“BellezzaInstabile” di Federica Bonzi – recensione a cura di Lucrezia Abbrescia

“BellezzaInstabile”

di Federica Bonzi

(edizione limitata)

Il libro si presenta elegante grazie alla sua sobrietà e di un certo pregio anche dal punto di vista tipografico. Non è peccato di vanità ma tale cura voluta dalla poetessa emergente Federica Bonzi rispecchia la sua personalità e il suo modo di essere nella vita, non banale in forma riassuntiva. E ciò lo si evince anche nell’Invito alla lettura di Enrico Marco Cipollini –invito come una delle possibili chiavi interpretative per intendere la poetica dell’autrice – e dalle Impressioni di Alfredo Cavalieri.

Il tomo porta una dedica che dice molto, “a quelli che fuggono. Altrove”. Di fatto oggi la società, qualunque forma di stato e governo essa sia, tende alla massificazione: siamo in un formicaio ove si tende, spesso con successo, alla manipolazione e alla omologazione mentale. Federica lo sa, ne è consapevole donde tale dedica quale esortazione a ri-umanizzarsi, a non esser reificati, a non esser mercificati. Si prenda quale esempio “Natale e Cannella” dove denuncia la morte di Dio ovvero dell’Uomo che non riesce a pensarlo. Natale? Da festa  dell’unione, della fratellanza o della rinascita dell’uomo tramite il messaggio cristico è divenuto formalismo, paillettes e lustrini. Dov’è l’essere? Scomparso, affogato nella apparenza di sembrare, ormai sepolto dal fatuo! Sulla stessa linea si colloca “Una domanda”, pubblicata anche in greco da Limenikà Xronikà di Atene, nonché dalla rivistaWeb TELLUSfolio, con commento di E.M. Cipollini.

Ma l’autrice dipana anche il suo animo in tappeti tramati di erotismo indimenticabili (“Un Bacio”, “Slow Jazz”quali esempi) e scava nell’intimo come in “Figlia” ed altre. Si denuda l’animo in sequenze che restano impresse e danno la cifra della validità della Nostra.

Mai astratta la sua poetica ma fatta di chiaroscuri perché Federica non si mostra totalmente ma seduce nel volersi far scoprire: qua vedo l’essenza di tutto il libro intessuto comunque di problematiche esistenziali, sociali ed estetiche, come la poesia che dà il titolo all’intero tomo, Bellezza instabile per l’appunto.

Anima inquieta ed intrigante come in una sua, ivi presente, saggia senza infingimenti, con un labor limae perfetto il mondo interno in rapporto con quello esterno, senza dogmatismi ma  con gli occhi pronti a captare e a stupire nonché a stupirsi.

Il leggere poesia di Federica è un viaggio che fruttifica e fertilizza la mente.

 Lucrezia Abbrescia

 

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Un commento su ““BellezzaInstabile” di Federica Bonzi – recensione a cura di Lucrezia Abbrescia

  1. solo i poeti,veri, anticipano i tempi,le ” exis” degli umani
    ” Gli dei tramano perdizioni perché i mortali abbian di che cantare” (Omero, Odissea)
    due anime,l’autrice e Lucrezia che in un feeling particolarmente riuscito danno—
    Sollievo dell’animo leggerle
    io, come prefatore, dovrei star zitto ma preso, nn ci son riuscito
    emc

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