“E parlerò di te” di Donata Porcu

salva

E parlerò di te

voce nel vento

dei tuoi rami spettinati

e i tuoi versanti scoscesi…”

 

 

Dalla prefazione:

L’esistenza è un percorso del quale non riusciremo mai a capacitarci fino in fondo, sono la mente e il cuore intenti a elaborare ininterrottamente pensieri, turbamenti, gioie e illusioni. E’ come se temessimo i perigli e le tempesta ma, al contempo, come se ricercassimo l’alta onda delle emozioni per farci travolgere, per essere dopo capaci di dare un senso più elevato al nostro quotidiano, che talvolta ci appare sterile e insensato. il volere umano di fortificarsi delle deboli sicurezze acquisite nel tempo, appare come una fragile prigione che ci siamo prodigati a tessere, nel tentativo di separare le nostre persone dal Mondo e da un vivere più coinvolgente degli eventi che a ruota sembrano voler travolgere le nostre certezze. la mente umana tende sovente a escludere il sogno e la semplice divagazione dai quotidiani pensieri, presa dalla paura di volare troppo in alto, di non avere più punti di riferimento, come la certezza della materialità delle cose del Mondo che più le appartengono… (continua)

Tommaso Di Stefano

 

 

Titolo: E parlerò di te

Autore: Donata Porcu

Editore: Litho Commerciale

Collana: Eos

Data di Pubblicazione: Aprile 2015

ISBN: 9788890970597

© 2015 Litho Commerciale

Pagine: 68

Formato: brossura

Prezzo di copertina: € 10,00

Info e ordini: ludovica@lithocommerciale.com

“Eterno” video poesia

“Eterno” è tratta dal libro

“Questo foglio sottile di vita”

di Donata Porcu

© Lettere Animate Editore 2012

Foto e video:  © Antonella Ronzulli

Voce recitante: Dulcinea Annamaria Pecoraro

“Questo foglio sottile di vita” intervista di Lorenzo Spurio

Intervista a Donata Porcu

“Questo foglio sottile di vita”

a cura di Lorenzo Spurio

LS: Come dobbiamo interpretare il titolo che hai scelto per la tua ultima opera pubblicata?

DP: Non sono solita spiegare i titoli delle mie poesie o delle mie opere, non mi piace…preferisco che chi legge interpreti da solo, ma in questo caso sento di poter dare una indicazione: in una sua bella recensione, Lorenzo Spurio ha fornito una preziosa quanto indovinata interpretazione di quanto ho desiderato dire col mio titolo ( che è poi anche il titolo di una poesia contenuta nella silloge)

LS: Un autore negherà quasi sempre che quanto ha riportato nel suo testo ha un riferimento diretto alla sua esistenza ma, in realtà, la verità è l’opposto. C’è sempre molto di autobiografico in un testo ma, al di la di ciò, il recensionista non deve soffermarsi troppo su un’analisi di questo tipo perché risulterebbe per finire fuorviante e semplicistica. Quanto c’è di autobiografico nel tuo libro? Sei dell’idea che la letteratura sia un modo semplice ed efficace per raccontare storie degli altri e storie di sé stessi?

DP: Credo di non aver mai negato il carattere autobiografico dei miei versi, perché ritengo  risulti evidente; mi chiedi quanto ci sia di autobiografico e non posso che risponderti : tutto. Scrivere è il mio modo preferenziale di esprimermi ed è stato fin da ragazzina il modo per sciogliere e liberarmi di nodi interiori troppo stretti. Penso che sia assolutamente un modo efficace (anche se non semplice) per parlare di se stessi, sempre che gli ascoltatori siano attenti; non so quanto sia efficace per parlare degli altri, io credo si finisca alla fin fine sempre per parlare di se stessi attraverso gli altri… o forse lo si può fare, ma solo se si tratta di “altri” che abbiamo avuto modo di vivere empaticamente

LS: Quali sono i tuoi autori preferiti? Quali sono le tendenze, le correnti italiane e straniere e i generi letterari che più ti affascinano? Perché?

DP: ti confesso che la domanda mi fa sorridere, per il fatto che non saprei da dove cominciare nel risponderti: io sono sempre stata e sono tuttora, una lettrice vorace e molto disordinata: Mi piacciono prosa e poesia e confesso che mi piace quasi tutto! Amo molto i classici sia in poesia che in prosa, italiani e stranieri, mi entusiasmo sui nostri grandi ma non disdegno la produzione più moderna e quella minore. Mi rilassa e mi appassiona la lettura di romanzi fantasy. Tralasciando i grandi nomi della nostra letteratura, che do per scontati, il primo nome che sento di farti è Dostoeskij per quanto riguarda la prosa; la poesia è un florilegio di nomi…Ungaretti, Neruda, la nostra Merini… Per farla breve, se escludiamo gialli, polizieschi e romanzi sentimentali…leggo tutto con passione.

LS: So che rispondere a questa domanda sarà molto difficile. Qual è il libro che di più ami in assoluto? Perché? Quali sono gli aspetti che ti affascinano?

DP: Non è difficile, ho subito la risposta per te: è senza dubbio L’Idiota di Dostoesskij, il motivo sta sicuramente nella tematica, nella profondità dell’interrogativo che sottende al romanzo e soprattutto nel fatto che l’ho letto e riletto e ancora non mi annoia.

LS: Quali autori hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile? Quali autori ami di più?

DP: temo di non saperti rispondere, aspetto ancora qualcuno che sappia darmi la risposta, ammesso che sia possibile catalogarmi in un qualche modo, questo per quanto riguarda gli autori che hanno contribuito a formare il mio stile, quanto agli autori preferiti, ho già fatto qualche nome prima: accanto ai grandi classici della poesia di tutti i tempi, mi sento molto vicina a Neruda e alla Merini.

LS: Quali libri hai pubblicato? Puoi parlarcene brevemente?

DP: Nel 2011 è uscito il mio primo libro “Dell’amore resta solo l’amore”, una silloge di poesie a tema amoroso (inteso nel senso più ampio del termine). In questo 2012 invece ha visto la luce “Questo foglio sottile di vita”, una silloge di poesie suddivisa in tre sezioni, a tema vario. In entrambe le raccolte confluiscono i versi scritti in tutti questi anni, oltre ovviamente alle ultime produzioni.

LS: Collabori o hai collaborato con qualche persona nel processo di scrittura? Che cosa ne pensi delle scritture a quattro mani?

DP: Solitamente scrivo da sola, ma sono sempre disponibile ad ogni esperimento; da poco ho scritto a quattro mani  con Antonella Ronzulli, una poesia pubblicata sul suo ultimo libro “Attimi: il puzzle della vita” (Lettere Animate 2012). Ritengo che scrivere a quattro mani sia una bella esperienza, ma occorre farlo con le persone giuste: ci vuole stima, empatia e per quanto mi riguarda affetto.

LS: A che tipo di lettori credi sia principalmente adatta la tua opera?

DP: Sicuramente non a lettori frettolosi o superficiali; non è importante quanti leggeranno i miei libri, ma è importante che coloro che lo fanno sappiano penetrare le parole e le emozioni: chi possiede un mio libro possiede un pezzetto della mia anima…chiedo che le mie parole non siano vane.

LS: Cosa pensi dell’odierno universo dell’editoria italiana? Come ti sei trovato/a con la casa editrice che ha pubblicato il tuo lavoro?

DP: Un marasma, un bombardamento di proposte, un universo in cui si rischia pericolosamente di perdersi: occorre essere avveduti e avere anche quel pizzico di fortuna che consenta di non cascare in mani sbagliate. Io ho pubblicato la mia seconda opera con Lettere Animate, una casa editrice molto giovane ma che sta lavorando molto bene; posso dirti che mi trovo benissimo: hanno creduto in me e mi sostengono, mi hanno aiutato e mi aiutano nel farmi conoscere e sono sempre presenti. La precedente esperienza mi aveva un po’ scottata: oltre alle spesa considerevole, mi ha lascito perplessa l’abbandono in cui mi sono trovata…ma andiamo oltre.

LS: Pensi che i premi, concorsi letterari e corsi di scrittura creativa siano importanti per la formazione dello scrittore contemporaneo?

DP: Credo che ogni occasione di confronto, e le cose che tu citi in quanto tali, siano utili alla formazione di uno scrittore. Io personalmente confesso di essere troppo pigra per parteciparvi: segno ogni data e mi propongo assolutamente ogni volta di rientrare nei tempi … dopodiché aspetto che scada il termine!

LS: Quanto è importante il rapporto e il confronto con gli altri autori?

DP: Come ti dicevo sopra è molto importante, ed è un confronto che può attuarsi sempre, attraverso l’amicizia e la solidarietà tra autori; io credo ancora nella possibile mancanza di invidie e giochini di potere: ognuno di noi è unico e c’è posto per tutti.

LS: Il processo di scrittura, oltre a inglobare, quasi inconsciamente, motivi autobiografici, si configura come la ripresa di temi e tecniche già utilizzate precedentemente da altri scrittori. C’è spesso, dietro certe scene o certe immagini che vengono evocate, riferimenti alla letteratura colta quasi da far pensare che l’autore abbia impiegato il pastiche riprendendo una materia nota e celebre, rivisitandola, adattandola e riscrivendola secondo la propria prospettiva e i propri intendimenti. Che cosa ne pensi di questa componente intertestuale caratteristica del testo letterario?

DP: Penso che la risposta debba variare a seconda della consapevolezza o meno di questa azione; personalmente credo che in realtà le cose da dire sia sempre le stesse e ciascuno di noi si sforza di dirle come meglio gli pare. Per lo più, però, la cultura ben assimilata fa si che questo meccanismo risulti spesso assolutamente inconsapevole: ciò che leggiamo diventa talmente nostro che quando lo restituiamo al nostro lettore siamo convinti di dire cosa nuova.

Lorenzo Spurio

scrittore, critico-recensionista

Blog Letteratura e Cultura

09/08/2012

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE

LA PRESENTE INTERVISTA IN FORMATO DI STRALCI O INTEGRALMENTE

SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

 

“Questo foglio sottile di vita” recensione a cura di Lorenzo Spurio

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

 

Vorrei incontrarti un giorno

dove il tempo non conosce limiti

a metà del faticoso cammino

perché non esiste un percorso compiuto.

(in “Attesa”, p. 18)

 

Ho avuto l’occasione e il piacere di “sperimentare” da vicino questo libro che, pur essendo abbastanza fino,  è ricchissimo di contenuto, durante la sua presentazione che si è svolta a Firenze sabato scorso. In quell’occasione ho conosciuto così l’autrice, Donata Porcu, una donna semplice, spontanea ed estremamente contenta –non solo di questa sua fatica letteraria, ma della vita in generale-. Dopo il suo esordio poetico con la silloge Dell’amore restato solo l’amore (Rupe Mutevole, 2011), Donata Porcu torna con Questo foglio sottile di vita, edito da Lettere Animate. Il titolo apparentemente discorsivo e poco stringato ci dà numerose informazioni: la vita è un foglio bianco da scrivere, siamo noi a scrivere su questo foglio, ma allo stesso tempo sono anche gli altri, l’ambiente che ci circonda, sicché il prodotto finale non è che un manoscritto a più mani, dettato cioè da più fattori. Ma non è solo questo. Quel foglio a cui Donata Porcu fa riferimento – la vita, appunto- non può essere che sottile. L’esistenza del singolo, infatti, non è che una piccolissima componente dell’universale ed è per questo ‘sottile’, ma lo è anche perché la vita è un percorso accidentato e quasi mai rettilineo. La sottigliezza sta nella difficoltà, nella precarietà, nell’incessante scorrere del tempo.

Leggendo le poesie che compongono questo libricino, ci si rende conto da subito che la poetica di Donata Porcu parte da cose semplici e comuni che, però, utilizza come elementi per poter riflettere e argomentare. Molte di esse sono strettamente legate a un passato vissuto in maniera dolorosa – come le liriche ispirate e dedicate alla sorellina morta in tenerissima età- in altre, invece, si ravvisa una innocenza e ingenuità infantile ormai andata e impossibile da ritrovare come in “Samuele”, dedicata al suo gattino.

Donata Porcu è una donna estremamente legata alla sua terra d’origine, alla Sardegna, anche se nella silloge non vi sono espressi riferimenti alla toponomastica di quella regione e neppure espressioni nel dialetto della zona, ma la sua terra natale si respira attraverso i colori, gli odori, le piante che contornano le sue liriche. Antonella Ronzulli, direttrice di collana, osserva nella prefazione all’opera: “Dirompente è il forte legame che ha con la terra, il mare, la sabbia con i suoni, profumi e colori, lei non vive l’ambiente, lei ne è parte; così come il suo amore per gli animali, la conduce a considerarli parte integrante della sua vita” (p. 11). Ed espressione di questo è in maniera evidente la lirica che apre la raccolta dal titolo “Terra” nella quale leggiamo: “Tutto il mondo è la mia terra/ […] Il mio cuore è la mia terra” (p. 12) a significare, forse, che si può essere lontani dalla terra d’origine, ma portarla comunque sempre nel proprio cuore. Ma anche quando la terra non viene evocata come “luogo d’origine”, Donata Porcu si riferisce ad essa come sostrato vitale, come entità materiale del nostro vivere nella quale è possibile riscontrare la creazione, la vita, la rinascita: “Ho baciato la terra umida di pioggia” (p. 21). C’è sempre una grande attenzione nelle sue liriche nei confronti della terra, della Terra, della Madre Terra.

Quando Donata Porcu non parla di terra, si riferisce, invece, all’altra grande entità terrestre: l’acqua, nella forma del mare. E’ noto che gli isolani hanno un rapporto tutto diverso nei confronti dei concetti di terraferma e di mare e Donata Porcu esplica il suo amore nei confronti del mare, come universo ricco di suoni, suggestioni, e di sensazioni donate. Affascinante il carosello di colori, odori e profumi che riusciamo a respirare leggendo le varie liriche di questo libro. Donata Porcu ci regala così un quadretto vivido e sensoriale del suo sentirsi “anima sarda”: “Ti stringerò sul cuore/ pensando alla mia terra,/ la mia terra piena di polvere/ e di una vita immensa” (p. 38).

 

 

Chi è l’autrice?

Donata Porcu (Cagliari, 1965) è fortemente attratta dalla poesia e dalla narrativa. Già a nove anni si esercita coi primi versi, a tredici decide che scrivere è il suo interesse primario. Si laurea in materie letterarie a Padova, ma il suo forte legame con la Sardegna la riporta alle origini. Attualmente studia Scienza della Formazione Primaria. Vive e lavora a Quartu S. Elena. Nel febbraio del 2011 ha pubblicato il suo primo libro, Dell’amore resta solo l’amore, silloge di poesie edita da Rupe Mutevole.

 

 

Lorenzo Spurio

scrittore, critico-recensionista

Blog Letteratura e Cultura

 

01/08/2012

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE

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SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

 

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“Questo foglio sottile di vita” recensione a cura di Dulcinea Annamaria Pecoraro

“Questo foglio sottile di vita” 

recensione a cura di Dulcinea Annamaria Pecoraro

“Chi si vuol bene lascia tracce insieme sul foglio rovinato della vita. In un abbraccio di  Amicizia”.

Trasmettere emozioni è un compito così arduo che rende difficile carpirne la vera essenza se non si è sensibilmente predisposti. Se non si è accompagnati da giorni sottolineati di vissuto e perciò resi integranti da attimi di noi. La poesia  è  un grande aiuto.
Il cuore detta le parole che l’anima sussurra ed impregna le mani di terra, di mare, di sabbia, di suoni, profumi, colori, scie di lacrime e di pensieri, di piaceri, sapori che sanno far volare, dando anche modo di toccare le stelle, stando sempre ancorati al terreno.
In un mondo che scotta parla, soffia e sente i messaggi, che senza limiti viaggiano e  percorrono i chilometri.
Ricerca di calore, di ventre, di desideri, di quel possesso materno che accarezza e prende per mano, facendo crescere e aiutando senza pretese.
Lasciando linee e attese che il tempo scandisce e ferma con lo sguardo attento, nel dare poi risposte presenti nel giorno del domani.

Conoscere i nomi di chi ci accompagna è una grande scoperta quotidiana, che attraversa strade ripide e non prive di dolore. Rincorrendo gli orizzonti, abbracciando il cielo, solcando  sorrisi, baciando terre umide, attraversando l’Africa silenziosa e povera di amore. Trovando in essa anche la forza di donare gemme di luce, oltre l’indifferenza del gelo di sguardi pietosi.
Un sottile foglio che con Donata, diventa condivisione di libertà, di energia, di misteri, di orme, di giochi, di cammini, di speranze; le stesse vie di partenza verso la raccolta di felicità, raccogliendo i frutti maturi in canti di vita.

Dulcinea Annamaria Pecoraro

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