“Esclusiva Vivicentro” – Intervista al poeta Mario Di Nicola: Néorìa, La parola come inizio e fine di un concetto

mario di nicolaMario Di Nicola nasce a Roma il 3/10/1970 e vive a Pescara con la moglie Paola e con i loro due bambini.

Le sue capacità letterarie sono apprezzate sia nelle liriche ermetiche descritte come eredità ungarettiana nel nostro tempo, sia nelle composizioni di musica e testi. Le sue liriche sono state inserite in varie antologie poetiche.

310307” è la sua prima silloge edita da Lettere Animate Editore.

Come musicista è presente nel libro “Il Rock in Abruzzo” edito nel 2000 da EcamLab, la prima pubblicazione ufficiale dedicata al rock prodotto in questa regione italiana.

Tale connubio ha portato Mario ad essere il promotore di attività di ricerca nel campo letterario e musicale, tanto da coniare una nuova tematica artistica denominata da lui stesso: Néorìa.

“La capacità dell’esprimere un mondo intero in una sola parola” è il suo modo di porsi di fronte alla composizione letteraria, ma anche della sua intera esistenza.

Vivicentro l’ha intervistato per voi. 

Ciao Mario, grazie per aver accettato questa intervista: parto subito da Neorìa: come l’hai definita tu, “Neorìa è il mondo intero chiuso dentro a una parola”. Come è possibile un simile miracolo?

Da amante d’un ermetismo letterario e poetico, indico nella singola parola il significato più intenso che ognuno di noi è capace di carpire. Una sola parola può espimere un’esistenza sublime, aprendo un mondo poetico, dove la poesia ne diviene la cura, con la capacità delle parole stesse di sostituirsi al diniego del vivere quotidiano. “dal libro 310307” edito da Lettere Animate. Giusta l’osservazione del  “miracolo”, e certamente nella mia ricerca  “proverò”  a racchiudere il simbolismo del mondo in una sola espressione. Amo lo studio della parola così come partita nel movimento ermetico del novecento, Néorìa è la voglia di proseguire il cammino ermetico e del lirismo puro (quest’ultime anche in contrasto tra loro), la volontà di proseguire un cammino poetico spentosi a mio avviso da tanto tempo. La voglia di riportare al centro dell’attenzione la funzionalità sociale della poesia, la capacità dello scrittore-poeta di essere il portavoce di un pensiero, di un ragionamento flessibile cognitivo, e la riscoperta – scommessa di far rinascere un movimento poetico letterario che purtroppo vedo assente nei giorni nostri, sono alla base del mio cammino di studio e scrittura. Néorìa è il proseguimento della scoperta della parola come fonte di ispirazione razionale e non, iniziata da coloro e soprattutto da colui che indico come mio maestro: Ungaretti.

Neorìa nasce soprattutto come tematica artistica, ma è anche una vera e propria visione della vita: in che modo?

Il vivere la poesia e il comprendere la sua alta funzionalità, fanno si che allo scrivere, spesso si associa il vivere la scrittura. Non ho la presunzione di definire Néorìa come nuova tematica esistenziale, esprimo solo la volontà di racchiudere la visione dell’esistenza, aiutandosi anche con la poesia. Da qui possiamo partire per descrivere una base di partenza della vita come “neorica” : la semplice descrizione senza estremi e ricami, la schietta rappresentazione della condizione umana al cospetto del caos, della religione (che a mio avviso deve essere non “sociale” e quindi “assoggettata alla socialità”), della politica, della quotidianità preparataci dalla socialità. Nèorìa è il distinguere l’uomo che vive, da quello che si lascia vivere, è la raffigurazione lineare del passare del tempo, senza la presenza di fattori esterni pressanti. Il vivere la condizione umana senza il logorante pensiero di appartenenza alla “socialità” disegnataci dalla necessità di “far  – parte”, l’uomo non socializzato ( è questo non significa rozzo o non acculturato) nella socialità piegata al reale bisogno. Insomma essere soprattutto e solo “uomo”. L’ermetico è colui che racchiude in se il romanticismo e l’illuminismo insieme, non una appartenenza precisa, ma una ricerca puntuale della volontà di essere uomo. Oggi i parametri sono saltati, e spesso ci troviamo nel vento delle condizioni che appaiono “veri”, io descrivo questi parametri come discutibili e non sempre reali. Raffiguro e immagino un uomo diverso e sintetico nel capire ciò che ha valenza da ciò a cui è stato dato valore. L’uomo che non si nasconde come essere già definito e preparato alla continuità, ma l’uomo che dialoga con se stesso per apprendere l’esterno, quindi formulare senza troppe influenze, il suo volere e valore di essere. Aggiungo inoltre che spesso mi danno del “razionalista”, “illuminista”, ma non è così. Io non decanto l’uomo al centro del tutto, io decanto il centro dell’uomo, il punto di partenza dell’animo ( e riconosco un’anima nell’uomo), cerco l’essenzialità delle parole, dei gesti. Basti guardare la natura che ci circonda, essa non ha bisogno di spiegarsi, non ha bisogno della presenza dell’uomo. La natura è la forma ermetica in assoluto. E’ la continuità di una condizione trovata nel tempo, è la rappresentazione di come la perfezione è silente in se stessa, senza clamori o scoperte sensazionali. La poesia di una nuvola è meravigliosa. La poesia dell’uomo non sempre lo è.

neoria

Musica, scrittura e poesia, sono tre forme d’arte che possono mescolarsi, tu nasci come musicista: vuoi parlarci di questo tuo inizio?

Io nasco come musicista, intorno agli anni 90′. Provengo dalla scuola del rock americano degli  anni 70/80, per poi approdare alla ricerca e sperimentazione della musica italiana. Come musicista sono presente nell’antologia “rock in abruzzo” edita nel 2000 da EcamLab, e continuo tutto’oggi a sperimentare e cercare sonorità vere, primordiali. L’essenzialità del suono nell’armonia musicale. La musica la prima fonte d’emozione che l’uomo ha usato e scoperto. Il semplice tam-tam di un tamburo dei nativi indiani, è  la capacità di racchiudere in un solo gesto, che imprime forza con oggetti, la sintesi dell’essere umano nell’universo.Cerco l’emozione della vita in ogni forma artistica,  riproducendo il connubio tra suono, parole e immagini.

L’Ermetismo è la corrente letteraria a cui aderisci ed Ungaretti è il tuo maestro assoluto, ma ti avvicini anche agli scapigliati e ad artisti come Baudelaire e Rimbaud: come riesci a far convergere questi elementi tra loro?

Aderisco, e sento quasi il ” dovere” di continuare la ricerca ermetica letteraria e poetica. Ricerca che mi ha portato alla mia Néorìa: una visione poetica, dopo lo spleen decadente e lo stesso ermetismo a volte “troppo” circoscritto in terminologie non popolari. Il decadentismo è la culla dell’avvento ermetico. Dopo la visione decadente dell’uomo, e la riflessione in merito alla non capacità di percepire la reale condizione d’esistenza, l’ermetismo raccoglie i frutti e le angosce generate da artisti come Rimbaud e Baudelaire, passando per la scapigliatura (a me cara),  generando “l’interiorità” poetica precisa, rasente la sensibilità universale di chi scrive e di chi percepisce il suono di parole vecchie ma “nuove” e soprattutto segnate adesso nell’animo.

Da un punto di vista letterario nasci come poeta, fondamentale la tua collaborazione con Antonella Ronzulli: come è stato la tua iniziazione poetica, probabilmente, dentro di te, ancor prima di questo incontro letterario?

Scrivendo musica, ho iniziato a scrivere anche i testi delle canzoni.  Da qui il mio amore  per la scrittura e la poesia. I miei primi componimenti in versi, altro non erano che testi delle mie canzoni.

Nel tuo libro 310307 (che ho letto e che giudico bellissimo), raccogli componimenti su vari argomenti, privilegiando l’amore e la vita, e di entrambi sottolinei la caducità: dall’ammissione della loro caducità non scaturisce, secondo te, una volontà di eternalizzazione del singolo attimo vissuto?

Certamente, l’attimo vissuto è la realtà oggettiva, il momento come espressione dell’intera esistenza è la condizione primordiale, come l’attimo della”creazione” di Dio. Una storia, una vita, una poesia sono costruite su momenti e attimi. Ecco, a me interessano questi attimi piuttosto che la “storia” intera.

Credi molto nella numerologia, il titolo stesso dell’opera suddetta lo dimostra: cosa rappresenta 310307 per te, sia come numero in sè, sia come momento artistico?

Da sempre credo che i numeri siano alla base del creato, forse la vera forma di essenzialismo ermetico. Un numero è reale a se stesso, una linea che unisce punti di partenza e di arrivo, senza tralasci o equivoci.  310307 è un momento di questa linea, una precisazione della mia vita :” la nascita della mia primogenita”. L’attimo della nascita ispira ogni uomo, proseguendo  nel divenire attraverso i figli.”Il venire al mondo”, un momento artistico speciale, il nascere è la realizzazione dell’uomo  nel suo percorso di apprendimento dell’universo in “attimi”.

Finora ti sei dedicato prevalentemente alla poesia, ma c’è ora in te il desiderio di prosaicità, attraverso la stesura di un romanzo, che so che stai scrivendo e di cui non ti chiedo altro: la scrittura, nelle sue varie forme, quanto è un’isola e quanto è invece un tentativo di visione e accostamento alla realtà?

Lo scrivere è la condizione principale del spigarsi. Non vi è civiltà senza scrittura, è certamente è anche accostamento alla realtà percepita di ognuno di noi. Io analizzo dolo le diverse realtà che ognuno di noi percepisce in qualsiasi momento.

In che modo ti senti sostenuto ed ispirato dalla tua famiglia – e con questa domanda ci riallacciamo a 310307?

Se permetti ti rispondo con una poesia scritta a mia moglie.

Senza domande ,

ne imperativi,

sostieni il mio lieve cuore.

E amandomi, tutto mi basta.

“Il silenzio mi è madre”, vuol dire che dal silenzio poi si generano le parole del tuo scrivere?

Si, il silenzio della natura, del tempo, del vento, è la madre delle parole sovvenute alla descrizione di questo stato primordiale. Mi piace immaginare la creazione come un silenzio divenuto musica e parole. Il mio desiderio , che forse non verrà mai esaudito, è la capacità di descrivere con una parola il silenzio.

L’attesa è un tema che spesso è evocato nei tuoi componimenti: di cosa sei in attesa adesso?

Ti rispondo ermeticamente:

senza attesa, attendo.

Tra gli scrittori più noti, da chi vorresti essere letto, ti parlo dei contemporanei e di chi vorresti un giudizio, un commento?

Mi perdoneranno i contemporanei, ma vorrei prendere un caffè con Ungaretti e Moravia. Semplice fantasia.

Ilaria Grasso

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Collana “La Casa delle Fiabe”: Filastroccando – volume 2

volume 2

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Proprietà letteraria riservata

© Annamaria Vezio – Progetto Fiaba  2014

 

Collana “La Casa delle Fiabe”

Filastroccando – volume 2

ISBN-13: 978-1495994975

ISBN-10: 149599497X

 

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annamariavezio@yahoo.it

 

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Collana “La Casa delle Fiabe: Speciale Natale 2013

Speciale Natale

 

Proprietà letteraria riservata

© Annamaria Vezio – Progetto Fiaba  2013

 

Collana “La Casa delle Fiabe”

Edizione Speciale

ISBN-13: 978-1494492793

ISBN-10: 1494492792

 

Info e ordini

 

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progettofiaba@gmail.com 

 

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Collana “La Casa delle Fiabe”: Un coro di fiabe per i bambini – volume 1

volume 1

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Proprietà letteraria riservata

© Annamaria Vezio – Progetto Fiaba  2013

 

Collana “La Casa delle Fiabe”

Un coro di fiabe per i bambini (Volume 1)

ISBN-13: 978-1492897125

ISBN-10: 1492897124

 

Info e ordini

 

annamariavezio@yahoo.it

 

progettofiaba@gmail.com 

 

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“Poesia in provincia di Alessandria” – Evento letterario

antologia poesia AL COP fronte

 

L’antologia Poesia in provincia di Alessandria, che si affianca alla sorella Poesia in Piemonte e Valle d’Aosta, verrà presentata il 3 luglio, presso il centro Comunale di Cultura (Biblioteca Civica, Via Marconi 66), alle ore 21, all’interno della manifestazione Una sera d’estate, inCHIOSTRO.

 

Si tratta di un lavoro imponente curato da Davide Ferreri ed Emanuele Spano, che dalla primavera è già stato presentato in numerose località della provincia e che continuerà ad essere al centro di una importante attività letteraria. Il volume rende evidente, una volta di più, la vitalità della poesia prodotta nella nostra zona, come dimostrano anche gli eventi qui organizzati: per fare un esempio, a fine settembre si terrà la XVII Biennale di Poesia di Alessandria, preceduta il 6-7 settembre al Borgo di Castellania dal V puntoacapo Day, che ne costituisce l’ideale introduzione anche a livello di collaborazione artistica: occasioni entrambe per incontrare i maggiori poeti e critici a livello nazionale.

 

Nell’ambito della serata del 3 luglio, Mauro Ferrari presenterà un intervento critico sul “Presente dei poeti”, per poi passare la parola ai curatori e ai numerosi autori che interverranno.

 

Poesia in provincia di Alessandria, a cura di Emanuele Spano e Davide Ferreri, puntoacapo Editrice 2014, pp. 308, € 25,00.

Progetto “Fiaba”: il futuro è nel sorriso dei bambini

 

progetto

  

Il Progetto “Fiaba” si rivolge ai bambini affetti da patologie importanti attraverso la lettura di fiabe appositamente scritte da più autori aderenti al Progetto e, con gli introiti delle vendite dei volumi, partecipare:

1)alle spese mediche laddove le strutture non coprano gli esborsi

2) raggiungere le mamme con storia di violenza famigliare, sostenendo Strutture di Accoglienza.

Origine e collocazione

Il progetto “Fiaba” nasce da un’idea di Annamaria Vezio, artista e docente di arteterapia che da sempre pone particolare attenzione alle persone meno fortunate. La sua opera di coinvolgimento è genuina e di totale dedizione, grazie alle sue esperienze nel sociale e alle doti di artista sensibile e poliedrica. Nel caso specifico, l’interesse che rivolge nei confronti di bambini ricoverati per combattere patologie importanti, soprattutto se gli stessi hanno storia di violenza familiare, nasce da lunga esperienza essendo la stessa impegnata nelle pratiche di benessere psico-fisico di supporto all’infanzia e all’adulto con disagio, e di operatività nel sociale, essendo anche testimonial per “Il Cuore si scioglie” dell’organizzazione toscana Abitare Solidale.

Esclusivamente per sostenere concretamente i bambini e le madri, soggetti del progetto, Annamaria Vezio decide di ricorrere allo scritto che aiuta a fantasticare e aprire nuovi orizzonti interiori: “la fiaba”. E’ sua ferma convinzione che questo genere letterario, oltre che avere una valenza ricreativa data dal piacere della lettura (e dal colore), è anche un incomparabile mezzo di comunicazione, aggregazione e sollievo dal dolore. Diventa quindi, per i bambini un’ulteriore esortazione a vagare con la fantasia e a distaccarsi propedeuticamente dalla pesante realtà delle cure e della malattia, sia con l’ascolto o la lettura, che con il distrarsi, concentrandosi nel colorare le immagini inserite nel libro di fiabe (per i bimbi che hanno la possibilità di tenere in mano i pastelli). La risposta dello spirito a tali stimoli è considerevole ed è inoltre sua convinzione che, come stabilito da studi clinici, un animo spronato a vitalità costituisca un valido aiuto nel migliorare la risposta fisica alla terapia. Pur sottolineando l’indispensabile e prezioso compito dei medici e degli psicologi ospedalieri, la fiaba può fornire un valido supporto terapeutico.

È saggia l’osservazione che “un animo lieve, allevia il dolore”. E se tale aforisma può esser vero per l’animo del bimbo, lo sarà maggiormente per quella donna e madre sola che si vedrà accolta aiutata e protetta, in un momento doppiamente delicato della sua esistenza.

Finalità

 Il progetto “Fiaba” persegue esclusivamente finalità di Solidarietà sociale e in particolare i seguenti scopi:

a) valorizzare e diffondere la cultura della scrittura, la conoscenza del genere fiaba in modo specifico, proponendo una lettura di piacere e al tempo stesso di educazione alla fantasia, all’aggregazione e alla vitalità

b) eventuale coinvolgimento delle scuole a supporto o creazione e illustrazione delle fiabe e sulle stesse interagire, e successive visite di alunni volontari per la lettura ai bambini degenti in ospedale

c)promuovere la “Fiaba” come mezzo educativo, pedagogico e terapeutico, valorizzando la convinzione che per una maggiore efficacia delle terapie, è propedeutica la cura del corpo e della mente in simbiosi. Il dialogo del linguaggio fiabesco educa a un lavoro sul sé che si schiude all’altro nell’incontro e nel dono di un sorriso

d) incrementare gli orizzonti didattici di insegnanti, medici, psicologi ospedalieri, operatori e familiari affinché si cimentino nel trasmettere l’amore per la scrittura come un bene per la persona e come importante valore sociale

e) coadiuvare finanziariamente bisogni del genitore in case di accoglienza o residenze protette (nei casi di violenza famigliare)

f) promozione e diffusione della “Fiaba” in qualunque modo possa essere utile per l’impulso e il settoriale sostegno, nelle strutture di aiuto ai famigliari dei bimbi con patologie importanti, così come nelle strutture ospedaliere pediatriche per progetti  di ricerca, strumentazione e cura degli ammalati

g)  ogni altro scopo che attraverso la Fiaba migliori le risposte alle cure dei bambini sofferenti, dei famigliari, e sostenga le incombenze delle strutture ospedaliere e non.

Attività culturali

 a) Proporre sul territorio nazionale la lettura ai bambini ricoverati nelle strutture ospedaliere di alcuni brani tratti dalla collana “La Casa delle Fiabe”, con il terapeutico compito di estraniare il piccolo ammalato dalla pesante routine delle cure, ed egli stesso suggeritore di fiabe su cui l’autore del Progetto svilupperà la trama

b) supporto e cooperazione degli alunni nelle scuole sia nella fase embrionale dei libri di fiaba che nella lettura ai bambini ricoverati e diffusione

c) attività scolastica di gruppo atta a coinvolgere e sensibilizzare gli alunni alla concretezza, comune e individuale del lavoro, per un fine solidale

d) presentazioni itineranti dell’opera “La Casa delle Fiabe” nelle scuole, biblioteche, piazze e in ogni luogo confacente le finalità di beneficenza del progetto, a partire dalla Toscana, con lo scopo di raccogliere contributi utili a sostenere la causa del Bambino ammalato, Istituti Pediatrici e di qualunque Struttura si occupi di malattie infantili, di Accoglienza alla donna, e quanto attorno ad essi rotea

e) realizzare conferenze, dibattiti, seminari, documentari, proiezioni e ogni altra forma di diffusione e confronto sul tema “La Fiaba” come sostegno terapeutico

f) collaborare con ogni individuo, gruppo di persone o Ente, pubblico o privato, nazionale, locale o universitario, si prefigga i suddetti indirizzi operativi.

Attività sociali

a) Promuovere iniziative, anche di carattere finanziario, atte al perseguimento dello scopo terapeutico del progetto e alla raccolta di fondi per sostenere il bambino, madri e/o strutture che ne abbiano necessità

b) eventuale dono di alcune copie della collana “La Casa delle Fiabe” ai bambini malati, in relazione ai contributi dei benefattori e alle disponibilità finanziarie del progetto “Fiaba”

c) sostenere qualunque iniziativa sia volta al recupero della gioia di vivere del bambino malato e della madre, fondamentale strumento per incrementare l’effetto delle cure e del sollievo.

Attività editoriali

a) Diffondere pubblicazioni che trattano il genere “Fiaba”

b) pubblicazione della collana “La Casa delle Fiabe” edita in più volumi e distribuita secondo ogni possibile canale di vendita (online, librerie, consegna manuale e spedizione diretta);

Conclusioni

Il Progetto Fiaba è coadiuvato e sostenuto da Arpisti Senza Frontiere dell’Associazione Culturale “The Withe Stag”operativa da decenni in progetti Umanitari internazionali e dall’Associazione Avis territoriale della Toscana.

L’acquisto dell’opera è possibile tramite i consueti canali di vendita quali siti internet (eBook e cartaceo) e librerie che acconsentono all’esposizione del libro nei loro locali e, in alternativa, spedito o consegnato manualmente a chiunque ne faccia richiesta.

Gli introiti saranno devoluti a strutture per la salute psichica e fisica del bambino e della madre: Istituti Pediatrici e/o Enti a Protezione Infanzia e Donna locali e/o ogni struttura, privata o meno, abbia bisogno di promuovere progetti di sostegno, e quanto è possibile e utile per portare sollievo alla loro difficile condizione.

 

“La Casa delle Fiabe”

 Annamaria Vezio

Ideatrice, presidente, responsabile del progetto

Antonella Ronzulli

Collaboratore diretto, curatore d’opera

Simone Guaragno

Collaboratore amministrativo

 Rita Veloce

Collaboratore  artistico

Tutti gli autori

Collaboratori

Collana “La Casa delle Fiabe

volume 1

volume 2

Speciale Natale