“Ali di cielo” di Annamaria Vezio

ali

…e aspetto il silenzio gravido

di emozioni da spalmare

sulle mie segrete righe…

 

Dalla prefazione:

Annamaria Vezio ha un’attività febbrile che svaria in mille direzioni. Ma ogni cosa a cui si dedica sente immediatamente il calore della sua anima, il pulsare frenetico della sua inquietudine tesa a risolvere concretamente alcune situazioni umane e sociali che altrimenti resterebbero dimenticate. Ma non è il caso di addentrarmi in dettagli a questo proposito, mi serviva soltanto per introdurre una persona che insieme alla scrittura ha dedicato il suo tempo e il suo spazio a qualcosa di veramente necessario. Perché ciò potesse compierlo con abnegazione e disinteresse lo si deve anche al suo animo di poeta, al sapersi guardare attorno e cogliere quei particolari che poi le lievitano dentro e le suggeriscono le parole che qui leggiamo in “Ali di cielo”.

Già il titolo ci suggerisce la propensione di Annamaria al lirismo puro, al canto, alla dimensione che scarta la pesantezza realistica (senza mai dimenticarla) e si assesta su parametri che hanno i precedenti nelle opere dei poeti soprattutto dell’Ottocento, quelli che riuscirono a raccontare gli scandagli e le accensioni del cuore con note alte e musicali, con delicatezza e precisione.

Leggendo Ali di cielo sentiamo subito la voce di una donna che non si è arresa a niente e a nessuno, che ha saputo fare tesoro delle sue esperienze e trarne la linfa giusta per distillare i versi qui presentati.

Dante Maffia

Titolo: Ali di cielo

Editore: Litho Commerciale

Collana: EOS

Data di Pubblicazione: Luglio 2015

ISBN: 9788894082630

© 2015 Litho Commerciale

Pagine: 111

Formato: brossura

Prezzo di copertina: € 10,00

Info e ordini: ludovica@lithocommerciale.com

“E parlerò di te” di Donata Porcu

salva

E parlerò di te

voce nel vento

dei tuoi rami spettinati

e i tuoi versanti scoscesi…”

 

 

Dalla prefazione:

L’esistenza è un percorso del quale non riusciremo mai a capacitarci fino in fondo, sono la mente e il cuore intenti a elaborare ininterrottamente pensieri, turbamenti, gioie e illusioni. E’ come se temessimo i perigli e le tempesta ma, al contempo, come se ricercassimo l’alta onda delle emozioni per farci travolgere, per essere dopo capaci di dare un senso più elevato al nostro quotidiano, che talvolta ci appare sterile e insensato. il volere umano di fortificarsi delle deboli sicurezze acquisite nel tempo, appare come una fragile prigione che ci siamo prodigati a tessere, nel tentativo di separare le nostre persone dal Mondo e da un vivere più coinvolgente degli eventi che a ruota sembrano voler travolgere le nostre certezze. la mente umana tende sovente a escludere il sogno e la semplice divagazione dai quotidiani pensieri, presa dalla paura di volare troppo in alto, di non avere più punti di riferimento, come la certezza della materialità delle cose del Mondo che più le appartengono… (continua)

Tommaso Di Stefano

 

 

Titolo: E parlerò di te

Autore: Donata Porcu

Editore: Litho Commerciale

Collana: Eos

Data di Pubblicazione: Aprile 2015

ISBN: 9788890970597

© 2015 Litho Commerciale

Pagine: 68

Formato: brossura

Prezzo di copertina: € 10,00

Info e ordini: ludovica@lithocommerciale.com

Sono un Ermetico di Mario Di Nicola

Sono un ermetico

………Credo nella tematica del “segreto poetare”, l’oscuro scrivere le emozioni “vere” del poeta, i fondamentali del segreto sentire attraverso la divulgazione nello scrivere in versi, lacerati, mistici, essenziali, quasi a scomparire nella stessa segretezza del verso pensato.

L’intimo del poeta diviene la metamorfosi dell’universo concepito come creazione del se, attingendo la spiritualità pura del respirare l’uomo, viverlo e classificarlo nella tematica  realizzata da un desiderio non acclamato; perché si ha la coscienza che la rappresentazione di se stessi, nella facilità di mostrarsi, trasfigura con la brutalità sociale di una tradizione letteraria “sociale”, orientata a voler capire il letterato o curatore di una idea, volerlo attingere ad esempio.

L’ermetico non desidera questo, esso raffigura l’esito finale di una domanda fatta allo spazio eterno, continuo, dispersivo, ma che come risposta trova l’approdo alle soglie di un mare. Estraneo ai molti, ma capace di poter bagnare le anime approdate, per carpire con una sola parola, la profondità dello stesso. Senza doverlo capire per forza.

La puntualità del verso ermetico, sta nella soglia del non voler farsi vedere in toto, nel voler solo raffigurare un istante, un momento nevralgico, come una foto, una visione istantanea, capace di tagliare il senso della visione, in mille percorsi da farsi.