“Attimi, il puzzle della vita” recensione a cura di Lorenzo Spurio

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

Domani tornerà il sole

e noi umani, senza comprendere

tra fango e morte ci rialzeremo.

(da “Nei silenzi della paura”, p. 30)

Antonella Ronzulli, poetessa piemontese, dopo il grande successo ottenuto con la prima silloge di poesie, AliVive (Rupe Mutevole, 2010), torna con un nuovo lavoro, tutto da scoprire. Nella copertina, dagli scenari fantasy e riccamente sfumata in azzurro, vediamo una donna bionda di spalle (proiezione della stessa autrice?) che si approssima ad attraversare una porta. La cosa curiosa è che la porta non appartiene a un edificio particolare, non ne intravediamo la struttura. L’edificio è il cielo, l’atmosfera infinita attorno alla quale si stagliano anche altri pianeti. Il titolo, Attimi, richiama subito il tema del tempo, uno dei più utilizzati da sempre in letteratura che la Ronzulli coniuga in questa silloge a una serie vasta di sentimenti dell’uomo d’oggi. Ecco perché il titolo da solo non basta, e l’autrice ha deciso di utilizzare un sottotitolo, “Il puzzle della vita”, ancor più significativo. Ci chiediamo ad una prima vista in che maniera la Ronzulli intenda la vita come puzzle; probabilmente come serie congiunta e necessaria di momenti, come excursus obbligato di riti di passaggio, come sfaccettature multiple onnipresenti contemporaneamente.

La silloge si apre, dopo una nota di prefazione, con due citazioni che “consacrano” l’attimo, una di Giuseppe Ungaretti, l’altra del filosofo Nietzsche.

In “Senza maschere” la poetessa si lascia andare a una veloce autoanalisi sul sé: chi sono e come dovrei essere? Dovrei essere diversa? Conclude sostenendo di no, altrimenti finirebbe per essere un’altra persona: “Fingere per compiacere?/ Impensabile/ l’inganno è ipocrisia./ Maschere non so indossare” (p. 24). La poesia di Antonella Ronzulli va, forse, letta proprio in questi pochi versi nella quale la poetessa innalza la semplicità, l’autenticità e il desiderio di offrirsi per come si è agli altri. E’ una poesia che ama il vero, il visibile e che rifugge le morbosità, le macchinazioni, gli inganni. Autenticità e preservazione dell’innocenza che si ritrovano nella dolorosa poesia “Assassino d’innocenti” in cui la poetessa è affranta per l’uccisione insensata di una giovane ragazza e si sente priva di perdono e comprensione per quanto un bruto ha irrimediabilmente commesso.

Le liriche di Antonella Ronzulli sono, inoltre, in grado di farci respirare odori particolari, “fragranze e sapori d’allegria” (p. 26) , “essenze di faggi che porgono foglie al vento” (p. 26) ma attente anche dal punto di vista sonoro: “battito d’ali notturno” (p. 39), “miagolii di gatti ammaliati” (p. 41) e possiamo dire che nel complesso si configurano come una celebrazione della vita; il suo messaggio è chiaro: goditi la vita e fai le scelte che credi essere le migliori: “Assapora e respira la vita” (p. 36); per conservare l’isotopia del “mangiare”, la Ronzulli ci dice che la vita va addentata (afferrata), mangiata (fatta nostra), assaporata (vissuta). Il carpe diem oraziano si fa concretezza nella poesia della Ronzulli come esortazione vivida a non lasciarsi scappare il tempo che passa, perché poi, non ritorna: “Ieri è tramontato/ sfida il domani/ sfuggi gli eventi/ nell’anima scolpiti” (p. 36), in altre parole, lasciati il passato alle spalle, vivi il presente, che è il tuo futuro!

La lirica “Angelo nero” è –secondo la mia opinione- la più bella della collezione: la poetessa è riuscita ad allontanare da sé la Morte quando “rasente oltre misura/ mi hai volutamente lambita”, ha trionfato, ma sa che per la natura degli esseri umani, prima o poi sarà l’Angelo nero a decidere. E’ per questo che essa “riappare ogni giorno” ed è sempre in agguato. “Chissà, se ti concederò il trionfo”, conclude la Ronzulli in questo breve monologo ragionato con la Morte. Considerazioni ed esternazioni che ritornano in “Nemico invisibile”, già edita nella precedente silloge nella quale la poetessa si scaglia con violenza contro quello che la Fallaci definì “L’Alieno”. Condivido il pensiero di Roberto Incagnoli, editore di Lettere Animate e amico di Antonella Ronzulli che osserva: “Antonella è esattamente quello che scrive”. La poetica di Antonella Ronzulli, semplice, piana ed accessibile a tutti, fornisce squarci del suo vissuto intercalati nel suo animo lirico che dona alla semplicità degli eventi un’aura tutta particolare.

Personalmente mi sento di consigliare vivamente questo libro perché è espressione di un’autenticità lirica preziosissima e unica nel suo genere nella nostra contemporaneità; le liriche di Antonella Ronzulli si susseguono fresche e l’intero libro è una vera celebrazione del connubio di due espressioni artistiche: poesia e fotografia. Ambiti che la Ronzulli “apre” anche agli altri per mezzo di una serie di collaborazioni molto importanti che si notano leggendo il testo. Nella seconda parte del libro, ad esempio, si respira l’ebrezza di elogio alla scrittura congiunta, con apprezzabili componimenti scritti a più mani con altrettanti poeti contemporanei tra cui Annamaria Pecoraro, Donata Porcu, Gianluca Regondi, Mario Di Nicola ed altri. L’apertura nei confronti degli altri è riscontrabile anche in alcune liriche finali tradotte in inglese e in spagnolo, proprio a testimonianza del fatto che la poesia abbraccia tutti, indistintamente. La comunione di intenti e la collaborazione letteraria sono aspetti centrali per il percorso che Antonella Ronzulli ha deciso di fare: “Siamo uomini e donne/ nati per non essere/ soli”, conclude in “Soli” (p. 35).

Chi è l’autrice?

Antonella Ronzulli (Novi Ligure, 1963) scopre la scrittura come ancora per superare un problema di salute; diventa una passione che associa a quella per la fotografia. Nel giugno del 2010 pubblica con Rupe Mutevole la silloge di poesie AliVive e nel gennaio 2012 la seconda edizione, essendo la prima esaurita con un buon riscontro di critica. Collabora alle attività letterarie della “Vetrina delle Emozioni”, è membro del Consiglio Direttivo e Responsabile del settore web dell’Associazione Culturale “Orizzonti Nuovi”. E’ vice-direttore editoriale di Lettere Animate Editore e direttrice delle Collane “Phoetica” e “Insieme”.

E’ SEVERAMENTE VIETATO RIPRODURRE E/O DIFFONDERE LA PRESENTE RECENSIONE IN FORMATO INTEGRALE E/O DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

 

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Lorenzo Spurio

Lorenzo Spurio e le sue recensioni

 

Mi chiamo Lorenzo Spurio. Ho ventisette anni. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne all’università di Perugia nel 2011 e la Laurea Triennale in Lingue e Letterature Moderne Comparate all’università di Urbino nel 2008.

Sono appassionato di letteratura, prevalentemente inglese e spagnola; ho scritto un nutrito numero di racconti che ha pubblicato su varie riviste di letteratura e cultura italiana tra cui Osservatorio Letterario – Ferrara e l’altrove, Silarus, La Ballata, Sagarana, Frigidaire, Inverso, Slavia, Aeolo, Il Grandevetro, Reti di Dedalus,…

Dal 2010 sono redattore della rivista di letteratura e cultura Segreti di Pulcinella  diretta da Massimo Acciai, dove ricopro l’incarico di vice-direttore e collaboratore della rivista d’arte online Parliamone diretta da Bartolomeo di Monaco. Nell’ottobre del 2011 ho fondato la rivista di letteratura online Euterpe assieme a Massimo Acciai e Monica Fantaci e nel 2012 ho fondato assieme a Anna Maria Folchini-Stabile (poetessa, scrittrice), Paola Surano (poetessa), Sandra Carresi (poetessa, scrittrice) e Laura Dalzini (web master) l’Associazione Culturale TraccePerLaMeta che organizza eventi e fa servizi di editoria. L’Associazione ha sede fisica a Sesto Calende (Varese) ma è attiva in tutta Italia.

Nel 2011 ho pubblicato una serie di saggi sul romanzo Jane Eyre, contenuti in Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu Edizioni, 2011, pp. 101, ISBN: 9781447794325) e con la casa editrice Faligi, La metafora del giardino in letteratura (ISBN: 978-88-574-1703-5), scritto a quattro mani assieme a Massimo Acciai. Si tratta di una raccolta di saggi basati su vari testi della letteratura contemporanea che mettono in scena il giardino come locus principale.

Nel 2012 presso la casa editrice Lettere Animate è stata pubblicata la prima silloge di racconti, Ritorno ad Ancona e altre storie (ISBN: 978-88-97801-03-0), scritta assieme alla scrittrice fiorentina Sandra Carresi.

Ho ricevuto alcune buone segnalazioni in concorsi letterari nazionali:

2012, Segnalazione all’ VIII Edizione del Premio Hombres con il racconto “L’alienato”.

2012, Premio speciale della Giuria-sezione narrativa al Concorso “Fiori di Cactus” con il racconto “Scettico”.

2012, Segnalazione al III Concorso “Oceano di Carta” con il racconto “Il maharaja nel sacchetto Cuki”, pubblicato in Antologia.

2012, 4° al Premio Nazionale De Leo-Bronte con il racconto “Back to West Indies”, pubblicato in Antologia.

2012, Segnalazione alla XXIV Edizione del Premio Nazionale di Letteratura Francesco Florio, con il racconto “Il canarino fluorescente”.

2011, Menzione d’onore al Concorso Letterario Internazionale organizzato dall’Accademia Italo-Australiana Scrittori (A.L.I.A.S.), con il racconto “Uno di troppo”, pubblicato in Antologia.

 

blogletteratura@virgilio.it

lorenzo.spurio@alice.it

lorenzoospurio@gmail.com

 

Antonio Ciminiera – 1

E io che non so proteggerti dalla mia presenza
e mi nascondo nella serra di ogni tua parola
io che non oso incatenarmi alle sfere della tua indulgenza
fossi almeno capace di incatenarmi al buio
Oh anima che non conosce la morte
se tu non fossi mia nemica
potrei dissolvermi nell’acido delle mie illusioni
ma resto qui pietra sepolcrale fredda e vile
a spiare ogni tuo gesto ogni tuo pensiero
Antonio Ciminiera
2012 copyright © tutti i diritti riservati

Biagio Antonacci al Mandela Forum di Firenze

Biagio Antonacci al Mandela Forum di Firenze

a cura di Roberto Bruno

Al Mandela Forum, è di passaggio per una sera, il tour 2012 di Biagio Antonacci. La prima cosa che si nota è sicuramente il palco, con un’appendice nel mezzo del palasport,  lunga almeno 25 mt, (simbolo di routine rappresentante l’uomo). E’ un modo come un altro, per farsi ben vedere dai suoi fans, ma anche un modo, per permettere agli artisti di strada, che saliranno sul palco, di avere molto spazio, per le loro esibizioni. Lo show inizia puntuale, con quattro persone mascherate, dai politici dell’ultima legislazione, (non importano i cognomi, tanto, potete benissimo comprendere di chi si parla), da un angelo dalle ali nere e da  una donna vestita di bianco. La scaletta, è cantata completamente dal pubblico, che assiste partecipando attivamente. Miriadi di foto e video fanno da luci e cornice, (se penso agli anni ’80, dove all’ingresso ad un concerto, venivano sequestrate le pile delle macchine fotografiche o dei registratori tascabili ed adesso, è permesso entrare con video camere ed ogni sorta di tecnologia). ” Trionferà la vita, insieme finire, spegnere per ripartire, non c’è strategia migliore” ,per inaugurare la tappa fiorentina di Biagio Antonacci. “Sapessi dire No”, è stato impossibile, i ritmi travolgenti dal rock al tribale, dal sound lento e passionale latino – americani, alla partecipazione attiva dello stesso pubblico, adrenalinico per il cantante. “L’evento”, d’ immaginare l’evoluzione nel tempo di questo cantante, dove esprime profondità, senza banalizzare. Canta :“l’ Amore è la cosa più forte dopo la verità”. Sopravvivere poi, al male della solitudine, alla schiavitù della situazione politica, alla perdita di dignità. Sentirsi ,” Con infinito onore “, uniti ad un Biagio che urla ” Liberatemi”, o a casa: “Qui”; dove il cuore ha il suo posto ed il suo progetto di vita. Svegliarsi con un “Buongiorno bell’anima”, che accarezza, con il profumo di “Iris”, continuando nel ” Se è vero che ci sei “, ” Convivendo” ed ancora immergersi nel, “Se io, se lei“. L’ emozioni, legano i fili impercettibili di uomini e donne, diventando la realtà in ” Ti dedico tutto”. Andare ad un concerto di Biagio Antonacci è un’esperienza a volte diversa, dai tipi di show che da anni frequento. Innanzitutto, perché la percentuale del pubblico è di 80 donne e 20 uomini, anche se (nonostante sia considerato il cantante dell’amore), in ogni un suo concerto, c’è una buona parte di quel sound rock, maschio; che fa bene al sangue! Accompagnato da un ottima band, veramente doc, e con tra l’altro alle pelli il batterista fiorentino Fabrizio Morganti. Biagio, come racconta, ama la Toscana e da anni passa le sue vacanze nell’Isola d’Elba.  Sicuramente, alla soglia dei cinquanta (egregiamente portati), l’artista milanese ha raggiunto la piena maturità. Una nota negativa da segnalare: il concerto è stato chiuso con “Ti dedico tutto”, tratta dal suo ultimo cd, che purtroppo, è stata eseguita completamente … in play back … peccato!

Roberto Bruno

http://www.ilmiogiornale.org/firenze-biagio-antonacci-al-mandela-forum/

Bruce Springsteen a Firenze

Nemmeno il temporale ferma il concerto di bruce Springsteen a Firenze

a cura di Roberto Bruno

Oserei dire semplicemente fantastico, il concerto di Bruce Springsteen & The E street Band, tenutosi allo stadio Franchi di Firenze. Quarantatremila persone, che si sono immolate con devozione, al Boss ed ad un temporale impressionante, che da molto tempo a Firenze non si ricordava. Quarantatremila fans che hanno potuto godere, di ben tre ore e mezzo di  vero delirio, dove il rocker del New Jersey, vestito di jeans neri, camicia senza maniche, anfibi con la sua chitarra elettrica a tracolla ed accompagnato dalla sua fida e leggendaria E Street Band, hanno scatenato Firenze, noncurante del mega temporale abbattutosi sulla città. Per alcuni una lunga attesa sin dalle prime ore del pomeriggio, migliaia di persone che arrivavano da ogni parte del centro, sud d’Italia. Alle 20 e 30 è subito “Badlands” e così ha inizio il tripudio, gente che canta, balla, salta, perché ad un concerto del “boss” è impossibile restare fermi. Il feeling tra Springsteen ed il pubblico italiano è pazzesco, e Firenze piace molto al Bruce del New Jersey il quale da vero rocker, non risparmia una goccia del quel sudore vero che da circa quarant’anni lo accompagna sui palchi di tutto il mondo. Springsteen ama il suo pubblico prova certa ne è il fatto che nonostante i suoi 62 anni portati splendidamente spesso vada in mezzo ai suoi fans   per cantare assieme a loro, farsi toccare, alla faccia di certe pseudo rock-star di oggi. Non è la prima volta che il boss si esibisce sotto l’acqua ma il concerto di Firenze sotto questo aspetto sarà indimenticabile. Bruce Springsteen & the E Street Band hanno magistralmente suonato ben trenta canzoni, chiudendo lo show con una cover dei Creedence Clearwater Revival ” Who will stop the rain” che stasera è proprio perfetta. Bellissime sono state: ” NO SURRENDER, MY CITY OF RUINS, WAITING ON A SUNNY DAY”.

Invece immortali : “BORN TO RUN, THE RIVER, BORN IN THE USA, DANCING IN THE DARK .

Emozionante il ricordo del sassofonista  Clarence Clemmons recentemente scomparso.

Due parole sulla mitica E Street Band : Semplicemente fantastica, sonorità jazz, soul, rock.

Morale della favola: Alla fine tutti eravamo stanchi , bagnati fradici ma contenti per aver partecipato ad un concerto indimenticabile.

Ps: questa recensione non è un tributo al boss ed alla sua band ma semplicemente essendo presente ho raccontato ciò che ho vissuto in una piovosa sera di giugno.

Roberto Bruno

http://www.ilmiogiornale.org/nemmeno-il-temporale-ferma-il-concerto-di-bruce-springsteen-a-firenze/