Cerimonia di Premiazione Premio di Letteratura “Abbiate il coraggio di essere felici”

locandina cerimonia 2017
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Evento Facebook
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La Cerimonia di Premiazione del
Premio Internazionale di Letteratura
“Abbiate il coraggio di essere felici” 
edizione 2016/2017
si svolgerà presso l’Associazione “Il Giglio” 
Via Jacopo da Diacceto,3/b – Firenze
il 13 maggio alle ore 17.00
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Tutti gli autori sono invitati. I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (spese a carico del destinatario, con modalità da concordare).

PROGRAMMA:

– H 17: saluto autorità
– Consegna donazione ai delegati vEyes (virtual Eyes) – ONLUS
– consegna dei premi ai poeti e lettura delle poesie vincitrici
– lettura critica a cura di Anna Balsamo, Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti” 

– Presentazione dell’antologia “Abbiate il coraggio di essere felici”
– conclusione evento – buffet.

OSPITE MUSICALE:

SHANGRI- LA’ “Voice and Sound For Peace”
SusyL.Berni Voce e bodrhan
Andrea Fischi Chitarra
Rino Iacopini Chitarra
Massimo Ierimonti Percussioni
Esibendosi come artisti nel progetto SHANGRI- LA’ “Voice and Sound For Peace” (costola dei DE POOKAN), spaziando dalla musica dei De Pookan, Musica Italia del Sud, Musica Ebraica e Bretone per creare un Ponte dove le differenze sono solo apparenti.

COMITATO:

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente del Comitato: Annamaria Vezio
Presidente di Giuria: Dante Maffia
Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

 

Annunci

Premio Internazionale di Letteratura “Abbiate il coraggio di essere felici”- edizione 2016/2017

logo-premioNéorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”

e

Il Giardino di Calliope

con il patrocinio di

Regione Toscana (in attesa di conferma)

in collaborazione con

 MCL Toscana

Associazione culturale “Il Giglio”

Associazione culturale “Il Club dei Creativi

indicono il

 Premio Internazionale di Letteratura

“Abbiate il coraggio di essere felici”

edizione 2016/2017

papa Francesco.jpg

REGOLAMENTO 

  1. Tutte le opere dovranno essere inviate inderogabilmente entro il 31/01/2017.
  2. Il concorso esclude ogni forma di lucro e destinerà parte del ricavato al progetto vEyes (virtual Eyes) – ONLUS di supporto per ricerche mediche, biomediche, bioinformatiche e genetiche, con particolare attenzione verso malattie di tipo degenerativo, che portino come conseguenza primaria ad una perdita grave del visus, fino alla totale cecità, oltre ad occuparsi di prevenzione, sempre in ambito malattie della vista, soprattutto a favore di bimbi. (http://www.veyes.it/)
  3. La partecipazione è aperta a tutti coloro che amano la Letteratura e prevede l’invio di testi in lingua italiana, inediti e/o mai premiati in altri concorsi. Saranno accettati anche testi in lingua straniera solo se corredati di traduzione.

SEZIONI ADULTI

A – Poesia: inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

 B – Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

C – Narrativa breve: inviare 1 testo di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

 

Racconto

Lettera

Articolo giornalistico

 D – Videopoesia Adulti: inviare 1 video non superiore ai 4 minuti compatibile con la piattaforma YouTube.

 E – Sezione a tema: “L’amore” – inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12.

“Dove vediamo odio e buio, cerchiamo di portare un po’ di amore e di speranza, per dare un volto più umano alla società.” (Papa Francesco)

 SEZIONI STUDENTI

 F – Studenti Scuola Primaria

 G – Studenti Scuola Secondaria inferiore

H – Studenti Scuola Secondaria superiore

 Poesia inviare 1 poesia di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

 Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

 Narrativa breve: inviare 1 testo per classe di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

– Racconto

– Lettera

– Articolo giornalistico.

Nelle sezioni F – G è consentito partecipare per classe oppure a titolo individuale nel solo caso in cui la classe dello studente non partecipi, riportando i dati della scuola nella scheda di adesione.

Per le classi l’insegnante deve indicare nello stesso file delle poesie:

  • Classe, Sezione, Scuola, e-mail e indirizzo completo della Scuola
  • Nome e Cognome Insegnante, Indirizzo e-mail dell’Insegnante (se disponibile)
  • Elenco degli studenti che hanno contribuito alla realizzazione delle opere inviate.

Per i concorrenti minorenni è necessaria la dichiarazione di autorizzazione alla partecipazione di chi ne esercita la patria potestà. 

SPEDIZIONE DEGLI ELABORATI

La spedizione deve essere effettuata via posta elettronica inviando una unica mail, entro il 31/01/2017 all’indirizzo concorsoletterariomcl@gmail.com con oggetto “Premio internazionale di Letteratura 2016/2017, allegando:

  • Scheda di adesione debitamente compilata in ogni sua parte e copia della ricevuta di versamento (sezioni A – B – C – D – E – F)
  •  2 copie dei testi, in formato Word, carattere Times 12, di cui 1 anonima e 1 completa di dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore), o la video poesia.  

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Gli autori a parziale copertura delle spese organizzative si impegnano a versare per ogni sezione:

  • Sezioni A – B – C – D – E – F: € 10 (dieci)
  • Sezioni F – G – H: gratuito
  • Soci MCL: gratuito

Modalità di pagamento:

Carta   PostePay  n. 4023600935642183 intestata  a Umberto Viliani (Presidente MCL Toscana),  Codice  Fiscale  VLNMRT64C09D612T

 GIURIA E PREMI

La Commissione giudicante è così composta:

Dante Maffia (Presidente di Giuria): docente, scrittore, medaglia d’oro alla cultura della Presidenza della Repubblica, candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

Antonella Ronzulli (Presidente del Premio): Direttore editoriale Litho Commerciale, Coordinatore Arti Letterarie presso Associazione culturale “Il Club dei Creativi”, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio (Presidente del Comitato): docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, fondatrice blog culturale “Il Giardino di Calliope”, Presidente “Progetto Fiaba”, autrice, pittrice, musicista

Anna Balsamo: Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Paola Casali Grossi: preside Liceo e professoressa di lettere

Renato Fedi: poeta

Vittorio Magrini: scrittore

Fatima Finessi: operatrice culturale

Saranno assegnati per ogni sezione i seguenti premi:

1° classificato: Coppa e Attestato

2° classificato: Targa e Attestato

3° classificato: Medaglia e Attestato

Dal 4° al 10°: Attestato di Merito

Attestato di partecipazione a tutti gli iscritti che ne faranno richiesta (invio telematico).

La Giuria il cui operato è incontestabile, insindacabile e inappellabile, potrà assegnare a discrezione ulteriori menzioni e premi.

Le poesie premiate e altre ritenute meritevoli, senza compenso alcuno per gli autori, verranno pubblicate nell’Antologia “Abbiate il coraggio di essere felici” a cura della Litho Commerciale (sponsor ufficiale) che sarà presentata nel corso della premiazione. La proprietà letteraria resterà comunque dell’Autore.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Firenze in data e luogo da definire. Tutti gli autori sono invitati. Saranno contattati in tempo utile solo i premiati che sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).

 NORME GENERALI

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata di questo regolamento.

Farà fede la data di invio della mail, in nessun caso sarà restituita la quota versata. Non sono previsti rimborsi per spese di viaggio e alloggio. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Saranno esclusi tutti i componimenti che conterranno parole o concetti volgari, violenti, razzisti, contro ogni religione, i componenti che superano i limiti di lunghezza, quelli spediti oltre il termine stabilito o pervenuti senza scheda di adesione compilata o copia della ricevuta di pagamento.

 IL COMITATO DEL PREMIO

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli

Presidente del Comitato: Annamaria Vezio

Presidente di Giuria: Dante Maffia

Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

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Scarica Bando

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/bando-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Scarica Scheda di adesione

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/scheda-adesione-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/1815787758664949/

 

“Ali di cielo” di Annamaria Vezio – recensione di Enrico Marco Cipollini

 

ali

Prefata da Dante Maffia, la silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, sebbene le poesie non siano tutte dello stesso spessore, un comune denominatore che è la trascendenza –il titolo non è messo a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante.  Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio.  Il critico e il lettore si limitano a interpretare e non a trovare “il vero oggettivo”, tipico della scienza, ma tale apparente limite è la forza, la vis insita della poesia: troviamo individualmente i nostri vissuti, le nostre esperienze e le facciamo in tal modo nostre. Viviamo la creazione poetica tramite i nostri personalissimi vissuti interiori, i nostri bagagli culturali, la nostra sensibilità.  L’elaborazione finale non è del poeta che potrebbe esser anche anonimo ma di chi usufruisce della poiesis: sono i vari livelli interpretativi del Soggetto che recepiscono e fan poesia, si potrebbe azzardare pur restando la forma del bello in sé.

Nella poesia di Annamaria  Vezio c’è un linguaggio che aspira ad una trascendenza religiosa ma, al di  là di certa “metafisica”, s’avverte il mondo concreto e vitale dell’Autrice.  Sono esperienze concrete, reali che la muovono a cimentarsi nell’ars poetica, è una vita dolorosa ma che mai mette  in dubbio la vita che -nonostante tutto- ama: molto lontana dall’olimpica serenità di uno spirito assoluto (nel senso vero dell’etimo latino, slegato). Il suo volo verso una dimensione spirituale nasce da una sublimazione dei Vissuti (Erlebnisse è intraducibile), è una necessità d’armonia che disperatamente cerca, un Amore con la maiuscola che sia eterno, puro, incorruttibile. Un Amore che vive quindi nell’ottica spirituale e si mescola a quello cristiano ma non si limita ad agape bensì è sovente “desiderio” sensuale sebbene trasposto.  Quindi lirica che, oltre a certa acmé metafisica, è concreta, verace, coinvolgente. Ma ciò che credo sia una delle chiavi interpretative è il mare come divenire e nel contempo sempre eguale. Si direbbe la unità degli opposti che crea l’identità: il divenire nell’essere. E il divenire porta seco la problematica del Tempo. Il tempo che scandisce i nostri momenti “passati-presenti” (in quanto riaffiorano: non siamo che la risultante delle esperienze precedenti) e i “presenti” che danno la spinta di elevarsi dal quotidiano affinché il tempo così si fermi in “attimi eterni” dove l’anima possa dilatarsi e così “riviva” quelle occasioni perdute. In breve à la Proust, la ricerca del tempo perduto non è altro che ritrovare e liberare il passato, un tempo liberato. Al lettore l’ultima parola, tali sono soltanto spunti per una lettura più profonda.

Enrico Marco Cipollini

Annamaria Vezio, Ali di cielo, Novi  Ligure, Litho Commerciale, 2015, pp.120, € 10,00

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Info e ordini: ludovica@lithocommerciale.com

“IL CRISTO VELATO” di Marcello de Santis (seconda e ultima prima parte)

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(2° parte)



Il Disinganno

La statua del Disinganno è opera dell’artista Francesco Queirolo (Genova 1704 –  Napoli 1762) che lavorò alla Cappella dei Sansevero dove oltre a eseguire sculture provvide anche alla decorazione della stessa

Ho scelto di pubblicare un particolare di essa, la parte superiore, perché vista così da vicino si può ammirare e comprendere la difficoltà del suo autore nel realizzare la rete (di marmo) che avvolge la persona. Si trova a destra dell’altare, rappresenta appunto un uomo che tenta invano di sciogliersela di dosso, con l’aiuto di in genietto con le ali; cerca di liberarsi dall’inganno rappresentato dalla rete che lo ha fatto suo prigioniero.
Il Principe di Sansevero ha voluto nella statua vedere suo padre Antonio (1683-1757) chiamato dal desiderio di avventure per perseguire le quali abbandonò in gioventù la famiglia; rinunciò per questo alla successione, mantenendo per sé solo il titolo di duca di Torremaggiore, e che tornò all’ovile solo in tarda età, pentito, al punto che prese i voti e si chiuse in convento.

La Pudicizia

Anche qui siamo di fronte a una statua coperta da un velo leggero, così sottile da sembrare un velo vero come nel Cristo del Sammartino.

Opera di Antonio Corradini eseguita nell’anno 1752, vuole rappresentare – per volere del Principe Raimondo – la sua adorata madre Cecilia Gaetani dell’Aquila che morendo giovanissima nel dicembre del 1910 lo aveva lasciato piccolissimo, quando aveva appena un anno.
Corradini, celebre artista alla corte dell’imperatore a Vienna, viene chiamato nel 1751 a Napoli per eseguire i lavori della oggi famosa Cappella. Ma il destino aveva deciso per lui; non poté realizzare quanto chiamato a fare, essendo stato colto dalla morte nello stesso anno in cui terminò la Pudicizia, il 1752.

Opera questa di incredibile leggerezza, non ha eguali, anche se esistono invero molte altre statue velate nella storia dell’arte, alcune realizzate dallo stesso Corradini (che – pare – sia stato anch’egli un affiliato della massoneria). Non stiamo qui a ricordare i simboli nascosti che si sono voluti cercare e trovare nella statua velata della Pudicizia, ché lo stesso personaggio del committente, il Principe Raimondo portava necessariamente a fare. Il principe infatti, come detto anche più sopra, era dotato di una cultura eccezionale, e all’epoca era considerato, tra le altre cose, un vero e proprio genio. Matematica, lingue, medicina; e chimica soprattutto.

Giovanissimo studente era stato un inventore di provata abilità ed efficienza; tra le sue invenzioni si ricorda il fucile a retrocarica; e un cannone di lunga gittata che realizzò per poter colpire le navi della flotta da guerra inglese che ponevano d’assedio Napoli. Ma si dice che fosse il primo da avere scoperto la radioattività, in esperimenti che gli lasciarono il tremore delle mani fino alla sua morte.

Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero,

nato a Torremaggiore in provincia di Foggia nel 1710, morto a Napoli nel 1771

L’arte medica era un’altra delle sue infinite doti; la metteva a disposizione anche per i nobili malati che curava sperimentando su di loro, dopo aver studiato i sintomi di loro mali, le sue trovate chimiche; e poi esaminando le reazioni ai suoi medicamenti. Fu così che gli venne in mente, una mente sensazionale sotto tutti gli aspetti, di far costruire, per poter meglio studiare il corpo umano, le famose macchine anatomiche nelle quali fece riprodurre l’apparato circolatorio con tanto di vene arterie e capillari, sia di una persona di sesso maschile che di una di sesso femminile, questa addirittura in stato interessante.
Eccole qui sotto le foto di queste altre due altre meraviglie.


Sono gli scheletri di un uomo e di una donna conservati nei sotterranei della Cappella; sono chiusi in due bacheche di vetro per preservarle da qualsiasi cosa o persona che potrebbe danneggiarli.

Come si può vedere sono realizzati fin nei minimi particolari vene e venuzze e capillari del sistema circolatorio. Sono opera di un medico di Palermo, tale Giuseppe Salerno, che li realizzò sotto la direzione e il controllo costante del principe in persona, e risalgono agli anni 1763-1764, quando il principe aveva 54 anni; che li ha fatti “costruire” mettendo a disposizione del medico due elementi veri: le ossa e i crani, intorno ai quali ha elaborato e sistemato l’intricato sistema di vene.

Come le altre opere presenti della cappella –  ma questa più delle altre – presenta il più grande mistero di cui è impregnato l’ambiente sacro: quali materiali sono stati utilizzati per la composizione del delicatissimo apparato circolatorio? quali procedure segrete?
Non è chi non veda – e non c’è bisogno di ricordarlo – che le due composizioni hanno richiesto degli studi approfonditi del corpo umano, sia da parte del medico chiamato a eseguire l’opera; che soprattutto da parte del Principe Raimondo, che sappiamo quanto fosse meticoloso e attento a che tutto fosse perfetto al massimo grado.

Le illazioni riguardo alla elaborazione ed esecuzione delle due figure sono diverse, e tutte misteriose ancora oggi.

Forse che il principe abbia fatto usare una sostanza sconosciuta, da lui scoperta in laboratorio, che il medico ha infiltrato nel corpo vero di due cadaveri, sostanza che ne avrebbe metallizzato i vasi sanguigni?
Se così fosse, ci troveremmo allora avanti a due scheletri di cadaveri del settecento. (e una storia, vera o leggenda, narra che il principe avesse fatto uccidere due suoi servi – almeno questo credeva il popolo: erano scomparsi, guarda caso, proprio allora, due servi del principe; del resto era voce corrente tra il popolino che aveva fatto uccidere ben sette cardinali per usarne la pelle a coprire delle sedie – e quindi avesse provveduto con l’aiuto del medico Giuseppe Salerno a imbalsamare i due corpi, usando materiali da lui studiati e realizzati la cui composizione il principe si è portata nella tomba.

Oppure le due opere sono frutto semplicemente di un’arte sopraffina, applicata alla bisogna con materiali comuni all’epoca, la cui combinazione (arcana) sia stata cercata e creata all’uopo del principe in persona? Fatto sta che a ben vedere tutto l’apparato circolatorio dei due rasenta la perfezione assoluta in ogni minima parte, se si tiene conto che trecento anni fa circa le conoscenze del corpo umano non erano certamente quelle di oggi.

Insomma: ai suoi tempi il principe era considerato, fin da quando giovanissimo venne a Napoli dal suo paese, una specie di negromante; la sua persona era circonfusa di qualcosa di arcano; tanto che faceva addirittura paura quando andava a passeggio per una Napoli che egli considerava città arretrata e ignorante, avvolto nella sua cappa di mistero; era additato addirittura come uno stregone; il mistero ancora oggi prende il visitatore nella Cappella, che resta a dir poco allibito da ciò che scorre davanti ai suoi occhi.

Quando ci accingiamo ad uscire, non possiamo non ritornare ancora là dove dorme il cristo. Gettiamo un ultimo sguardo al corpo nella sua interezza,  ci giriamo intorno con lo sguardo, e ci viene voglia di allungare una mano e toccare; anche se sappiamo che è vietato. Restiamo suggestionati ancora una volta – e sì che c’eravamo fermati a lungo ad ammirare l’opera poco prima – restiamo suggestionati dalla realtà del velo così aderente al viso e al corpo, che possiamo vedere attraverso di esso addirittura le ferite infertegli durante la crocifissione.
Tutto è talmente perfetto che non possiamo non tornare a pensare alla personalità del Principe e alle conoscenze (che a quel tempo dovevano essere necessariamente limitate) di cui abbiamo letto da qualche parte prima di entrare nella Cappella: e ci viene spontaneo pensare che quel marmo sia diventato marmo dopo la creazione della statua, grazie a qualche astruso potere alchemico messo in atto dal di Sangro.
Ma quali strumenti misteriosi aveva a disposizione?
Che cosa mai si era inventato in grado di marmorizzare un velo trasparente?

Il viso del Cristo

Il nostro desiderio è incontrollabile, non tanto per il gesto semplice in sé di renderci conto della “realtà” della scultura, ma con l’inconscio impulso di sollevare il velo e constatare coi nostri occhi se quel signore che sta là sotto stia dormendo; e il nostro sguardo corre al torace, e lo fissiamo, a vedere se per caso si solleva o meno, se respira o meno; e poter gridare: è vivo! è vivo!  Poi  però ci tratteniamo e seguiamo il flusso lento e pensieroso degli altri visitatori che si avvia ad uscire, e noi con loro, portandoci appresso tutti i misteri che nel nostro giro non siamo riusciti a svelare. Neppure in parte.
Voglio chiudere questo breve saggio riportando una domanda che si pone Giuseppe Di Stadio, e che si sono posti tanti studiosi del Signore di Sansevero, purtroppo ancora oggi senza risposta

Giuseppe Di Stadio è un giovane napoletano, egittologo e studioso di storia; in particolare ricercatore delle evoluzioni dei Regni partenopei dal 500 al 1861. Ha al suo attivo anche un romanzo storico. Potete leggere di lui e dei suoi saggi – e vi garantisco che ne vale la pena – sul blog che ha su internet intitolato mry hr – l’amato da horus.

Si chiede dunque Di Stadio:
Come è possibile che uno studioso del 1700 sia riuscito ad acquisire conoscenze così sviluppate ed approfondite in tutti i campi del sapere umano? Come ha potuto mettere in pratica i suoi studi realizzando le opere che oggi ammiriamo con i nostri occhi incantanti e sbalorditi?

Marcello de Santis

 

“Wish we were Here” – Anche a Novi L. l’evento nazionale dedicato ai Pink Floyd

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Per i 40 anni del gruppo londinese, con il patrocinio del Comune di Novi, in concomitanza con l’inaugurazione dell’estivo dell’Ovo Center di Novi, rinnovato dopo l’alluvione, la grande tributeband Outside the Wall, rassegna giovani gruppi, cultura, laboratori, gaming, street food, mostre e mercatino.
Il club degli appassionati dei Pink Floyd per i 40 anni di Wish You Were Here organizza un evento nazionale che vedrà in contemporanea in ogni regione un evento, per il Piemonte ha scelto l’Ovo Center (ormai conosciuto come n’Ovo).
Infatti il club Lunatics sarà presente in tutte le regioni italiane con un tributo musicale dal titolo “ Wish We Were Here” dedicato al famoso gruppo rock londinese ma a Novi, con patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune, organizzato dal Club dei Creativi di Novi con la supervisione della Fanzine Pink Floyd US and THEM di Alessandria, la manifestazione avrà uno sviluppo molto più ampio.
Infatti sempre marchiato Pink Floyd si terrà un convegno che vedrà l’intervento di esperti del club Lunatics e studiosi della musica in un percorso disegnato dalla direzione culturale di Fabrizio Repetto, che parleranno del gruppo di Londra ma anche del fine confine tra talento e pazzia significativamente rappresentato dall’artista Syd Barrett della band britannica.
Ampio spazio sarà dedicato anche agli strumenti con un viaggio fantastico nel mondo dei liutai e della costruzione artigianale della musica presentato in formato divertente per i bambini e interessante per ragazzi ed adulti da un gruppo di super esperti capitanati da Paolo Raiteri i quali daranno vita anche a laboratori.
Ma quando si dice Pink Floyd si parla anche di elettronica, infatti sono stati il primo grande gruppo che ha dato ampio spazio agli effetti speciali pertanto l’organizzazione oltre a curare questo aspetto in modo particolare durante il concerto, offrirà ai collezionisti una ricca esposizione di mercato HI-FI vintage, mentre per i ragazzi sarà in programma una grande gara di Gaming FIFA aperta a tutti a cura de La Cripta informatica di Genova Voltri.
L’evento festaiolo sarà allargato anche a chi vorrà trascorrere una giornata ricca di spunti grazie alla ristorazione tradizionale o fast, al “Mercatino on The Road” con ampio spazio al vinile ed al vintage, con l’area bimbi con gonfiabili e giostrine.
Naturalmente il centro dell’attenzione sarà rivolta al palco allestito con luci video ed effetti speciali dove, dopo una rassegna di band rock locali realizzata in collaborazione con l’Informagiovani del Comune di Novi, salirà una delle migliori tribute band di Italia gli Outside the Wall di Genova.
Sung Il Bechis direttore artistico del Club dei Creativi ci dice che sarà presente anche un’area dedicata all’arte con una raccolta proposta in stile ‘68 con un camper proveniente dal Museo Costa di Genova, e che a condurre la giornata sarà Carlo Trapani illustre speaker e show man televisivo genovese.

Sabato 2 maggio 2015

dalle ore 9.00 alle ore 23.45

presso

La Risto-Bottega di n’OVO ex Ovo Center

via Serravalle, 52 – Novi Ligure (AL)

(ad 1 Km dall’Outlet di Serravalle)

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