Masaccio Art Cafè – Milano: “Attimi il puzzle della vita” di Antonella Ronzulli

presentazione attimi masaccio

Evento Facebook

Lettere Animate Editore – Ufficio Stampa
in collaborazione con
Progetto “Vivere in Poesia“ & MAC – Il Masaccio Art Cafè presenta

“INCONTRO CON L’AUTORE”

La poetessa Antonella Ronzulli è lieta di invitarvi alla presentazione della sua opera

“Attimi il puzzle della vita”

Relatrici:
Silvia Foresta (Promotrice culturale)
Dulcinea Annamaria Pecoraro (Poetessa)

Con la gradita partecipazione di
Fatma Finessi (Operatrice culturale)
Ada Crippa (Poetessa)

Accompagnamento musicale a cura di
Alessandro Moschini (Musicista e Poeta)

13 dicembre 2013
ore 20.00
Il Masaccio Art Cafè
Via Masaccio 18
Milano

Annunci

Le Rime del cuore attraverso i passi dell’anima-MILANO

masacc dulci
Lettere Animate Editore – Ufficio Stampa
in collaborazione con
Deliri Progressivi & MAC – Il Masaccio Art Cafè
presenta
“INCONTRO CON L’AUTORE”
La poetessa Dulcinea Annamaria Pecoraro
è lieta di invitarvi alla presentazione della sua opera
“Le rime del cuore attraverso i passi dell’anima”
Relatori:
Patrizio Pacioni (Scrittore, Drammaturgo, Blogger)
Antonella Ronzulli (Direttore di Collana e Poetessa)
Con la gradita partecipazione di
Elena Leica (Poetessa)
Leonardo Manetti (Poeta)
Eugenio Nascimbeni (Scrittore)
Accompagnamento musicale a cura di
Alessandro Moschini (Musicista e Poeta)
13 dicembre 2013 ore 20.00
Il Masaccio Art Cafè
Via Masaccio 18 Milano

“AL LETTORE” Il nuovo libro di Enrico Marco Cipollini

“AL LETTORE”  Il nuovo libro di Enrico Marco Cipollini

A mio padre

in memoriam

«Io non sono che un nulla/non posso desiderare che nulla/ma ho in me i sogni dell’umanità»

Sono parole citate a memoria da una celebre scheggia poetica di F. Pessoa per cui mi scuso dell’inesattezza ma ciò mi serve per introdurre la raccolta di tali brani, forse gli ultimi in libro, possibilità offertami da tale Editore. Non vogliono insegnare nulla ma solamente essi, scritti, sono una ricognizione nel vasto e sconfinato atlante dell’uomo d’oggi, smarrito, perplesso.

Possono, credo tali, servire a segnare dei punti cardine del vissuto e del vivere quotidiano, ergendosi, poi, sopra ad esso: quell’arco che è la vita includente la morte. Ancora una lezione dagli antichi greci: «il nome dell’arco (biòs) è la vita (bìos), la sua opera è la morte» Eraclito , fr .48. Si racchiude in una sola sostanza verbale la vita e la morte. Il linguaggio ci disvela l’essere: noi siamo anche il nostro linguaggio nel complesso rapporto “pensiero-linguaggio-esistenza-essere (einai, per Parmenide), per toccare, tangere, l’essere bisogna prima esistere. Devo, in breve, vivere per Essere e trovare l’Essere che illumina il mio sentiero. Non so per davvero che se tali sentieri, per dirla con Heidegger, siano interrotti ma è altro discorrere: a me preme sottolineare che ogni ruga della fronte riflette quella dell’animo investito dal salmastro che ogni giorno, per chi naviga, ci investe in una folata di vento di tempesta anche quando tutto appare piatto. Il mare calmo nasconde, per occhi che san vedere, abissi così come le piatte verdi pianure baratri. Si chiamano solitudine, lacerazione, slealtà ma necesse est continuare a solcare le onde della vita, le sue insidie e, perché no, le sue bellezze, le sue estatiche bellezze fatte solo per esser colte da anime belle. Radere il cielo, la sua azzurrità non è da tutti, è vincersi, andare oltre le nostre debolezze, le nostre fragilità e dirsi di essere.

Lo so: è duro tale atto di porsi come Sé che si coniuga con il Sé del mondo, ma bisogna. Noi percepiamo il mutare continuo, il mondo dell’apparenza, del non-essere. Siamo esposti al reale pericolo di perdere coscienza di noi medesimi, di non riuscire a captare i profondi “meccanismi” sociali. E’ la crisi e Valire, non dei valori. Donde l’exis di riflettere, di ridefinire i concetti per meglio addentrarci in un labirinto che è sì il sistema soviale ma anche noi stessi, spesso incapaci di saltare l’ostacolo. Dobbiamo trovare nuove soluzioni senza isolarci dalla concretezza, spesso volgare, che ci circonda. Tale innalzar-ci prevede il baratroma credo ne valga la pena: chiarirci per superare l’increspatura tra il mio Io e il mio Me. Andare anche contra mundum ed è dura ma serve. Bisogna azzerare i ns. schemi mentali, farli morire per rinascere a vita nova. Il funambolo nietzscheano si muove tra il vecchio uomo tronfio di insulsi valori e quelli ancora da essere: l‘Uber Mensch o oltre-uomo è il superamento fattivo di un uomo scimmiesco che si conforma al «si dice», al «si fa» … è l’io voglio, l’io scelgo l’autenticità. Si decide, la libertà è scelta, di seguire o una strada dura ,impervia o la via accomodante. Mi chiedo, ma tale è vita? O sono “anime morte”alla Gogol? Non si dà la procura della nostra vita che non è durata ma intensità, esagerata.

Attimi non intervalli

Certo, ancora Nietzsche e sappiamo che fu detto da Peter Gast sulla sua tomba: “Giacché si conosce il mondo, si conosce la sorte di Spinoza”. Vere, crude parole che dicono del mondo ma per tal fatto, Vi chiedo, vale la pena di non-essere, di non lottare? Da qui, ritornando in medias res, troverete brevi saggi teoretici di filosofia. No li volete leggere? Non fa nulla, ma all’Editore interessa che lo compriate. Libella habent fata sua: doveva esser tale una delle mete che ci si prefigge, non lo è. Ma più sofferto renderà a chi lo legge una empatia con l’autore.

Grazie al lettore, agli amici storici, ai compagni di viaggio di EpicaEtica,* a Claudio, Avallone, Andrea Doretti, Nicole e Samu Calcagno dell’U.S. Perticata. Ve lo dovevo così come al fedele amico K. Mich. Stamatis sempre attento ai miei scritti e non solo. Alla “burbera benefica”, ma pasta di grano, Federica Bonzi e Franci, sa soeur, alla squisitezza di Lucrezia Abbrescia, a Stefania Minucci, Antonella Ronzulli, Rosaria Chiariello, Matteo Crosera, Dromi, sperando di ritrovarla. Vi voglio bene.

Enrico Marco Cipollini

 *Le amiche e gli amici saranno tutti menzionati, non i transfughi.

 Antonio_canova,_amore_e_psiche_louvre_03

(Amore e Psiche – free web)