vivo lo strano resto del mio tempo

senza sforzo nei pensieri

con le emozioni scarne ed un vuoto negli occhi

tra soffi surreali di sussurri

usciti dalle corde di un’attesa fatta di mistero

E in una spoglia stanza

con peculiare tatto

appendo i sogni

a schermaglie d’intelletto

ballando immobile una danza fiammeggiante

29 – “Canto del 21 marzo” di Carmelo Salvaggio

Se il giorno

che apparirà uscendo dalle nebbie

del freddo dell’inverno

sedendosi sul ramo come

colomba bianca

in attesa delle rondini,

ti porterà un respiro di vento nuovo.

Se quel giorno

vedrai gemme esultare sui rami del pesco

e ci sarà canto di uccelli

e al piede dei faggi

gorgoglierà il ruscello fresco di neve,

se ci saranno fiori nei prati

e nuovo sole bacerà i tuoi occhi…

Gioisci, sogna, abbraccia il mondo,

vivi, vivi la freschezza delle rose,

gioca col cielo, prenditi le stelle,

accarezza spume di mare

e canta, canta la bellezza del Creato.

Quel giorno

luminoso di vita sarà di primavera,

sboccerà poesia.

30 – “Auschwitz” di Maria Agrippina Amantia

Auschwitz

non bastava essere umiliati

derisi, sputati, come animali

marchiati

non bastava essere donne

violentate, picchiate,

abusate

all’infinito calpestate

non bastava essere bimbi

soli, sezionati, sperimentati

abortiti

non bastava morire di fame

e di sete, fino a svenire,

senza poter reagire

senza nessuno che ti potesse

aiutare.

Non bastava essere lì

su giacigli di legno

pieni di parassiti

che ti tengono sveglio

non bastava, non bastava,

non avere più pianto,

non avere futuro

non avere rimpianto.

Non bastava entrare in quel

forno

non capire, abbracciarsi,

e dire addio

a quel mondo

non bastava.. quel che resta

è un ricordo

sbiadito dal tempo

forse neanche capito

non basta ora, chieder perdono

per gli errori dell’uomo

per la sua crudeltà

per la sua ferocia

per la sua disumana viltà.

31 – “Marzo” di Amelia Squillace

S’incespica piano il sole mattutino,

nascondendo nelle nuvole

il suo occhio biricchino.

Mi dispiace ma non posso

che c’è Marzo prepotente,

si diverte come un bambino

dai giochiamo a nascondino…

Poi si stanca e pugni e calci

alle nuvole gli lancia,

poverine adesso pingono

tuoni e lampi s’accompagnano.

E così questo burlone

si diverte a più non posso,

oggi è freddo, gelo e pioggia

ma domani il sol che scotta.

Con cappotti, giacche e scarpe

ti fa togliere ridendo

ma ti dice di coprirti

te lo dice anche piangendo

32 – “Immensa” di Anna Bonarrigo

E sei immensa,

immensa Poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

33 – “La collanina d’oro” di Gianfranco Isetta

La collanina d’oro

deposta in un cassetto

riposa. Preziosità

di mia madre, gioie

d’altri tempi che tornano.

Frammenti luminosi

accudiscono l’animo

un po’ a corto di sogni.

Risentirne l’immagine

del suo viso allo specchio

Come stare all’ascolto

del rumore di fondo

che ci riporta indietro

ai primi chiari battiti

del respiro del mondo.

Un biancore di luce.

34 – “La Scelta…” di Baciami Ancora

Camminare,

sempre sullo stesso sentiero,

con un passo moderato per paura di raggiungere quel bivio…

che sai che prima o poi troverai,

potrai fermarti quante volte vuoi,

ma prima o poi quel bivio è lì ad attenderti e

dovrai fare una scelta.

Quella scelta che

hai sempre temuto

solo per paura di fare quella sbagliata.

35 – “La vita” di Filisto Dilodi

come un soffio leggero,

brezza profumata che accompagna l’aurora,

che scompiglia i tuoi capelli…..

si accendono i tuoi occhi,

si illumina il tuo sguardo……

il vento ti porta da me’.

come il mare in tempesta,

gocce d’acqua gelida,

lacrime salate,

solcano le tue guance,

segnano il tuo viso e spengono il tuo sorriso…..

l’onda ti porta via da me’!

36 – “Poesia di primavera: bosco di ontani e frassini al fiume Sesia” di Lucia D’Alessandro

Eccola dunque giunta, primavera

sollevando l’equinozio se ne viene

il bucaneve ai piedi del frassino porge il capolino

Sotto le foglie, marcite, ferve la vita in nuce

Flora dispiega i suoi merletti di minerali e semi

una ferita, sulla corteccia brucata dal capriolo

stilla di linfa fresca, come una gemma

Vinto il gelo di ritroso inverno

aveva brinato l’argine del Sesia

smentito poi dal sole, stamani

Si è levato più presto, vittorioso

mentre il piccolo carro si ritirava a settentrione

visibile nel cielo limpido all’upupa

Appollaiata a guardia dell’aurora

tra le zampe custodiva un verso nuovo

dissipate le ombre della passata stagione

Giorni brevi e pioggia a limitare

il tempo che ne fuggiva a precipizio, eppure

piccolo di una parola vorrebbe scalfire un segno

che ciò che è stato vissuto sia stato almeno degno

Di un fremito, di una risata, di un dolore

di un languore.

(Dedicata a Mariadele Marelli “lettrice creativa” delle varie stesure e cara amica.)

37 – “Moisson” di Laura Klemm (Mietitura)

Dansons!

aux quatre pôles…

Pôle nord

pôle sud

pôle coeur

pôle liesse

je t’adore

Fille des Bois

prends ma main

et ensemble tressons

des couronnes d’argent

dans la veine azurée

de nos voix qui fleurissent

Chantons!

des refrains plantureux

qui descendent en cascade

sur nos douces façades

dans la généreuse Cité de Lumière.

———————————————–

Danziamo!

ai quattro poli …

Polo nord

Polo sud

centro del cuore

della gioia

ti adoro

Ninfa, flora, figlia del bosco

prendi la mia mano

e in-sieme intrecciamo

corone d’argento

nella vena d’azzurrità

delle nostre voci che fioriscono

Cantiamo, Suvvia!

di cori sontuosi

che investono a cascata impetuosa

le nostre volte dolci

nella Città generosa della Luce.

(Tradotta da Enrico Marco Cipollini, Italia)

38 – “Rosa rossa” di Rossella D’Alba

Rosa,

rosa rossa

carnosa,

profumata e pura,

delicata al tocco

che appena

la schiude

39 – “Lux” di Rita Stanzione

Riflessi senza tempo,

trecce d’amore

la grazia

di cere d’angeli

Respiri

girano le vesti,

nugolo d’altre sete

anime di musiche

Il salmo della luce

ripetuto agli occhi,

piccole lune

a finir di vivere

40 – “Ali di farfalla” di Lorenzo Pais

Il tuo sguardo di fuoco

accende il sole

accende il diavolo che è in me,

riposto e piegato come un libro

come ali di farfalla,

pagine ingiallite dal tempo

che nessuno ha mai letto

dirompenti, prepotenti, invadenti,

sognanti su ali di farfalla.

Il tuo sguardo di fata

perennemente in lotta

con la strega che si annida,

sul dolce trasporto del vento

che si libra su ali di farfalla,

pochi giorni, qualche settimana,

il destino crudele e naturale

già segnato nella leggerezza

di un amore dalle ali di farfalla.

41 – “Ti scrivo, poesia” di Patrizia Portoghese

Ti scrivo, poesia

per ricordarmi di ciò che m’hai donato

senza nulla a pretendere se non un pensiero.

Scritto in fretta

lì,fuori la finestra su un angolo del cielo

tra le nuvole che migrano e annunciano tempesta.

Appunto ogni nota

anche quelle acute e diversamente stonate

per dare risalto ad ogni andamento riflesso.

Ti scrivo, poesia

in un attimo di silenzioso fragore

quando ogni molecola m’indurrebbe a perdonare.

Sei d’anima, poesia

che si accosta e mi abbraccia tuttavia

per consolare frammenti sparpagliati di lune

per ricomporre il presente e guardare al futuro.

42 – “Parole nel silenzio” di Fiammetta Campione

Parole

m’accarezzano l’anima

complici del silenzio

che mi circonda

Scivolano

giù fin dentro la mia penna

che tinge d’inchiostro

il foglio immacolato

Parole

succo d’anima

gocce di sangue

fertili figlie d’eterna inquietudine

Sono amiche, sorelle,

sono voli d’azzurro cielo

sono compagne di viaggio

sono la parte mia migliore

Le mie parole

sono la linfa che nutre

la fame che ho di vita.

43 – “Al giornalista Cosimo Cristina” di Rita Elia

Un sottile filo di dolore

scorre parallelo tra i silenzi e il mare…

e il sole langue senza alcuna luce

sul corpo esanime di colui che giace

tra cristalli di sogni frantumati

con in tasca una schedina già giocata

e la partita della vita ormai finita.

Grida la verità tra quei binari della ferrovia

tra pietre stinte di color vermiglio

che fanno da cuscino al capo chino…

grida la verità dove Giustizia

fu soffocata da trame d’inganni!

La Morte si rivela un’ingiustizia

quando a causarla sono mani d’uomo

e non si placa il grido della Vita

finchè la Verità resta velata;

finche la Verità rimane appesa,

sospesa, taciuta, muta!

E nel silenzio il grido senza voce fa rumore,

onde sonore a dilatare confini di menzogne,

a ricercare luce e far trovare pace

a quella morte dichiarata “infame”

senza conforto di tocco di campane!

44 – “Volo di farfalle” di Gavino Dettori   

Caleidoscopio di colori

l’intrecciarsi dei voli

di farfalle a primavera!

Il sole riflette quei colori

e li diffonde nell’aria,

ancora frizzantina

per gli ultimi sospiri

dell’inverno che s’allontana.

I primi fiori che timidamente

fanno capolino nei prati,

si vestono di quei colori

e, nel verde dell’erba

appena nata, formano

un mosaico di fantastici

disegni, opera suprema

di quel sommo artista

che è la natura. Corro

su quei capolavori e respiro

il profumo che da essi

esala, sospeso nell’aria

da miriadi di farfalle

che m’hanno prestato l’ali!

45 – “Lapilli di vita” di Michela Zanarella

In queste ossa

viaggio

e insieme mi porto

lapilli di vita.

Scavo calore

consumo il fiato,

amo.

Voglio andare

con la pelle

a restare magia

nel destino.

Voglio esplodere

di te

e sapere il sapore

del mare.

(Tratta da “Meditazioni al femminile”)

46 – “L’acero rosso” di Anna Maria Folchini Stabile

Aria fresca

nel mattino di sole

di quasi estate.

Seduta

sotto l’acero rosso

scrivo i versi

che da ieri

mi girano in testa

e ti aspetto,

ora io,

come a turno facciamo

in questa lunga vita

vissuta

insieme.

47 – “ Nella latitudine” di Silvia De Angelis

E trascende con dolcezza

il segreto più celato

quando ancora mi accarezzi la capigliatura

mamma

nella vicinanza passeggera

che allunga il calendario

ll tremore di palmi corrugati

idealizza linee di pensieri taciturni

nell’evoluzione d’un bene senza confini

affievolito da logori tessuti di vita

intinta in un involucro fragile

che assottiglia

attimo per attimo il suo spessore

Della tua estenuante recita finale

serbo gli attimi più salienti

per sedare sommosse

che faranno scalpore nel mio sé

quando il cielo diventerà

saggia latitudine per i tuoi respiri

48 – “Primavera” di Loretta Citarei

Glissa la natura

le corde del tempo rinato.

Nuove armoniche melodie

come trilli d’usignolo

si spandono nell’aria

addolcendo la mia anima

dall’inverno intristita.

Incantata

dalla danza

della risorta vita

adagio il cuore

sul giallo narciso

che imperioso

svetta

il lungo stelo

avvolto dalla sciarpa

del sole.

49 – “Con grande serenità e grande amore” di Beatrice Bausi Busi

Con grande serenità e grande amore

piccola ricerca senz’ansia

sparsa di minuzzoli di tempo

comporrò pezzettini trasparenti d’aria

e pizzichi di lievito fino

amalgamando smistando

frugando attentamente.

Vaglierò atmosfere e luoghi

colori emergenti vividi dalla memoria di viaggi

o impolverati zuccherosi impalliditi

da qualche scorcio d’infanzia.

Pennellerò con mano leggera

porosa carta avida d’assorbire

così da assaporare, man mano che si forma,

il disegno d’un angolo noto o immaginato.

Scorreranno i giorni come filo sul rocchetto

a tratti ingarbugliandosi, rimbalzando a strattoni

poi di nuovo fluidamente

con garbo squisito.

E vita

vita d’attimi e d’anni

notti rimuginate sul cuscino spiegazzato, gualcito,

giorni aspri come confetture fermentate

sciolti momenti d’inaspettata quiete

ripercorrerò….

sentieri abbandonati ma non ancora scomparsi

di cui l’esile traccia si presta ai passi

di chi ricorda più con la memoria arcana

che con gli occhi.

(tratta da “La stessa cosa fluente”)

50 – “Nuvole e vento” di Federica Bonzi

Le nuvole si scapigliano

allegre giocando

si chiamano provocandosi

Con abito di colori diversi

trasformano i giorni uguali

in passatempo della festa

Mascherate da vento

arrivano sul lago

ammiccanti ne arricciano la lentezza

Il lago cedevole danza

al ritmo del vento si illanguidisce

i flutti incalzano eccitati

Il respiro libero delle nuvole

ci raggiunge

stupisce il nostro tedio

Solletica i nostri pensieri

assolti da rimorsi

lieti di leggerezza

Soffio delicato

generoso di vaghezza

appagante di levità

(tratta da Bellezza instabile)

51 – “Muore il tempo” di Laura Divincenzo

Muore il tempo intorno a me

nella lentezza degli attimi vaganti.

Muore in una lacrima ferrata

e in un volo d’ali

planato nell’oscurità.

Nell’attesa di treni mai presi

in fermate di giorni di sole adombrati,

tra stridenti rotaie

in echi di ferrosi richiami.

La luce si spegne in sprazzi

di affievoliti riflessi.

52 – “L’albero di ciliegio” di Anna Conte

E’ primavera,

e dentro ai cuori

riverbera un battito d’amore.

Vorrei essere un ciliegio

per spandere nell’aria

cascate di petali bianchi

spinti dal vento,

che con il suo sibilo

li accompagna

in un’armoniosa danza,

ed adornar strade e

inebriare cuor gentili

nell’incanto del creato.

Folta la chioma nell’aere

silente a ricordar la vita

che copiosa,

impavida riprende.

Vorrei essere un ciliegio,

per vivere e morire,

per poi rifiorire

e donare infinita gioia

a chi ha la primavera

dentro al cuore.

Vorrei essere un ciliegio

per profumar di miele,

infervorare i sensi

e l’animo arricchire,

di chi la bellezza riesce a

cogliere e godere.

53 – “Scrivere” di Silvana Poccioni

Scrivere è un esorcismo

sulla morte

è ribellione ad una fine

che i filosofi dissero Nulla.

Scrivere è un’ipoteca sulla vita

senza precisa scadenza

la data dipende da come si legano i versi

se in nodi che un soffio di vento

discioglie

o in maniera che restino stretti

come vicoli antichi di borghi

ad avvolgere il cuore e la mente

di chi li percorre.

Scrivere è fuga dalla vita

se vita è tormento e tristezza

oppure è una gioia purissima

che non chiede compensi

se la sorte ha concesso il suo bacio al poeta.

Si possono aprire orizzonti

persino nel fondo più buio di un pozzo artesiano

se i versi hanno luce

e la speranza guida la mano

sulla pagina bianca.

Scrivere è spesso

Il coraggio di riprendere il viaggio

con la nave squassata e la vela maestra strappata

una forza scavata nel baratro nero della disperazione

e portata alla luce

come prezioso reperto

da un’antica dimora imperiale

che la lava impietosa aveva sepolto

nel silenzio di un’unica notte.

54 – “Scrutando il cielo” di Bruno Di Cerbo

E mi rannicchio a rimirar

quell’orizzonte infinito d’incanto,

di cielo e di mare

e ancor mi pare di annusare

quell’odor aspro di salsedine

che mi inebria il cuore e la mente.

E mi perdo nei meandri del pensiero

che senza sosta viaggia,

alla ricerca della mia pace,

con dubbi che non m’appartengono più.

In questo ozioso silenzio,

mi adagio nel muschio senza aroma dell’attesa

mentre un’edera distratta

si inerpica su innumerevoli tristi pensieri

che ormai muoiono in un vortice senza fine.

Ho camminato negli abissi limacciosi

della costernazione,

attraversando la mia disperazione

per sfidare il destino,

ma ancora una volta ho perso,

mentre nel tuo incedere passaggio

schiacciavi la mia vita.

E scruto il cielo,

sono frammenti dei tuoi occhi

le stelle che mi guardano

in quest’ultima notte colma di mille sguardi,

sguardi e domande senza risposta

che avvolgono le ceneri della mia esistenza,

nei chiarori bluastri senza fine

di aloni notturni.

55 – “Poesia” di Rosanna Spezzati

Sferza gli angoli al mondo

la morte

né occhi né colori

solo babele di lingue

il nome nei corpi carbone

nei tempi

nelle piazze dei panzer

nella mano dell’ amato

nella corda dell’ emarginato

ultimo monile

al giovane alieno

Né radici né età

metonimia di uomo.

56 – “Quell’insieme di noi” di Biancamaria Muscherà

Sono i singhiozzi dei miei pensieri a ferirmi il cuore,

in modo costante e con cadenti rintocchi.

Rintocchi che s’odono da lontano

e lasciano l’anima in subbuglio

e io mi dispero e piango

mentre una lieve brezza

mi trascina tra i colori dell’autunno.

Nascosto hai il viso tra i miei capelli,

sento attraversarmi dal respiro

che, vento soave, m’accarezza

portandomi tra gli abissi un tuo bacio.

Cos’è l’amore?

Due mani che si stringono,

un sorriso e l’incontro di due sguardi,

il calore delle tue labbra.

Fa’ amore mio che questa luce

sia luce ai pensieri,

che la luna ci stia accanto

e la notte ci tenga vicini.

Noi, stretti in un abbraccio,

due cuori palpitanti…

un istante di Paradiso.

 57 – “Oltre quel limite” di Renato Fedi

Sei lì, rosa da cogliere,

sei lì oltre quel limite che ci fa stranieri,

al confine delle mie fantasie,

lì dove s’apre il libro dei sogni,

lì a riempire pagine di parole non dette.

Sei lì, bocciolo da conservare,

da inseminare tra queste mie pazzie,

negli istanti in cui m’incurvo al buio,

lì a fare luce dentro alle mie nebbie,

sole a diradare le nuvole dell’età.

Rosa che non appassirà,

sei danza di profumi a vortice inatteso,

aroma che non m’uccide i giorni,

fiore di sfibrate lontane nostalgie,

umido sapore di notti d’assenza.

Sei lì, rosa da cogliere,

posta su quel limite da abbattere,

lì dove ogni tua spina cadrebbe vinta.

58 – “Bello nuotare” di Luciano Manfredi

Bello nuotare in un mare

di sentimenti contrastanti

dove il pensiero non giunge,

avvolto da un’atmosfera surreale

che prende il mio cuore

come una conchiglia

in un battito frenetico

spingendo con il suo

bordo bianco

contro il mio guscio.

Tocco il cielo con un dito sulla cresta

appeso a un filo

imbrigliato dal suo occhio.

Spumeggiando la sua essenza

mi prende;mi travolge d’improvviso,

si allunga, si retrae

lentamente

e mi entra nella mente.

59 – “Senza più malinconia” di Pasquale Rea Martino

È

di questo imbroglio

il divincolar cadente, lo scoglio

dove battere testate.

È

l’andirivieni insulso

a ravvivar ferita, il balzo

nel buio degli abissi.

È

questo convenire

tra umori esagerati, la scissi

dell’impianto ch’è la vita…

Dove sarà

la prossima volta l’ombra indelicata

quella che sempre veglia

e ti dispone malcelata

la sorte che si staglia…

Si desta

la parvenza,

la sola in assoluto la speranza

che dentro spesso cela

il verme nel nocciolo di una mela.

Si sarà festa

al sublimar incontro

tra anime straziate quel riscontro

lo stesso ambire senza fare ressa

gioire incanto quando il male cessa.

E

veder fiorire

gemme dai profumi intensi

e petali cangianti a placare i sensi

in questo andare senza interferire

distendere la vita

fluttuando con le ali

quella magia

che ti fa sentire vivo

eden

dei sensi fonte d’ideali

senza più malinconia.

Donna di Amelia Squillace

Ho ascoltato l’agitarsi di una conchiglia,

ho raccolto un mazzetto di mimose ingiallite,

una per te,un’altra per me.

Per una donna velata

ua donna truccata,

una donna sofferente

una donna ridente.

Ho fatto un girotondo

in tutto il mio mondo,

ho trovato il nulla

di mani lontane.

Ho ascoltato un rumore di una conchiglia

un rumore di donna…

60 “Il mio cuore” di Anna Maria Folchini Stabile

Ho passato la giornata a fare nulla

Pigra

Sdraiata

Trascinandomi tra il letto e la poltrona

Un libro aperto

Una poesia da scrivere

Un bicchiere vuoto

Un biscotto mordicchiato

Tutto un insieme flaccido di momenti inutili

Dove i pensieri non diventano sostanza.

Poi sei arrivato

Tu

Con il mio cuore.

E la vita

Ha ricominciato a correre.

61 – “21 marzo festa mondiale della poesia” di Loretta Citarei

Sempre

il poeta

tenga in mente

che scrivere la poesia

è come mettere

ali d’oro

ad una farfalla

che sa di vivere

un giorno solo,

ma a quel giorno

ella dona

tutta la luminosità

di cui è capace.

62 – “Dolce risveglio” di Gianni Berna

Era tanto che aspettavo

Per sussurrarti dolcemente:

BUONGIORNO AMORE !

Ed ora che sei qui

Sfioro i tuoi begli occhi

Col più tenero dei baci.

Tu mi guarderai

Inviandomi il calore

Ch’è racchiuso nel tuo cuore.

Allora io vedrò

Brillar le tue pupille,

E lentamente

Permettere a due lacrime

Di rigarti il viso.

Con queste labbra

Io le asciugherò,

Fino a veder spuntare

Dolce un tuo sorriso

Verso gli occhi miei.

Ed una volta ancora

Arriveranno al tuo sentir

In brusio leggero:

TI VOGLIO TANTO BENE

DOLCE AMORE MIO!

63 – “Attimi” di Bruno Di Cerbo

Rintocchi lenti, quasi offuscati

di antiche campane,

si accompagnano impercettibili

a raggi ormai cadenti d’un sole

in estenuanti battaglie,

con rabboccanti, irrequiete nubi d’Autunno.

Mattino silenzioso!

La nebbia sulla pianura avanza,

circonda le mura del cuore,

soffoca l’umano pianto

che s’adagia su monti intorno,

su leggiadri colli e misteriose valli,

da torrenti tortuosi e freddi solcate,

all’ombra di vecchi castagni

e di soavi carezze intrise di rugiada

n’è colma la brezza del mattino.

Il dolore trasuda, si stende ,

avvolge la riva,

il sole offuscato barcolla.

Ovunque il fumo dei camini salendo

imbratta il cielo,

la gente del borgo china il capo,

volti già vecchi e stanchi;

dilaga col vento di brezza il mio Io,

s’abbatte, s’infuria,

dal nulla venuto!

Pensieri fugaci mi sorpassano,

richiamando immagini a tratte sfumate

ma ancor vive nella mente mia;

un vento gelido smuove gli alberi

con un fremito tra le foglie d’Autunno

e nubi s’addensano grigie

come l’ora breve e misteriosa

che avvolge il crepuscolo.

Evapora poi d’un tratto

la tua ombra ingannevole,

trasformandosi nuovamente in nebbia

sempre più densa,

che appanna e scompiglia

la mia Esistenza.

64 – “Vorrei” di Luciano Manfredi

Vorrei che il cielo

fosse senza nuvole

indaco sempre

orizzonte di sogni

tessuto come tappeto pregiato.

Vorrei che la luna squarciasse

di luce

la notte,così come tu illumini

i miei occhi.

Vorrei stringere le tue mani

perdermi nel verde

Lago,

incorniciato

da orchidee bianche,

dietro il cristallo

fino al midollo.

Sembri dura,amore,

ma non lo sei.

Piuma

che fluttua e si libra

nel mio

pensiero

Soffice

ti adagi

e mi

carezzi

il cuore.

65 – “Come se”…  di Anna Maria Folchini Stabile

E facciamo finta di niente

Come se la bufera fosse passata

Come se tu non mi avessi parlato

Come se io non ti avessi parlato

Come se noi non sapessimo.

Andremo oltre questo cielo imbronciato.

Resteranno solo sfilacci di nuvole

E una piccola cicatrice nel cuore.

66 – “Shhh, silenzio” di Annamaria Vezio

Cosa vuoi che dica l’infinito

quando deve ingurgitare

l’attimo finito

Cosa vuoi che dicano parole

il cielo e le sue stelle

Son bocche lassù cucite

attaccate al manto nero

né tremolano né dicono

e più non san vibrare

Per pudore

ogni elemento tace

non osa risvegliar la mente

da sopita audacia,

da sofferta pace

Shhh, silenzio.

 

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)

“Giornata Mondiale della Poesia” – 2014

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“21 marzo 2014Giornata Mondiale della Poesia”

 Evento Facebook

Come omaggio alla “Giornata Mondiale della Poesia” vi invitiamo a condividere i vostri versi, festeggiando tutti insieme il 21 marzo. Un articolo con tutte le poesie sarà successivamente postato a ricordo di questa giornata su

www.neoria.wordpress.com e www.antonellaronzulli.wordpress.com

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.

Chi non è un utente di Facebook può inviare le poesie a:

neoriablog@libero.it

Grazie a tutti per la partecipazione! 

Néorìa 

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)

“Giornata Mondiale della Poesia” – 2013

“Giornata Mondiale della Poesia”

21 marzo 2013

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“L’amaro amore”

Ricordi la neve di luglio?

Lo stupore era per le tue guance rosse,

nel freddo caldo di un istante

Poi niente più.

Come la luce di una stella,

il tempo di una notte.

Mario Di Nicola © diritti riservati

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“Cercati”

Se sei sincero puoi fissare negli occhi

Se sei onesto puoi guardarti allo specchio

Se sei limpido non hai bisogno di nasconderti

Se così non è…  cerca te stesso.

Antonella Ronzulli © diritti riservati

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Un ringraziamento speciale al Prof. Enrico Marco Cipollini

che ha inaugurato l’evento con la poesia di

Stephen Littleword ©

“Un abbraccio è tutto

 o forse niente

 So solo che il pensiero

 del tuo corpo sul mio

 dà luce ai miei pensieri”

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“Le vostre poesie”

evento Facebook

1 – L’indugio (e qualche certezza) – Marco Fabbri

Rifletto sull’indugio dei miei passi

Che è sempre troppo lento;

E sull’indugio dei miei pensieri,

Che è sempre più veloce;

Almeno dei miei passi,

E mi dico, per fortuna,

Perché mi danno sicurezza

E non incertezza:

E in tutto ciò mi vien da trovare

Fonte d’ispirazione.

E una di queste sei di certo tu!

Perché per me rappresenti

Quel che si può fare.

E quindi i miei passi

Pian piano

Rompono gli indugi

E se ne vanno

Verso orizzonti e lidi più tranquilli

E più forti di prima.

Perché cambiar si può

E tutto diventa più facile;

E l’indugio si trasforma

In momento di riflessione

Dove ogni cosa

Seppur non ci si creda,

Diventa possibile!!!

2 – Soggetti smarriti –  Antonella Orlandini

 Temo di essermi persa,

di sicuro ho perso il mio io,

poi ho perso anche il tuo, di io…

Ti sei perso anche tu,

hai perso l’io tuo

insieme al mio.

Ci siamo smarriti insieme,

tu ed io, il mio e il tuo io,

il nostro io, noi…

confusi da sempre,

confusi per sempre.

Tanto persi da perdersi

e mai più ritrovarsi…

3 – Donne – Alba Saiu 

Preferiamo tornare indietro

piuttosto che andare avanti

scegliamo di vivere di ricordi

qualche volta di rimpianti…

Alcuni, fanno male ugualmente

e occhi lucidi a specchiarsi

in una luna che non ci appartiene…

Desideriamo amare

e non importa se non siamo ricambiate

Noi amiamo a prescindere…

4 – Sognate – Fabio Gagliardi

SUBLIMATE la vostra notte

sognando di AMARVI

ed al risveglio

ricordate

e continuate

a sognare

5 – Tempesta solare – Gianfranco Isetta

Non si colora sul mio volto

l’impronta chiara dei tuoi occhi

ed il sereno che ritorna

non ha illusioni da donarci

Il tono vacuo attende scampo

da un tempo chiesto luminoso

ed ecco il sole già raggruma

nelle pozzanghere di luna

6 – Memorie – Cristina Biolcati

Memorie cedono al vento

che le conduce lontano.

Si aggrappano a trattenere la scia

del tempo che fugge.

Scorrono lente davanti

agli occhi opachi di chi

non le può più vedere.

Rivivono nei sogni inconsci

di coloro che le hanno respirate.

Per poi perdersi tra le

preghiere stanche di chi non

riconosce più un domani.

7 – Luigi Tenco  – Eugenio Nascimbeni

Cantore sensibile e ispirato

delle umane sofferenze.

Poeta colto e raffinato

dall’aspetto un po’ dimesso.

Regala liriche tormentate

e struggenti, mai banali

sui palpiti del cuore

ineluttabili ed eterni

contro i quali ci si arrende

Mi sono innamorato di te.

Sempre combattivo contro

le falsità ed il bigottismo

Cara maestra

scomodo quando canta

di soldati morti

o di falliti angosciati.

In pieno boom economico

non c’è spazio per chi si oppone

all’ipocrisia dilagante.

Boicottato

dai tagli impietosi del censore

dedica i suoi anni migliori

alla musica popolare.

Sempre osteggiato

e guardato con sospetto

finisce nella lista nera.

È un tipo pericoloso

un dissociato

un sovversivo

uno che sorride di rado.

Nella città dei fiori

la giostra delle emozioni

da un tanto al chilo

comincia i suoi giri vorticosi.

La vita è bella

profuma di essenze e speranze

di rime baciate, vuote, omologate

nessuno si accorge della sua

sofferta esibizione.

Chioma leonina

volto contratto da una smorfia

occhi chiusi

intensità dei gesti

e di quelle braccia e mani

protese verso il nulla che lo circonda.

Ciao amore ciao.

Notte di silenzi

lugubri ed ossessionanti

all’Hotel Savoy, stanza 219

lo sparo non lo sente nessuno.

Qualcuno crede davvero

che si sia immolato

per essere stato fatto fuori

da Io, tu e le rose.

La giostra continua a girare

in un’atmosfera surreale

dentro cui le lacrime sono assenti

persino nei commenti

di dotti giornalisti

che citano poeti

La morte si sconta vivendo.

Nessuno si azzardi

a partorire teorie assurde

e fantasiose ricostruzioni

“E’ un suicido, un suicidio

Al di là di ogni ragionevole dubbio”

si affrettano a far sapere.

Nella notte dei segreti e dei silenzi

esce di scena

chi ha voluto sempre bene

al pubblico italiano.

8 – Poesia, per te… – Italo Zingoni

Poesia, per te si spazia

verso una strana decomposizione

che non sazia l’estremo tentativo

di dare forza ad una inutile illusione,

seguiamo già l’imperativo

di usare nuda la parola e intatta

al suono della sua definizione,

forse per questo è meno cruda

la realtà che ci sovrasta almeno

quanto una spada sulla testa.

Poesia, per te si resta

distratti nel mezzo di una strada

in cerca di una soluzione amara

che non ci soddisfa mai, comunque vada.

(Tratta da  Modernità – 2011 -ONIRICA EDIZIONI)

9 – La tonalità dell’incanto – Irina Elena Petrescu

Il mio desiderarti è più acuto di giorno
per poi urlare ogni notte
strappando quiete alla vita ! … Al di la dello specchio siamo insieme
e su questo letto chino la fatica del volerti !
Dicono che non è mai tardi ,
mi illudo con questo detto beffardo ,
cederò al sonno dopo mille illusioni .
Vorrei regalarti la pace su ogni necessità
affrontando da sola questa tempesta
di fine d’età e di cielo .
Tradirei ora queste regole insane
queste colpe …
alzerei l’Universo in piedi
per accucciarlo al tuo volere !

10 – Incontro – Franco Galliani

Il clamore perdente

dei tuoi occhi,

perduto io,

si stempera nella schiuma

di mare del tuo sorriso.

Ed è rumore di mare

il suono

intorno alle nostre parole.

In cielo,

una luna leggera indugia

per tenerci ancora sospesi

11 – E vedevo il mare che moriva – Marco Moraschi

E vedevo il mare che moriva

dalla mia terrazza sul deserto,

ma la voce dei poeti ch’io sentiva

galleggiare sì leggiera nell’etere universo.

Dei sogni mio teatro e candido mio lido

m’avvolgea sì la notte nell’ultimo suo grido,

filtrava per le stelle rugiada di sapienza

di cui colsi quel dì, ne imago ne essenza.

12 – Primavera – Luca Masala 

Alba di vita

piccolo sole che esplode negli occhi

ogni volta che vi guardo, figli miei,

un giorno di musica e luce

da vivere per sempre

mentre la bella giostra del mondo

compie ancora il suo giro

e solo per noi

13 – Piove – Rita Veloce 

Piove….

Sugli ulivi, argentei riflessi,

e pruni selvaggi e peschi;

nella verde e fertile terra,

si dissetano giovani fiori .

Piove….

Pettirossi, tra teneri germogli,

intonano canti e danze d’amore;

impavidi, le piume spiegano al vento.

Piove….

Nulla tace, ma non s’ode che quiete;

Anche il timido sole nell’umido cielo,

delicato scalda le gioiose creature.

Piove….

Tutto è respiro d’armonia del creato

e un dolce sorriso d’assenso,

inonda di luce l’animo e il cuore.

(tratta dal libro: I COLORI DEL VENTO di ©Rita Veloce)

14 – Sete di poeta – Lorenzo Pais

Nella mente l’immagine rosa,

un’intenzione si fa prosa,

forse ti proporrò qualcosa

per scuoterti dal tuo immobilismo,

incurante di qualsiasi pessimismo.

Come teste vuote senza senso,

tra un “m’illumino d’immenso”

un “ei fu” ed “una nebbia che sale..”

un universo di pensieri mai casuale.

Avvolto da irrefrenabile desiderio

ti costringi solo ad esser serio,

per non scatenare un putiferio.

Nella sete che ti arde la gola,

come tanti bambini a scuola,

avvolto da leggere lenzuola,

concepisci la nuova figliola.

Sete di scritti e di parole,

o nascita del nuovo sole,

sete di poeta,

dell’antichità, del passato,

dell’oggi e del domani,

come note di un violino

sproloqui dal mio pennino,

poeti, a voi m’inchino

dalla sera al mattino.

15 – Sole Ferito – Rosanna Affronte

Il tintinnio della pioggia palpita

ammalianti emozioni crepuscolari,

una sorgente di perle decora il cammino

colme di aneliti le ore invernali

tracimano in lontane dimore,

rimasugli di parole dislocano

sotto un canto di stelle,

corse per raggiungere un alito di vento

e appendere i colori del tramonto

e poi fermarsi per ascoltare

il pianto di un sole ferito.

16 – Finalmente liberi! – Maria Teresa  

Spezzate le catene che ci

tenevano avvinti,

prostrato il nemico

che ci ha ucciso i figli,

i mariti,i nostri giovani

balzosi alla vita,

desiderosi di pace,di quieto

vivere, di libertà…

Fugge il nemico arreso

al coraggio dei fiori più

belli della nostra patria,

coraggiosi e impavidi

affrontando impari lotta

con coraggio,

caduti, rosso il petto

del sangue innocente degli eroi,

sui campi urlanti dolore,

senza profumi ,senza fiori,

al cielo gli occhi imploranti,

serrate le mani ai ricordi,

il cuore fermo …

Grazie al vostro sacrificio,

grazie al vostro coraggio,

grazie all’amore immenso

di Patria

GRAZIE, eroi, che ci avete resi:

FINALMENTE LIBERI!

17 – E quando troppo mi mancavi – Elisabetta O’Malley Vassena

Riempivo il vuoto

di te,

occupando gli spazi

e la mente

con mille inutili cose.

Alla fine,

sfinita,

ascoltavo il silenzio

e quando troppo

mi mancavi,

sognavo.

Sentivo la tua voce

e le tue mani …

mi raccontavi poesie.

18 – Il futuro – Lia Tommi  

Ho varcato

la porta socchiusa

e mi sono lasciata

indietro

la stanza buia

e il ritmo

del tic tac

dell’orologio.

E oltre era solo

un immesnso campo

di girasoli

che mi sorridevano

puntando verso di me

il loro volto tondo e giallino

e mi salutavano

ondeggiando al vento.

19 – Assenza – Nicola Mazzilli  

nelle tue descrizioni/di solito pungi

mai da cogliere/togliere la spina nel fianco

tu la mia rosa

io punto/sono andato via

mi permane la tua essenza

amore/dolore

20 – Teatro – Daniele Campanari

Volano aerei di carta

tra le panche in legno

del marrone come la terra

che sta per accogliere i frutti.

Vola una musica

che raggiunge la nascita

che abbraccia la lontananza

che rinasce delle volte

quante il rosso delle tende

batte docile al suono dell’applauso.

Il pubblico ha scelto:

non scavalca l’immaginaria linea,

non s’avvede della recita

ma vede, tutto,

e ride

e piange

e grida

l’emozione sull’inchino.

21 – Pensieri – Carla Staffieri 

lascia scorrere i tuoi pensieri come quell’acqua

come le calme onde di questo lato pulito del mare

fluidi come vasi sanguigni che non fermano la corsa

scivolati da balaustre di pietra delle tue consuetudini

tenacemente impresse in mentali sculture di marmo

lei se n’è andata seguendo un volo di gabbiano

le tue mani ne seguono la traiettoria ma non la fermano

lasciala andare, non s’imbrigliano anime libere

passano lievi e imperturbabili attraverso le reti

in equilibrio stabile che produce felicità d’amare

il sole si tuffa nell’infuocato mare e filtra la sua scia

fra le colonnine del tempo d’ogni giorno che muore

riflessioni sulla vita dettate dal cuore aspettano la notte

a lenire ferite con i suoi freschi abbracci di vento e carezze

dolci di nuvole , nubi di fumo d’incendio spento d’amore

22 – Risveglio – Laura Salvatori 

…si rincorron veloci

nell’azzurro del cielo

riempion l’aere

di trilli e gorgheggi…

le nuvole rosa del pesco fiorito

richiaman a frotte

insetti ronzanti…

timido affiora

il filo d’erba smaltata…

le siepi ch’eran nude

han messo un nuovo vestito…

riscaldandosi al sole,

il mare lontano

fa da cornice

maestosa e cangiante…

madre Natura,

incurante dell’umane vicende,

rinnova superba

l’immutabile

eterno miracolo…

23 – Poeta – Anna Bonarrigo 

Ti chiamano poeta

le tue parole

sono fluido elegante

che echeggia suoni

nel silenzio della vita.

Ed eccoti a parlarmi ancora,

ad offrirmi un bicchiere d’anima,

a sferrare colpi su colpi

nelle piaghe nascoste,

ed eccoti con mani leggere

ad accarzzarmi il viso,

a donarmi il tuo respiro,

a mischiarlo al mio.

24 – Donna tremante – Marco Moraschi

Donna tremante nel cuore è la foglia,

pensiero di madre negli atri del cuore,

sogni di carne nel petto tu porti,

vita e speranza del nuovo futuro.

25 – Una teoria senz’argine – Nicola Mazzilli

bisogna amare per soffrire

e la solitudine è un catalizzatore

la vita

gioco di squadra assai pericoloso

ci fa condivide dei sentimenti

rendendoci unici o soli

ci associa… sottraendoci

cioè ci moltiplica in solitudini

una sorta di matematica irrazionale

prestata alla letteratura classica

che pur ignorandoci

consuma energia per inerzia/riproducendo emarginazione

26 – Ballerine di porcellana – Rita Veloce

Ballerine di porcellana

danzano instancabili.

Lieto è lo sguardo

che di loro delizia,

ma la mano irriverente

rinnega il dono del cielo

e chiude nel miserabile pugno

solo i cocci d’un otto di marzo.

Poesia inedita, dedicata alle donne,

in occasione dell’otto marzo.

27 – Quest’aria nuova – Carla Staffieri

ho voglia d’aprire le finestre dell’anima

non basta più un trompe l’oeil sul muro

omertoso del nostro quotidiano vivere

ne uscirà un’aria rarefatta d’attenzioni

troverà così strada un soffio d’aria nuova

refolo tiepido della nuova stagione d’amore

che quest’aria nuova, lieve soffio vitale

riempia i miei polmoni e vicino il cuore

riesca a sollevare un diaframma che non vedo

tra le nostre mancate complicità e vivere così

la nostra nuova primavera e aspettare fermi

consapevoli ciascuno delle proprie pochezze

ho voglia di spalancare i vetri e guardar crescere

fiori che coltivo con amore che vedo vestire di nuovo

con la forza del sole e della luce energie positive

orgogli buttati al vento come semi che ricadono a terra

per rinascere ancora a fatica e rapire lo sguardo attento

di noi contadini consapevoli del nostro giardino

 28 – Volti trattenuti – Martina Palmieri

il volto

è solo

la scia riflessa

di ciò

che non puoi trattenere.

29 – Occidente – Ada Crippa

L’occidente ha grandi bocche

e stomaci oltre confine

da offuscare il cuore

si spalma senza risparmio

il miele sulle sue labbra

carnose

mentre api regina

non figliano nel veleno

che genera.

30 – Poesia – Cristina Biolcati

Amo la poesia.

Quella che può tutto.

Quella che non conosce regole.

Quella che ti fa sentire in armonia

col mondo.

Quella che ti fa pensare che tutto

sia possibile.

Quella che ti fa tornare da me.

Tu che mi hai insegnato poesia.

 31 – Il sole di nuovo – Carla Staffieri 

sverno tra germogli verdi d’albicocco

e fiori rosa di pesco ancora chiusi

tra coperte pesanti al sole

goffi maglioni che coprono forme

tra i bulbi che attendono il via

sverno tra le mie sciarpe di calde parole

sotto una fitta pioggia d’ipocrisìa

e riesco a riscaldarmi con le mani

che morbide afferrano le mie, solcate

dal freddo e dall’ostilità nascosta

sverno insieme ad un amore accantonato

da una gelida aria, da capillari vuoti di sangue

mi sono ibernata per mantenerlo giovane

così da ritrovare i suoi caldi sospiri

e crogiolarmi nei suoi soffici languori

il sole entrerà nelle pieghe rugose del collo

riempirà di calore flussi sanguigni

stiepidirà un’anima algida ormai

di nuovo scalderà i piedi che veloci

andranno incontro al proprio destino

32 – Il silenzio del fiume – Daniela Mărculeț

Ho imparato che il silenzio è sordo

Anche quando gli rivolgi la parola

Ti guarda con gli occhi assenti

Di nodo che ha perso la gola

E che, anche se la vita è cieca

Ti fa lo stesso andare avanti

Tocca a te comprare il bastone

Per proteggerti dai venti inquietanti

Rimane il sole a bruciare l’evento

Che ognuno cerca nelle pieghe finale

Felicità stuprata sulla via del tempo

Con la scusa di sopravvivere al temporale

Dalla parte del torto ti rimane un posto

Dove agganciare la barca frantumata

Travolta dal fiume che scorrendo ride apposto

Alzando in gocce di raggi la vita spezzata

Cercare il silenzio ti trovi protetto

Di un pensiero che più non si avvalla

Chiudi gli occhi: – Sei arrivato!

La morte sorride, non parla.

33 – Ritrovarsi – Paolo Annibali

Ti ho cercata negli occhi

delle altre donne,

ho intravisto nel candore

del loro sorriso

il riflesso del tuo volto,

il vento ha raccolto

mille volte i miei sospiri,

e ognuno di loro

sussurrava il tuo nome,

ha anelato, il mio cuore,

esserti accanto.

Infine ti ho trovata,

lo sguardo profondo

come le notti d’Oriente,

ho ammirato e desiderato

le tue labbra,disegnate

come un raffinato

scrigno d’ebano,

poi, perduto

nell’elisir d’un bacio

mi son ridestato

sulle sponde

della tua anima,

accogliendola,

con gioia,

nella mia vita.

Amandoti.

34 – Il senso del giorno – Carla Staffieri

nelle stanze della mia dimora

a volte mi sento persa

e sola tra i doveri d’ogni faticoso dì

cerco un senso che mi porti alla fine del giorno

per non vivere solo d’incombenze e corpi vuoti

vestiti di anonimi sacchi di juta color della pelle

apro le finestre e faccio entrare un verde soffio d’aria

anche il mio gatto è inquieto stamane lamentandosi

da una sedia all’altra e come me cerca un significato

al nostro meraviglioso vivere o sopravvivere

sfidando nemici naturali o in divisa, spie nell’ombra

ma vorrei volare leggera, come farfalla sui miei fiori

trovare uno spazio dove infilarmi nella finestra socchiusa

perchè rimanga sempre tra queste pareti un lieve battito d’ali

quel respiro dell’anima che non fa mai rumore

e come il piccolo insetto che ho trovato senza più vita

finire così, tra legno e vetro, tra foglie e fiori secchi

racchiuso nel quadro eterno che è la vita di un poeta

35 – Morti – Marco Fabbri 

Ipotetici

Evanescenti

Compianti pianti

Di Ricordi

Lasciati.

Al nulla

Annullano

I pensieri sui morti.

Anime mancanti

Nel nostro vuoto.

Rimembranze assenti.

(dedicata al mio grande nonno Francesco)

36 – Giochi nel cielo – Laura Salvatori 

…appaion improvvise,

son montagne

coperte di neve…

non te n’accorgi

e,son subito cavalli al galoppo

vascelli fantasma

torrioni d’antichi manieri

strani profili

dai nasi un pò adunchi…

si sfrangian leggere

son pennellate,

si fermano un poco

s’assiepano in alto

in candide greggi.

Arrivano altre

sospinte dal vento,

aquiloni di forme diverse

danzando fan capriole,

giocan felici

con l’antico compagno…

d’un tratto…

mi lasciano sola

distesa sul prato…

37 – Celeste – Miriam Badiani

Oggi era basso il cielo

e l’ umido primaverile

baciava le gemme

aperte dal vento

nel profumo amaro

delle piccole malinconie

di fiori.

Succedeva il silenzio

tra archi di nuvole

in una caduta libera

sul fondo della valle

per ogni foglia

che nasceva.

Ho rivestito il mio cuore

trovando la luce

nei passi fuori dall’ombra

istruendo ogni pensiero

verso il Celeste.

38 – Attimi –  Cristina Biolcati

Attimi di tempo,

si inseguono

a ragionar d’eterno.

Stralci di giorno rubati

alle tenebre.

Risate pazze riecheggiano,

mentre fiori di pesco si tingono

a colorare la mia primavera.

39 – In questa parte del mio cuore – Carla Staffieri

ecco,

in questa parte della mia anima spesso trovo rifugio

e tiepida m’avvolge contro il freddo del gelo intorno

sublimazione chimica prima delle lacrime

espandendo effonde tutto il suo tepore

appanna ogni algido vetro che ci separa

ecco,

in questa parte del mio cuore

sto dilatando atri e ventricoli

confondendo amori e rancori e dolori

sperando che il sangue scorra meglio

mettendo in circolo torrenti d’acque dolci

ma è in questa parte del mondo

in cui un’anima calda e un cuore pulsante

vivono e trasmettono sensazioni e battiti

d’intollerante dolore

d’estenuante follìa

di ritorni sbagliati

d’incredibile violenza

entrambi possono poco eppure sperano tanto

soli nell’irrefrenabile loro slancio

in questa parte d’umanità

40 – Fugace visione – Laura Salvatori …un volo di gabbianiè bianco ricamo

delicato arabesco…

nasce nel colore del cielo

si ferma

a mezz’aria

con ali sospese

finisce

improvviso

nell’azzurro del mare…

41 – Baci – Antonella Orlandini

“Quanti baci occorrono

per vivere bene?”

Si chiedeva qualcuno.

Forse basta un bacio al giorno?

O forse uno all’ora?

Vorrei un bacio ogni minuto,

meglio un bacio ogni secondo,

baci a raffica, a volontà…

Sì, vorrei una raffica di baci,

da rimanere senza fiato,

da non riuscire a respirare più,

come una respirazione bocca a bocca,

come fosse una rianimazione.

Rianimami coi tuoi baci,

fammeli risuonare nella bocca,

fammeli schioccare sulle labbra,

baciami sulle palpebre,

baciami sul collo, sulla nuca,

dietro le orecchie…

Riempi le mie mani di baci,

voglio tenerli stretti in pugno

per sentirne tutto il calore,

baciami le dita, baciami le braccia,

risali piano piano fino al cuore,

baciami le spalle, baciami la schiena,

discendi lento più giù che puoi.

Baciami dalla testa ai piedi…

Riempimi di baci e poi…

taci.

42 – L’amore – Roberto Santoro

L’amore è poesia,

è poesia infinita

che appartiene ad ogni vita

come ali di farfalla

posati su una margherita ,

l’amore è l’arma che uccide l’odio,

usiamola tutti,

se non si sa usare

trionferà sempre il male,

Dio è l’amore

ch’è penetrato nel mio cuore

e senza di lui la vita non ha sapore.

43 – Eppure forse t’amo ancora – Carla Staffieri

eppure t’amo ancora, forse

anche se gli occhi tuoi piccoli

miopi di attenzioni e sguardi

s’attardano a guardare lo schermo

o le note d’ una musica senza più orchestra

eppure t’amo ancora, credo

anche se la bocca tua carnosa

quasi muta di quelle parole

centellinate come spiccioli nella tasca

risparmiate a garanzia di non si sa cosa

eppure t’amo ancora, penso

anche se abbracci diventano massaggi

messaggi scritti con le mani sulla pelle

graffi come strade segnate su bianche colline

al richiamo del pallido desiderio

forse t’amo ancora per chi e ciò che ci accomuna

per ciò che abbiamo progettato insieme

perchè se l’amore traccia sentieri vicini

che a tratti s’allontanano

non vorrò mai percorrerli da sola

perchè essersi scelti come compagni di viaggio

ha un suo profondo significato che il tempo non cambia

e se procederemo appoggiati l’un l’altra

e se non lascerai mai la mia mano rugosa

riuscirò comunque ad amarti, ancora, forse

44 –  Fiori – Laura Salvatori

…orme gentili

d’un pennello fatato

gocce odorose

di pioggia iridata…

45 – Distacco – Giuseppe Bellanova

le rondini volano ormai lontane,

muta rimane tutta la campagna,

foglie spazzate come spruzzi di fontane.

qualcuna, tenace, al vento si lagna,

con forza disperata all’albero si attacca,

ma forte lo zefiro il ramo colpisce,

sconfitta alfine la foglia si stacca

e l’albero, ormai nudo saluta il giorno che svanisce.

46 – L’estremo urlo – Anna Bonarrigo

Poesia.. l’hanno imbrattata di falsi sentimenti

di vesti macchiate di candido respiro

l’hanno calpestata e poi messa in piedi

l’hanno lasciata perire senza pietà

ed ora??

ora cosa vogliono da lei??

che si alzi e creda ancora di esistere??

che sia pronta a intonare inni al cuore??

no!!!

essa vuol tacere

rimenre nuda tra la polvere

che investe le strade deserte

come deserto è il cuore

di chi l’ha abbandonata.

come angosciato vive

l’uomo che non ascolta

il suo estremo urlo.

47 – Confessioni – Francesco Vitellini

Non scrissi mai i miei versi più preziosi

erano forti, crudi, dolci e belli

ma li pensai, dentro al cuor li riposi

perché eran miei soltanto almeno quelli.

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)

“Giornata Mondiale della Poesia”

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“Giornata Mondiale della Poesia”
21 marzo 2013
Come omaggio alla “Giornata Mondiale della Poesia” vi invitiamo a inserire versi in questo evento, festeggiando tutti insieme il 21 marzo. Un articolo con tutte le poesie sarà successivamente postato su www.neoria.wordpress.com e www.deliriprogressivi.com a ricordo di questa giornata.
La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, ric…onosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.