Il colore viola

di Simona Pizzoferrato

Albert:”Sei brutta, sei povera, sei negra, sei una donna, non sei niente di niente…Celie:”Io sono povera, sono negra e sono anche brutta ma buon Dio sono viva! Sono viva!”Questo dialogo è tratto dal film “Il colore viola” del 1985 di Steven Spielberg, ispirato dall’ononimo romanzo di Alice Walker,  racconta la vita di Celie, e di riflesso anche delle altre donne che hanno vissuto intorno a lei, donne di colore del sud degli Stati agli inizi del 900. La vita di Celie sarà segnata da incesto, razzismo e abusi.

All’età di 14 anni viene abusata dal padre, dando alla luce due figli che le vengono portati via. Dopo poco la darà in sposa a un vedovo,  Albert, con figli che la tratterà come una serva e la separerà dall’unica sorella, Nettie, da cui è legata da un affetto profondo e che le insegnerà a leggere e scrivere.Il marito poi porterà a casa una donna Shug, sua ex amante e cantante, Celie se ne prenderà cura e col tempo si creerà un legame particolare di amicizia, Shug comprenderà la reale condizione di moglie di Celie, costretta a subire anche violenze dal marito. Anche lei soffre del rifiuto di suo padre che l’ha allontanata da quando ha scelto di fare la cantante, scegliendo uno stile di vita libertino che lui disapprova.

È la stessa Shug che spiegherà a Celie che Dio non è vanitoso, anzi lui vuole godere delle cose belle e si arrabbierebbe se non notiamo il colore viola in un campo di fiori.Nel frattempo il primo figlio di Albert, Harpo si sposerà con Sofia, donna con forte carattere, che pretende di essere considerata con rispetto. Purtroppo in una discussione con persone bianche perderà le staffe, la pagherà cara e finirà in prigione per 8 anni. Shug tornerà a far visita a Albert e Celie, accompagnata dal suo nuovo marito, trovando Celie sempre sola e maltrattata. Per caso ritirerà la posta trovando una lettera di Nettie e la consegnerà a sua sorella. 

Approfittando dell’assenza del padrone di casa, Shug e Celie cercheranno dappertutto le altre lettere di Nettie che troveranno nascoste sotto un’asse di legno. Shug essèndosi sposata e avendo una condizione più rispettabile, riuscirà a riavvicinarsi a suo padre.Sofia dopo 8 anni esce dal carcere, ingrigita, zoppa con lo sguardo spento e Celie cercherà di aiutarla in varie occasioni.Quando Celie leggerà le lettere di sua sorella,  le si aprirà un mondo! Scoprirà che la sorella è partita in missione per l’Africa insieme a una coppia che aveva adottato i suoi due figli Olivia e Adam. Venendo a conoscenza di questa nuova realtà prenderà coraggio, ricostruirà la sua dignita e consapevolezza, deciderà di riprendere in mano la sua vita partendo con la sua amica Shug e lasciando il marito.

Lo affronterà davanti a tutti,  lanciandogli anche una maledizione, le ultime parole che gli dirà sono quelle che ho scritto all’inizio, non c’è più paura, perché le ha fatto tutto il male possibile ma lei è ancora viva, è sopravvissuta e può farcela da sola.Anche Sofia assiste al duro scontro e questo l’aiuterà a destarsi dal suo comportamento remissivo, anche lei riprenderà in mano la sua vita e tornerà con Harpo e i suoi figli.Celie riceverà una piccola eredità e aprirà una sartoria diventando una donna indipendente. Albert rimasto solo andrà in rovina insieme alla sua casa e comincerà a maturare in lui il rimorso e pentimento per tutto il male fatto a sua moglie. Si metterà in moto per far rientrare Nettie e i figli di Celie dall’Africa e poterli far incontrare.

Nella scena finale si vede la commovente riunione della sorella, dei figli con Celie e Albert che li osserva da lontano e sorride.In questa storia oltre a Celie, anche le altre donne hanno subito sorprusi ma si sono prese delle piccole soddisfazioni. Nettie è stata costretta a vivere lontano dai suoi affetti ma nonostante tutto è riuscita a crescere i figli delle sorella e trascorrere una vita ricca di esperienze in Africa. Shug ha seguito la sua passione per il canto perdendo il rispetto e la considerazione della sua famiglia ma che dopo tanta sofferenza riconquistera’.

Sofia ha pagato piu di tutte per il suo carattere esuberante, sembrava essersi arresa, piegata ma quando Celie si è ribellata finalmente, anche lei si “risveglia” e intravede che c’è ancora molto di buono da poter fare. Tutte scoprono che nonostante tutto il colore viola esiste….

Questo film ricevette 11 nomination senza vincerne neanche uno, Whoopi Goldberg è stata magistrale in questo ruolo drammatico della protagonista Celie, nei panni del perfido  Albert troviamo Danny Glover e Ophrah Winfrey interpreta la volitiva Sofia.Le parole di Celie ” sono povera, sono negra e sono anche brutta ma buon Dio sono viva! Sono viva!” mi richiamano a una bellissima canzone di Nina Simone dal titolo “Ain’t got no/I got life” sicuramente scritto in un altro periodo storico ma il suo messaggio è universale 

I commenti sono chiusi.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑