“Ali di cielo” di Annamaria Vezio – recensione di Enrico Marco Cipollini

 

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Prefata da Dante Maffia, la silloge si dipana su tanti e sovra tutto svariati e speziati temi i quali hanno, sebbene le poesie non siano tutte dello stesso spessore, un comune denominatore che è la trascendenza –il titolo non è messo a caso- da un mondo dominato dal tempo edace e costellato più da dolori che gioie per cercare una dimensione di pieno amore, una ricerca tramite il lògos poetico della comprensione dell’essere in quanto la verità non si nasconde più ma si disvela nel senso greco del verbo. Tolto il velo dell’apparenza alla mondanità, il sostrato che mai non muta è il dolore, la sofferenza, la gioia, il valore degli affetti: ciò che l’Autrice chiama «essenza della persona» non vista come mezzo, strumento ma quale fine a sé stante.  Sia ben chiaro, noi non leggiamo il mondo ma il nostro mondo, non appercepiamo le cose ma le nostre cose, i nostri desideri e non delle astratte esigenze e nella poesia, linguaggio anti-reificante per antonomasia, domina il cosiddetto “fantasma iconico” che, detto in altre parole, non è altro che la diversa capacità significativa della parola. Impossibile quindi “oggettivizzare” la poesia, impossibile a tradursi in altro linguaggio.  Il critico e il lettore si limitano a interpretare e non a trovare “il vero oggettivo”, tipico della scienza, ma tale apparente limite è la forza, la vis insita della poesia: troviamo individualmente i nostri vissuti, le nostre esperienze e le facciamo in tal modo nostre. Viviamo la creazione poetica tramite i nostri personalissimi vissuti interiori, i nostri bagagli culturali, la nostra sensibilità.  L’elaborazione finale non è del poeta che potrebbe esser anche anonimo ma di chi usufruisce della poiesis: sono i vari livelli interpretativi del Soggetto che recepiscono e fan poesia, si potrebbe azzardare pur restando la forma del bello in sé.

Nella poesia di Annamaria  Vezio c’è un linguaggio che aspira ad una trascendenza religiosa ma, al di  là di certa “metafisica”, s’avverte il mondo concreto e vitale dell’Autrice.  Sono esperienze concrete, reali che la muovono a cimentarsi nell’ars poetica, è una vita dolorosa ma che mai mette  in dubbio la vita che -nonostante tutto- ama: molto lontana dall’olimpica serenità di uno spirito assoluto (nel senso vero dell’etimo latino, slegato). Il suo volo verso una dimensione spirituale nasce da una sublimazione dei Vissuti (Erlebnisse è intraducibile), è una necessità d’armonia che disperatamente cerca, un Amore con la maiuscola che sia eterno, puro, incorruttibile. Un Amore che vive quindi nell’ottica spirituale e si mescola a quello cristiano ma non si limita ad agape bensì è sovente “desiderio” sensuale sebbene trasposto.  Quindi lirica che, oltre a certa acmé metafisica, è concreta, verace, coinvolgente. Ma ciò che credo sia una delle chiavi interpretative è il mare come divenire e nel contempo sempre eguale. Si direbbe la unità degli opposti che crea l’identità: il divenire nell’essere. E il divenire porta seco la problematica del Tempo. Il tempo che scandisce i nostri momenti “passati-presenti” (in quanto riaffiorano: non siamo che la risultante delle esperienze precedenti) e i “presenti” che danno la spinta di elevarsi dal quotidiano affinché il tempo così si fermi in “attimi eterni” dove l’anima possa dilatarsi e così “riviva” quelle occasioni perdute. In breve à la Proust, la ricerca del tempo perduto non è altro che ritrovare e liberare il passato, un tempo liberato. Al lettore l’ultima parola, tali sono soltanto spunti per una lettura più profonda.

Enrico Marco Cipollini

Annamaria Vezio, Ali di cielo, Novi  Ligure, Litho Commerciale, 2015, pp.120, € 10,00

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Cerimonia di Premiazione del Premio internazionale di Poesia “Abbiate il coraggio di essere felici”

locandina cerimonia 2015
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logo premio

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I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).
Per decisione del Comitato organizzatore, considerata la elevata qualità artistica delle opere pervenute al concorso verranno assegnati numerosi attestati / segnalazioni di merito / menzioni d’onore.

Sarà inoltre possibile acquistare in loco l’Antologia poetica Abbiate il coraggio di essere felici realizzata appositamente per il concorso al costo di € 10 a copia.

SEZIONE A       SEZIONE F

SEZIONE C     SEZIONE E

SEZIONE B - PREMIO PRESIDENZA

Comitato e Giuria

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente di giuria: Annamaria Vezio
Responsabile evento: Massimo Rinaldi

Antonella Ronzulli – Direttore editoriale Litho Commerciale, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, Coordinatrice Arti Letterarie Associazione Culturale “Il Club dei Creativi”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio – Docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, scrittrice, poetessa, pittrice, musicista

Anna Balsamo – Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Jacopo Chiostri – Giornalista, scrittore, Responsabile eventi Caffè storico/letterario Giubbe Rosse di Firenze

Daniela Cattani Rusich – Pubblicista, scrittrice, poetessa, editor, perfomer

Beatrice Bausi Busi – Pubblicista, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Renato Fedi – Scrittore e poeta

Fatma Finessi – Responsabile eventi Associazione Orma Cultura, operatrice culturale

Giovanni Mulè – Pedagogista e poeta

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