Cerimonia di Premiazione Premio di Letteratura “Abbiate il coraggio di essere felici”

locandina cerimonia 2017
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Evento Facebook
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La Cerimonia di Premiazione del
Premio Internazionale di Letteratura
“Abbiate il coraggio di essere felici” 
edizione 2016/2017
si svolgerà presso l’Associazione “Il Giglio” 
Via Jacopo da Diacceto,3/b – Firenze
il 13 maggio alle ore 17.00
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Tutti gli autori sono invitati. I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (spese a carico del destinatario, con modalità da concordare).

PROGRAMMA:

– H 17: saluto autorità
– Consegna donazione ai delegati vEyes (virtual Eyes) – ONLUS
– consegna dei premi ai poeti e lettura delle poesie vincitrici
– lettura critica a cura di Anna Balsamo, Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti” 

– Presentazione dell’antologia “Abbiate il coraggio di essere felici”
– conclusione evento – buffet.

OSPITE MUSICALE:

SHANGRI- LA’ “Voice and Sound For Peace”
SusyL.Berni Voce e bodrhan
Andrea Fischi Chitarra
Rino Iacopini Chitarra
Massimo Ierimonti Percussioni
Esibendosi come artisti nel progetto SHANGRI- LA’ “Voice and Sound For Peace” (costola dei DE POOKAN), spaziando dalla musica dei De Pookan, Musica Italia del Sud, Musica Ebraica e Bretone per creare un Ponte dove le differenze sono solo apparenti.

COMITATO:

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente del Comitato: Annamaria Vezio
Presidente di Giuria: Dante Maffia
Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

 

La Litho Commerciale Casa Editrice a “Libri e Disegni al Sole”

fiera celle

Anche quest’anno la Litho Commerciale Casa Editrice 

vi aspetta alla XI edizione di

“Libri e Disegni al Sole”

Celle Ligure

Galleria Crocetta

1-2-3 luglio 2016

https://www.facebook.com/lithocommercialeeditore/

fiera cella1

https://www.facebook.com/LibriEdisegniAlSole/

Sono un Ermetico di Mario Di Nicola

Sono un ermetico

………Credo nella tematica del “segreto poetare”, l’oscuro scrivere le emozioni “vere” del poeta, i fondamentali del segreto sentire attraverso la divulgazione nello scrivere in versi, lacerati, mistici, essenziali, quasi a scomparire nella stessa segretezza del verso pensato.

L’intimo del poeta diviene la metamorfosi dell’universo concepito come creazione del se, attingendo la spiritualità pura del respirare l’uomo, viverlo e classificarlo nella tematica  realizzata da un desiderio non acclamato; perché si ha la coscienza che la rappresentazione di se stessi, nella facilità di mostrarsi, trasfigura con la brutalità sociale di una tradizione letteraria “sociale”, orientata a voler capire il letterato o curatore di una idea, volerlo attingere ad esempio.

L’ermetico non desidera questo, esso raffigura l’esito finale di una domanda fatta allo spazio eterno, continuo, dispersivo, ma che come risposta trova l’approdo alle soglie di un mare. Estraneo ai molti, ma capace di poter bagnare le anime approdate, per carpire con una sola parola, la profondità dello stesso. Senza doverlo capire per forza.

La puntualità del verso ermetico, sta nella soglia del non voler farsi vedere in toto, nel voler solo raffigurare un istante, un momento nevralgico, come una foto, una visione istantanea, capace di tagliare il senso della visione, in mille percorsi da farsi.

Esercizio Vitale di Mario di Nicola

Corro nelle vene

dei tempi
delle stanche donne

come cavalli fumanti nella stalla
respiro ansioso le allegoriche more tue

raccolte nei cesti voluttuosi
di fresche tovaglie lavate a candeggina

e rapito dai miei ricordi
immagino quelli che ho sempre voluto non avere

tu sei una di quelle,
ma oggi, e oggi, posso

ti riempio di colori
ti riempio di gioie
ma ti svuoto di parole
che prima o poi
si sbaglia nel parlare

come le onde del mare
che s’arruffano sugli scogli

saluto come il mio amico prete
benedicendo il creato,
non lo comprendo

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2000

Velato sfogo di Mario Di Nicola

Dismetto gli argini delle domande,
a un Dio e a me stesso,
sull’eventualità della ragion veduta.

Come se fosse possibile rispondersi per davvero.

Ma incredule lacrime appagano menti febbrili,
unico sollievo all’invero del caso.
Sono preda dei miei rancori,
sopravvenuti nell’arcigna piega
delle mie labbra.

E’ difficile scriversi con il cuore.

La mia amica dice che sono poeta,
la mia allegoria è poetica amica,
la poesia è una conoscente amichevole.

Levare le emozioni nei paesaggi abbozzati,
pulire una tela romana,

Io chiedo scusa per il tempo accordatomi,
ragion veduta del fato verso i miei ricordi.

Salvezze infinite.

Tutti di diritti riservati come per legge
Di Nicola Mario © copyright. 2014