“INCONTRI D’ARTE” Pittura, musica e poesia – Torino

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L’ Associazione Culturale “IRIS” presenta
“INCONTRI D’ARTE”
Pittura, musica e poesia
Dal 02/02/2013 al 07/02/2013
Mini Personale dei Pittori:
Francesco Italiano
Mauro Lagotto
Fabio Nalin
Irina Elena Petrescu
Gianni Pontiroli
(curato da Francesco Italiano)
Retrospettiva del pittore Cesare Bruno
(curata da Rebecca Bruno)
Sabato 02/02/2013
ore 16,30
INAUGURAZIONE
ore 17,00
Esibizione del violinista Constantin Voicu
ore 18,00
Reading dei Poeti:
Antonio Ciminiera
Valentino Ciccocioppo
Michele Alberto De Paoli
Dulcinea Annamaria Pecoraro
Irina Elena Petrescu
Antonella Ronzulli
(curato da Antonella Ronzulli)
Domenica 03/02/2013
ore 17.00
Presentazioni dei libri:
“Attimi, il puzzle della vita” di Antonella Ronzulli
“Le Rime del Cuore attraverso i Passi dell’Anima” di Dulcinea Annamaria Pecoraro
Galleria “Chiostro dell’Annunziata”
Via Po n. 45 – Torino
Da Lunedì a Giovedì 10.30 – 20.00
Sabato / Domenica 10.00 – 22.00
Informazioni e iscrizioni:
Francesco Italiano (Pittori)
Antonella Ronzulli (Autori)

Buon Natale, Merry Christmas, Joyeux Noël, Feliz Navidad, Frohe Weihnachten, Gëzuar Krishtlindjet, Crăciun fericit, Καλά Χριστού

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White Christmas

I’m dreaming of a white Christmas

Just like the ones I used to know

Where the treetops glisten

And children listen

To hear sleigh bells in the snow.

I’m dreaming of a white Christmas

With every Christmas card I write

May your days be merry and bright

And may all your Christmases be white.

Bianco Natale

Sto sognando un Bianco Natale

proprio come quello che io ricordo

con le cime degli alberi scintillanti

e i bambini che restano in attesa

di udire il suono dei campanelli della slitta che corre sulla neve

Sto sognando un Bianco Natale

in cui ogni cartolina natalizia che io scrivo

possa rendere le tue giornate felici e radiose

e possa far sì che tutti i tuoi Natale siano immacolati.

Buon Natale, Merry Christmas, Joyeux Noël, Feliz Navidad,

Frohe Weihnachten, Gëzuar Krishtlindjet, Crăciun fericit, Καλά Χριστού

☆ღ*¨*¤.¸¸.Antonella Ronzulli¸¸.¤*¨*ღ☆

www.facebook.com/notes/antonella-ronzulli/buon-natale

“I pensieri oziosi di un ozioso” di Maria Rosaria Esposito

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Vizio di forma

È successo l’altra sera, per la prima volta, o quantomeno per la prima volta è accaduto con inattesa evidenza e inusitata forza, che uscisse dalle sue labbra una serie di suoni senza senso, o almeno che m’apparvero tali in una maniera  così poco ortodossa da farmi temere il peggio, ossia una catastrofe, ovvero il vuoto … uno scoppio insensato di risa.

Avevo apparecchiato il tavolino della cena, ché il tavolo serve per il pranzo, con le solite suppellettili, un tovagliolo, uno solo, tanto io non mi macchio mai, tre forchette, una potrebbe servire per un imprevisto, per esempio potrebbe cascare in terra, due coltelli, un cucchiaio per servirsi, tre piatti piccoli, (il Gian ha la mania del cambio di piatto), una caraffa d’acqua di rubinetto, una bottiglia di minerale non gassata (il Gian   ha paura del cloro), vino bianco per me, vino rosso per il commensale, due bicchieri uno più alto uno più basso ( ho la passione per il calice, chiudo gli occhi e mi pare di bere dalla corolla d’un fiore), un po’ di pane da affettare al momento..

Avevo messo tutto, anche se il dubbio mi prese d’aver dimenticato qualcosa, quel qualcosa che m’avrebbe fatto alzare proprio sul più bello, quando il boccone  ancora fumante sarebbe stato lì lì per raggiungere la golosa fauce, per andare a cercarla; ma qualsiasi cosa fosse ora era del tutto assente dalla mnemonica lista e poi, mi parve non esserci posto alcuno per essa sul piccolo tavolino della cena.

A lavoro ultimato mi sentii soddisfatta, ero stata brava, ordinata e puntuale, questa sensazione saziò tutto il mio essere, tanto che me ne stetti lì seduta, un po’ discosta, in prospettiva d’angolo, assaporando il piacere più puro che si possa aver la ventura d’incontrare: l’assenza dei pensieri molesti, il silenzio delle inquietudini, contemplazione allo stato elementare … in attesa di una romantica cena … con Gian …

E fu così che, una volta accoccolati nelle due poltroncine sui toni avorio, intervallati da due romanticissime candeline rosa ….. il composto, composito quadretto posto al mio fianco catturò tutta la sua attenzione, afferrandola per i quattro angoli del tavolinetto, rimbalzandola come pallina da flipper tra i cilindretti dei bicchieri, le sferette dei piatti, i brevi segmenti delle posate, il cilindro panciuto e deforme della brocca … sembrava non potesse  più uscire da lì e li osservava tanto fin quando non ebbero perduto consistenza e significato.

E … le bottiglie? Che forma hanno le bottiglie?sbotta il Gian: di bottiglie! Le bottiglie hanno forma di bottiglie, né più né meno … che forma vuoi che abbia una bottiglia! Dico io …

Né meno, né più.

Già, di bottiglia!  ma se ci siamo appena tranquillizzati assumendo quale assiomatico assioma che ogni cosa ha la sua forma e ogni forma la sua cosa: che forma ha la bottiglia?

Non può aver forma di bottiglia, poiché bottiglia è il nome della cosa, la qual cosa deve necessariamente avere una forma, se non si vuol relegarle nell’inconsistente, se non si vuol fare a meno delle bottiglie … insomma!

Ammettere che la bottiglia non ha forma è ammettere la sua fondamentale inconsistenza, ammettere la sua insussistenza è ammettere la fondamentale sconsideratezza di tutte le cose pensate come esistenti, è lecito dubitare di tutto, anche della reale esistenza del proprio naso.

Invece la bottiglia esiste, si può vedere, toccare e persino frantumare … e si può rompere solo ciò che esiste, per farla smettere di esistere.

Accettare l’assurdità: forma di bottiglia, vuol dire che “bottiglia” è una forma, ma la forma deve avere una “cosa” da rivestire, per non finire nell’astrazione inconcludente, e non può essere la bottiglia, poiché cosa e forma hanno nomi diversi.

Bisognerà, allora, trovare un nome diverso alla bottiglia, per dire appunto che la “tal cosa” ha forma di bottiglia; o bisognerà trovare il nome della forma della bottiglia: che forma ha la bottiglia?

Vediamo un po’, e ho come un vago senso di nausea, fino a un certo punto è facile, essa è un cilindro, ma solo fino a un certo punto, diciamo fino a tre quarti d’altezza … oltre è il capolavoro di fantasia dell’homo bibendus, che nella notte dei tempi, dato il perenne buio e pesto, s’è preoccupato d’escogitar il modo più agevole di succiare in pace, dissacrando indelebilmente l’ardore metafisico dei geometri d’alta quota, rendendo la bottiglia un inclassificabile ibrido.

Eppure non è altro che un cilindretto, il collo della bottiglia, ma un cilindretto dotato di sommità ma non d’appoggio, che all’improvviso, mentre allunga il suo tubicino così snello ed elegante si perde nello slargo, è fuso, è obeso, e il tutto rimane indeciso.

Un cilindro? Manca il pezzo superiore. Un tronco di cilindro! Cos’è mai un tronco di cilindro, il cilindro è già un tronco; e ammesso che lo fosse, vi sarebbe una parte in più, il collo. Quello che ti tirerei … penso tra me, sull’orlo di una crisi di pianto di origine isterica …

Una piramide! S’è mai vista una piramide tondeggiante? Un prisma? Non ha angoli.

Un cubo? No, non ci siamo. Che diavolo di forma ha la bottiglia?

Mi gira l’indomita questione, sul tardi, quando il contenuto della suddetta è stato completamente trasferito in altra sede e lei, vuota come un nido abbandonato di ragno, fa di tutto per riacciuffarmi i pensieri.

–        E’ un cono!-dico. Un cono!?

E avrei almanaccato fin qua, per sentirmi arrivare una risposta così: un cono! Così scandalosamente semplice, così perfidamente immediata, un poemetto diffamatorio, un’ode allo sragionamento, oplà! Un cono! Una saetta, un fulmine, una mannaia che cade sul mio arzigogolo costringendolo alla resa.

Come dire, tutto questo non vale il pensiero pensato per pensarlo, né le parole dette per dirlo, né il mio occhio sinistro per guardarlo..

Sono in procinto di cominciar a tirare i piatti come un discobolo …

Chi mai potrebbe perdersi nella fondamentale inconsistenza delle sconsiderate considerazioni precedenti?

Forse lo scriteriato che chiede al commensale: vuoi due olive? E gliene mette in tavola venti? O il dissennato che tutte le sere aspetta di prendere l’autobus e tutte le sere torna regolarmente a casa a mani vuote?

O è forse il candido che ha perso il sonno e si rigira tutta la notte nel letto per cercarlo?

No, di certo. Per essi è naturale e sottinteso che la bottiglia abbia forma di bottiglia e di null’altro, anche se, interrogati rispondono: il cono!

Ma io, nel dubbio sono immerso, sono un sub esperto in questo mare, un mare dove galleggiano milioni di bottiglie ma, ahimè! Non vedo veleggiar un cono! Ma vedo sonnecchiar un uomo …

Tratto da:

Titolo: I pensieri oziosi di un ozioso
Autrice: Maria Rosaria Esposito
Prezzo € 4,99
ISBN   978-88-905763-7-9
Formato E-book PDF

 

I pensieri oziosi di un ozioso

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE

IN FORMATO INTEGRALE O DI STRALCI

SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

“PER UNA DIGNITA’ COMPLETA DELLA FILOSOFIA” di Enrico Marco Cipollini

cogito

(free web photo)

PER UNA DIGNITA’ COMPLETA DELLA FILOSOFIA

(excursus su un problema filosofico fondamentale)

Affermare che  «questa mela è più rossa di un’ altra» non è che un giudizio di relazione ed ammette che esistano anche mele “più” rosse,ovvero anche mele di altro colore quindi. In effetti un giudizio è una  comparazione almeno tra due:per dire che un uomo X è più alto di Y  devo avere cognizione  di X e Y, confrontarli.  Torniamo all’affermazione  iniziale.

Devo cercare la forma. Ciò significa astrarre le varie proprietà della mela. Il sapore, il colore sono stati chiamati qualità secondarie mentre la forma sferica della mela, qualità primaria.

Nel momento che faccio tale processo, tolgo il colore rosso, il sapore e mi rimane  – sempre astraendo – la forma che è la sfericità.  Però non mi è rimasto un bel nulla della mela, togliendole il sapore, il colore etc…  . M’è rimasta la forma sferica.

Una persona non mangia la forma sferica, ma bensì degusta la mela  di un determinato colore , con un determinato sapore.  Bisogna dire che Platone era stato più convincente : per lui il cavallo non era che una brutta copia dell’idea di «equinità» ma almeno tale brutta copia ( il cavallo ) non perdeva nessuno dei suoi attributi. Ma  de facto svalutava il mondo sensibile per un mondo iperuranico ,tradizione che sarà ripresa  dal neoplatonismo e da certa tradizione religiosa,dividendo in modo arbitrario e preventivo   Mente da Corpo, Spirito da Materia.

Ma i guai non sono ancora finiti : c’è un vescovo anglicano irlandese di nome Berkeley che pone una questione a prima vista assurda.  Cerchiamo di esser capibili. Se io esco dal cinema per andare a comprare una bibita, come faccio ad esser certo che la ragazza che ho lasciato nella poltrona di quinta fila e tutto il locale sono ancora là ? Sono sicuro, dice il vescovo, che la ragazza è nel cinema ( che non era stato ancora inventato ) etc… solo quando io la percepisco.  Ed ha ragione. La soluzione è meno ragionevole in quanto ricorre ad un garante ( Dio ) di tale percezione continua dell’essere.

E’ il famoso  esse est percipi : la più pesante ed acuta critica al concetto di materia.  Ma era stato in fondo Cartesio a provocare tutto questo pandemonio. Aveva affermato che la certezza dell’esistere è il mio pensiero : cogito ergo sum : penso = sono !(l’ergo non è inferenza logica!)

Vico, grande quanto povero e ignorato, aveva confutato l’affermazione cartesiana : lo scettico non dubita di essere né di pensare.  Kant si trova a combattere tra scetticismo e razionalismo. Con una trovata geniale, divide l’intelletto dalla ragione. Con l’intelletto ordina il mondo, la natura mentre la ragione non è per nulla scientifica.  Kant capisce che bisognava analizzare il funzionamento dell’organo che fa filosofia, scoprendo le famose forme a priori che sono il modo di funzionare dell’intelletto e nella Dialettica Trascendentale, distruggendo l’io sostanziale –«io come sostanza metafisica»,inteso come “anima” e le pseudo prove sull’esistenza di Dio,con le sue forme   dà all’uomo la possibilità concreta di affrancarsi dalla  stantia metafisica tradizionale e di  farsi tale come esperienza culturale. Forme quindi, quelle kantiane, che sono testimoni e garanti  di una maniera d’essere che può così riassumersi, autonomia dell’uomo.

Per primo bisogna procedere alla soluzione dei problemi.  Ecco perché il titolo di Kant , Critica della Ragione Pura : della ragione teoretica, della “ragione” conoscitiva.

Se si vuol salvare le scienze tutte, bisogna vedere dove la mente intellettiva :ha errato proprio non analizzando la mente stessa.  E’ la forte critica di Kant al maestro Wolff.  E gli empiristi ? Hume aveva reso impossibile la creazione di una scienza, allora perché non lo critica ?

Proprio perché Hume dubitando di tutto,del principio di causalità, lo aveva fatto “ svegliare dal suo sonno dogmatico “(come il Filosofo tedesco riconosce) eppoi Hume, l’empirista Hume non era che l’apice dell’empirismo iniziato con John Locke?

Criticherà Wolff per non aver analizzato la mente e gli empiristi- ( Locke soprattutto) – per  aver sensibilizzato i concetti.

Faccio un esempio : avere il concetto di rosso non significa che il concetto diventi rosso.Il concetto di qualcosa non è quel qualcosa:  il concetto di Dio non è Dio, il concetto di animale non è l’animale e via dicendo.

L’intelletto è, dice Kant, attività che ordina il mondo dove vige il chaos.  Questa è la scoperta grandiosa : l’intelletto  non  è passivo ma , attraverso le forme ( modi di pensare ) ,ordina il mondo, legifera. Siamo noi, tramite le forme, a classificare un oggetto e via dicendo. Tale attività mentale è detta trascendentale cioè supera i puri dati esperenziali tramite le forme mentali che sono « già » nella mente stessa, sono il loro modo di funzionare. Quando l’uomo s’affaccia al mondo ha subito due intuizioni : spazio e tempo ( estetica da aisthesis = sensazione ).  L’uomo ordina il mondo dapprima temporalmente e spazialmente, tramite le forme intuitive di spazio e tempo , forme che non sono della natura, del mondo, bensì modi di funzionare dell’intelletto o « trascendentali» che superano l’esperienza

Spazio e tempo non sono categorie bensì intuizioni formali, da cui nasceranno, secondo Kant, la matematica ( tempo ) e la geometria ( spazio ).

Per la prima volta, l’uomo può ragionare con la propria testa e fare a meno del solito garante ,ex-machina, Dio.  Dio se esiste o meno non lo può dimostrare l’intelletto ma  diventa  compito della ragione che non è scientifica.  La ragione può pensare tutto ma non dimostra nulla di certo. (L’antico problema di verità di ragione e verità di fede,già testimone di tale tragica verità il fondatore della Scienza Moderna, Galileo Galilei).

Ora , seguendo il ragionamento di Kant ovvero che l’intelletto ordina tutto, non è difficile giungere alla conclusione che se l’uomo non esistesse, non esisterebbe neppure il mondo.  Kant si è rifiutato di ammettere questa estrema conclusione ma l’idealismo vero e proprio nasce di qui.  Il passo è breve : riunendo intelletto e ragione, è l’uomo che fa il mondo.

Chi veramente ha innalzato l’idealismo a vera concezione del tutto è Hegel. Il filosofo tedesco è chiaro anche se può apparire molto contorto.  Dapprima sgombra ogni pretesa che un predicato possa esaustivizzare la Realtà.  Facciamo degli esempi: la realtà è bianca ( perché non rossa o blu ? ), la realtà è rotonda ( perché non triangolare ? ) .  La realtà è il tutto, quindi.

Tale realtà è razionale( intesa come realtà effettuale!) e si dipana nella logica dialettica.  L’Essere, per essere tale, deve differenziarsi dal Non-Essere(Antitesi). Ora l’Essere ( tesi ) e il Non-Essere ( antitesi ) hanno una sintesi che contiene sia Essere che Non Essere ma li supera : è il divenire. Ma fulcro della filosofia hegeliana è l’Uomo,il suo lavoro,il suo operare( non per nulla  Hegel avrebbe voluto nascere in Olanda, lì la c’è il lavoro dell’Uomo che è operante,non la Natura)

Nel sistema filosofico di Hegel ci sono tutte le premesse del suo rovesciamento : la sinistra hegeliana e Marx.

L’uomo è il tutto : è assieme spirito e materia. Costruisce grattacieli come la filosofia, le matematiche e le scienze.

Orbene, siamo d’accordo su quanto detto ma resta fuori la Natura. Chi è che crea la Natura ? Si riaffaccia il neo-idealismo e riprende alito lo stanco spiritualismo pieno di diramazione e recentemente infarcito di pratiche esoteriche come la corrente contemporanea detta New Age,che pur si ritaglia un posto importante ,facendo presa sui giovani sprovveduti per crisi del valore in sé e per sé.  Il neo-idealismo ripropone l’immanenza : la coscienza crea tutto, lo spiritualismo riprende il concetto di Dio che era uscito malconcio da Hegel e dal marxismo e da Nietzsche e  da Freud ma il processo  era già stato iniziato  nella Rivoluzione del 1789 e  poi con gli “idéologues” ,purtroppo misconosciuti- Comunque “les idéologues” sono  stati studio  di filosofi e  “savants”( da janet, Freud, Gramsci sino  a due giganti delle scienze come Jean Delay  e Pierre Pichot ,per  non citarne che alcuni)

Comunque era impossibile ripensare come prima anche perché c’era stato Nietzsche tra l’altro.

In questo  panorama si innesta l’esistenzialismo propriamente detto ( il «primo» Heidegger in Germania,Sartre in Francia ).

E’ verissimo che tale teoria filosofica s’accentua con le crisi della guerra e con quella del tramonto dell’occidente quale conseguenza , però ha un’originalità indiscussa, nonostante la “moda “di cui è stato fatto oggetto.

L’uomo era stato sempre al centro dell’universo ( antropocentrismo ) : ora non è che una cosa tra tante cose, è un ente come un sasso o un albero. Viene al mondo senza una ragione, triste prende coscienza che dovrà morire e sparisce nel nulla. L’uomo è un essere non l’essere per eccellenza.

Un essere che si rende conto del suo destino, senza garanzie divine di un AldilàPrima si esiste eppoi si è.   Questa è la rivoluzione esistenzialista. Meno « mistico» di Heidegger è Sartre : l’uomo può comunque far valere la propria impronta, lottando. Cosa fa di diverso l’uomo da un albero o da una scimmia?

La sua capacità di lottare. Solo superando ostacoli, l’uomo si differenzia dalla scimmia. Sartre chiama in causa la volontà però c’è questo anelito a cambiare ( volontarismo etico ).

Oggi la filosofia è spezzettata più che mai per   la specializzazione  : filosofia del linguaggio, della scienza e via dicendo ma  il problema è altro:manca davvero una elaborazione e sintesi del sapere,pertanto c’è il rischio di fermarsi solo all’epistemologia o alla semeiotica e via dicendo.  Sembra esser morta o vivere di una luce riflessa.

Sembrare non significa essere : la crisi colpisce i fondamenti d’ogni scienza compresa la fisica.  Il neopositivismo è crollato, la stessa nozione di «fatto» è discutibile.  Donde la discutibilità della pretesa oggettività. La scuola di Popper si è divisa tra anarchismo epistemologico e logica della scoperta (Lakatos). La crisi investe tutto, c’è la necessità di ripensare dall’inizio, non dispregiando il passato ma rileggerlo con cura.

Il socialismo reale è crollato ma neppure il “neocapitalismo”,la grande finanza sanno dare risposte nonostante i suoi corifei.  Chi bussa alle porte della storia, rivendicando i propri diritti, è un soggetto sociale nuovo : gli esclusi, gli emarginati i quali “consumano” solo il 20% delle ricchezze del pianeta.

E’ il terzo o quarto mondo che chiedono un posto nella Storia, quel posto che l’Occidente continua a negargli. La problematica filosofica deve tenere conto di un pensiero planetario con inimmaginabili problemi, ma irrimandabili.

Enrico Marco Cipollini

Festival doom del “Damnation” Italian Tour dei My Dying Bride

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Festival doom del “Damnation” Italian Tour dei My Dying Bride

di

Dulcinea Annamaria Pecoraro

Chitarre elettriche suonano e campane annunciano il festival doom del “Damnation” Italian Tour dei My Dying Bride.  “A Map Of All Our Failures” non risparmia nessuno; scene gotiche e scuri paramenti che con danze lente alternate a ritmi di percussioni, aprono le porte ad uno dei gruppi (o forse il massimo) esponente del death metal che  troviamo in circolazione…

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Firenze 11 Dicembre 2012