“ROSARIA ESPOSITO” – recensioni di Enrico Marco Cipollini

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Ho letto con intensità il libro “Pensiero d’amore” di Rosaria Esposito, finalmente in cartaceo. In giornate buie i pensieri così arguti, la dolcezza e la tenerezza si dipanano leggeri, con un sorriso dell’Autrice, in un tappeto che ti rilassa l’animo e ti riempie di “joie de vivre”
intensamente. Rosaria non ha l’arroganza o la pretesa di dirci che sia Amore, non cade mai in categorie astratte e atte a psicologi in erba. Va “oltre”, ci parla delle sfumature di tale in un linguaggio ineccepibile come la forma. Peridi scorrevoli, brillanti, scivola nelle pieghe dell’animo. Non è la è la docente ex cathedra… è una di noi che annota ciò che è patrimonio di tutti, e in tutti si manifesta, semplicemente e fascinosamente Amore. Certo, rivedrete con la mente l’incontro tra Odisseo e Nausicaa, gli occhi che brillano di nuova luce nella donna dalle braccia bianche… riscoprirete Catullo e la “sua” Lesbia, i veneri e gli amorini. Così vi unirete idealmente a Tibullo, Properzio e all’eterno sentire che brilla e si alimenta di luce propria, essendo tale fondamento a se stesso. Dolore, turbamento e piacere vi avvolgeranno in un abbraccio omniavvolgente… Astuta e vinta ella stessa dal sentire, Rosaria con la sua verve vi conquisterà… pillole da degustare. Phanes è colui che si manifesta, ha luce pur uscendo dalle vertigini del buio… Questi archètipi appaiono continuamente nella nostra vita. Chi ama non solo brucia lo spleen, ma dà al vivere una dimensione diversa, pulita e vera… Beato chi sa amare e darsi.. testimonianza di sacralità inalienabili.. dignità d’Amore… non aggiungo altro, ma tra un sorriso e riflessione acuta, Rosaria ci conquista! Brava!

Enrico Marco Cipollini

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PER MARIA ROSARIA ESPOSITO, Acuta scrittrice, su PENSIERI OZIOSI DI UN OZIOSO

” l’unico ostacolo davvero insormontabile dell’uomo è l’uomo stesso”

Secondo chi scrive è la chiave per comprendere e non solo capire  questi racconti brevi che si snodano come un rosario davanti ai nostri occhi grazie alla penna sapiente di Rosaria

E’ con tale umano sentire che l’autrice guarda e analizza l’uomo nella sua “natura”, un uomo per di più immerso in un disagio esistenziale, contagiato da odio e violenza, guerre e calamità di cui non ne afferra il senso, smarrito nella fiducia di valori eticamente saldi e minato nella possibilità di controllare impulsi istinti, passioni così stretto da contingenti problemi personali oltreché inserito in quelli con la maiuscola  raccontati dalla Storia

Sono i sogni dell’uomo e forse di se stesa che la Scrittrice racconta con bonaria ironia e senso di umana  pietas dove la solitudine, la disillusione la fan da padrona.

La cifra stilistica di Rosaria è legata all’interesse per l’osservazione e l’indagine, la trascrizione del” vero” anche se con dose di ironia indicibile. Da qui il riflettersi della sua indagine e non solo mera rappresentazione del muoversi , dell’agire di tratti distintivi più che veri e propri personaggi

Una realtà sociale però non deprivata da tradizioni, costumi e  soprattutto mentalità di certa piccola borghesia e del popolo minuto. Cifra qualificante è oltre a tale indagine , a tali rappresentazioni bozzettistiche delle scene di vita, dei tipi, delle figure, la sua umana e “rassegnata” simpatia che Rosaria esprime e lascia intravedere. Lei stessa si pone nei panni dei ragionamenti dei suoi “tipi”, delle sue creature davanti agli eventi e li sa cogliere acutamente dal “di dentro”: tracce di umanità che stappa il sorriso ma nel contempo fa riflettere.

Enrico Marco Cipollini

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Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa 14/09/2013

Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa

14/09/2013

Foto della cerimonia

“Parentesi poetica” di Paola Simona Tesio – Rivista bimestrale Arte & Arte

”Parentesi poetica”

Rivista bimestrale Arte & Arte

a cura di Paola Simona Tesio

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vai a pag. 129

Un ringraziamento alla giornalista e critica d’arte Paola Simona Tesio

Cerimonia di Premiazione del Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa “1000 metri di poesia … e non solo” – 3° edizione 2013

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Evento Facebook

La Proloco Saltino di Vallombrosa con il patrocinio del Comune di Reggello,
in collaborazione con
Deliri Progressivi, Néorìa, Euterpe,
sono lieti di invitarvi alla Cerimonia di Premiazione del
Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa “1000 metri di poesia … e non solo”
3° edizione 2013

Organizzazione: Cristina Cherici – Presidente Pro Loco Saltino di Vallombrosa

Ospiti d’Onore:

Dulcinea Annamaria Pecoraro – Direttore Deliri Progressivi e poetessa
Antonella Ronzulli – Vice Direttore Lettere Animate Editore e poetessa
Fatma Finessi – Responsabile eventi Associazione Culturale “Orma Cultura”
Alessandro Moschini – Musicista, cantautore e poeta

Cerimonia di Premiazione:

14 Settembre 2013 dalle ore 16
“Centro Polivalente”
Saltino di Vallombrosa (FI)

Entrata libera

Programma:
ore 16.00

“INCONTRO CON L’AUTORE” – La poetessa Antonella Ronzulli presenta la sua opera

“Attimi, il puzzle della vita”  (videoproiezioni poetiche)

https://www.facebook.com/events/513320235409250/

ore 16.45:

Esposizione delle opere partecipanti
Esposizioni sillogi poetiche
Saluto delle Autorità
Premiazione artisti

Buffet

Indicazioni:Austostrada A1: Uscita casello Incisa, prosegui per Reggello e segui le indicazioni per Saltino.Bus: http://www.amvbus.it/orari/343.pdf

Treno: da Firenze SMN prendere il regionale per Figline V.no (proseguire con bus fino a Reggello)

Ufficio Informazioni Turistiche-SaltinoIndirizzo: via S.Giovanni Gualberto 24 – 50066
Località: Saltino Vallombrosa (FI)
Mob: 342 8457236
Fax: + 39 055 561451

INCONTRO CON L’AUTORE: “ATTIMI – IL PUZZLE DELLA VITA” di Antonella Ronzulli a Saltino di Vallombrosa (FI)

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Lettere Animate Editore – Ufficio Stampa

in collaborazione con

Proloco Saltino di Vallombrosa

presenta

“INCONTRO CON L’AUTORE”

La poetessa Antonella Ronzulli è lieta di invitarvi alla presentazione della sua opera

“ATTIMI – IL PUZZLE DELLA VITA”

Relatrice: Dulcinea Annamaria Pecoraro (Poetessa)

Ospite d’Onore: Cristina Cherici (Presidente Pro Loco)

14 settembre 2013 ore 16.00

“Centro Polivalente”

Saltino di Vallombrosa (FI)

Ingresso libero

Evento Facebook

“Carmine Manzi, le radici dell’anima” – recensione di Enrico Marco Cipollini

“Carmine Manzi, le radici dell’anima”

Antonio Sorrentino

recensione

Prof. Enrico Marco Cipollini

Prima d’addentrarmi in un “excursus” su tale libro, devo premettere chi era Carmine Manzi.

Ci sono persone che, pur conoscendole, non ti lasciano nulla o poco. Non senti proprio la mancanza della loro esistenza o meno e purtroppo sono la maggior parte. Di questa schiera di anonimi d’affetti non fa parte Manzi. Sindaco stimato di Mercato San Severino, una realtà diversa del Sud, una realtà virtuosa e positiva per ciò che io possa sapere, anche oggi leggendo riviste e giornali di questa nostra Italia, aveva una fede nei suoi ideali che così  possono esser riassunti, dignitas. Con questo, in un panorama desertificante che caratterizza il nostro paese, potrei dire di aver conchiuso e detto tutto ciò che c’era da esplicitare ma data la reificazione dell’uomo d’oggi, la sua banalizzazione, la sua estrema superficialità, devo spendere alcune parole chiarificatrici per non essere frainteso e senza esclamare il solito ma veritiero detto, mala tempora currunt. Chi era Carmine Manzi? E’ la domanda che riaffora anche nel libro in questione: sì poeta e scrittore come ottimo organizzatore ma soprattutto ciò che voleva essere: un coscienzioso uomo di cultura. La sua olivetti dall’Eremo Italico rispondeva alle mie lettere :epistolario(credo ancora conservate con la sua consueta cura dalla figlia Anna) scritte in una grafia terribile come è la mia: lui credente, io ateo. Ma ciò non ci ha impedito di riempire una mezza biblioteca di epistole piene del nostro sentire,del nostro intendere. Io ho recensito le sue opere,lui le mie con spirito scevro da pregiudizi,anzi ; più punti in comune ci univano nostante indirizzi diversi. Era la stima che ci legava e ci teneva uniti, mai nessuna piaggeria. Era il riconoscersi, sebbene impostati ideologicamente diversamente, miranti ad uno stesso scopo; era rispettarci per la intelligenza e preparazione, le quali mai devono esser disgiunte. Da qui nasce non solo il rispetto per la dignità di idee ma soprattutto si crea un “tappeto”, un sostrato di intese da cui sorge oltre al senso di stima, legami affettivi. Il nostro ridere amaro sui poeti della domenica,il nostro scambio proficuo di idee , di gioie e di amarezze. Il riconoscerci diversi in opinioni ma discuterne e legarci anche affettivamente oltreché culturalmente è il primo ma fondamentale passo per una dialettica aperta, senza pregiudiziali, che ci ha unito. L’ultima sua lettera: mi scrisse che la rivista doveva andare in stampa e del “suo” premio Paestum per la narrativa e poesia ,una sua creatura che ininterrottamente va avanti dagli anni cinquanta del secolo scorso,laureando nomi noti del panorama culturale. Insignito del Sigillo d’oro dell’università salernitana(alcune tesi di laurea sono state discusse sulla sua opera) e di altre onorificenze(Cavaliere di Gran Croce della Repubblica e 7 volte premio della Cultura) teneva maggiormente al suo lavoro intellettuale e in particolare alle vicende vissute nella seconda guerra mondiale che vedo non ricordato in tale opera a lui dedicata, carriera lunga e difficile iniziata con la silloge poetica Parve Faville del 1938 .Maggiori delucidazioni le troverà il lettore nel libro di Sorrentino che risponde al ” promissio boni viri obligatio”. Un libro sponsorizzato dall’attuale sindaco di Mercato S. Severino., libro che a me pare,conoscendo l’argomento trattato,dato per scontato e non analitico al mille x mille ma il mio è giudizio di parte e non si mette nei panni del lettore. Un pregio meritevole del Sorrentino? Aver evidenziato il massimo che stava a  cuore a Manzi, gli affetti. Su altri aspetti avrei insistito maggiormente (pars critica e autori citati) ma è un buon compendio. All’amico, sebbene gli anni che ci separavano, Carmine Manzi, un «ave atque vale» che so avrebbe gradito. Dignità e Lealtà sempre in un mondo degradato, in una periferia dello spirito corrotto dal meretricio e mercimonio continuati dovuto anche ad una”profondità” da pozzanghera di una pioggia estiva dove il”valeo” è in piena crisi.

Enrico Marco Cipollini

Antonio Sorrentino,Carmine Manzi,Le radici dell’anima, Gutenberg ed, Fisciano, 2013,pp.314,s.i.p